martedì 25 luglio 2017 16:51
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Operazione Gebbione, inflitte dal Gup 34 condanne

Reggio Calabria. Trentaquatto persone, rimaste coinvolte nell’operazione della Polizia di Stato “Gebbione” del luglio del 2007, che avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, sono state condannate dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Daniele Cappuccio.
I trentaquatto, sono stati ritenuti colpevoli, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, danneggiamento ed estorsione. Il procedimento è scaturito dell’operazione “Gebbione”, coordinata dal sostituto procuratore antimafia Antonio De Bernardo e conclusasi il 25 luglio del 2007. Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile reggina, erano state concentrate su vari esponenti e gregari della cosca Labate, egemone nel rione Gebbione. Il Gup Cappuccio, ha inflitto le condanne più pesanti ai fratelli Michele e Santo Labate. Questi ultimi, sono stati infatti condannati, rispettivamente, a 14 e 10 anni di reclusione. Michele, 52 anni e Santo Labate, 57 anni, sono ritenuti i capi indiscussi, con i fratelli Pietro, 58 anni, e Antonino, 59 anni dell’omonima ‘ndrina. Il clan, secondo quanto emerso dall’attività investigativa compiuta anche con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali, aveva persino imposto alle Officine Meccaniche Calabresi, azienda del gruppo Ansaldo-Breda costruzioni ferroviarie Spa, che produce vagoni e carrozze, l’assunzione di persone di propria fiducia, mettendo in atto gravi rappresaglie ai danni di sindacalisti e dirigenti. Il Gup inoltre, ha ordinato la confisca di un esercizio commerciale denominato “Di pane in pizza” ubicato in via Torricelli Pescatori di proprietà di Mirella De Maria, 54 anni, moglie di Santo Labate. La donna è stata anche condannata a due anni e quattro mesi di reclusione.

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