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I “Cacciatori” di latitanti

Pubblicato in Cronaca, Primo Piano da newz: mercoledì, 4 febbraio 2009 – 6:00 Stampa questo articolo
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I "Cacciatori" di latitanti

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Reggio Calabria. Battono i boschi della Calabria armati di fucili, ma la loro preda non è la selvaggina, quando li vedono, per i latitanti ormai è troppo tardi. Sono i carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, militari addestrati a mimetizzarsi e diventare invisibili nella boscaglia per stringere il cerchio attorno ai covi dei latitanti. Il lavoro duro, le lunghe ore di “appiattamento” o gli interventi “risolutivi” sono demandati a loro.

La storia.
Lo Squadrone Eliportato “Cacciatori” è stato istituito il 1° luglio 1991 per dare una risposta all’esigenza di integrare il dispositivo di contrasto dell’Arma con un reparto espressamente strutturato ed addestrato per l’impiego flessibile e diversificato nel particolare ambiente che caratterizza la Regione Calabria. Lo Squadrone ha sede a Vibo Valentia, nella Base Logistico-Operativa situata nell’ex aeroporto militare “Luigi Razza”, ed è inserito nel Gruppo Operativo “Calabria”, del quale fanno parte anche la Compagnia Speciale (impiegata per i servizi di ordine pubblico e per vigilanze ad obiettivi sensibili), e un Nucleo Carabinieri Cinofili. Nella stessa struttura è trova sede anche l’8° Nucleo Elicotteri, che dipende dal Raggruppamento Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare.

L’organizzazione
L’assetto organizzativo dello Squadrone trae le proprie origini dalle esperienze maturate con le preesistenti “Squadriglie Eliportate” che hanno operato a Vibo Valentia dall’ottobre 1987 al giugno 1991, e dall’impiego in forma massiccia sul promontorio aspromontano dell’allora I Battaglione Carabinieri paracadutisti “Tuscania”. Lo Squadrone oggi è ordinato su 2 Plotoni che inquadrano in tutto 15 Squadre “Cacciatori”. I carabinieri che ne fanno richiesta vengono destinati allo Squadrone Eliportato Cacciatori solo dopo avere superato un apposito corso di qualificazione della durata di 7 settimane, sotto la supervisione di istruttori del I Reggimento Paracadutisti “Tuscanica” e che si sviluppa in due fasi: la prima di 4 settimane e la seconda di 3 settimane, rispettivamente presso il I Reggimento Tuscania e presso il Gruppo Operativo Calabria. Ciascuna squadra “Cacciatori” è formata da 6 unità (1 comandante, 1 vice comandante e 4 operatori), e comprende un pattugliatore scelto e un tiratore scelto. Due delle quindici squadre, però, sono formate interamente da militari specializzati rocciatori, ed una di esse è abilitata al soccorso in montagna.

Compiti istituzionali.
Al Reparto è stata assegnata una zona d’intervento che comprende l’area aspromontana e le cosiddette “Serre”, anche se sempre più frequentemente giungono richieste anche dalle province di Catanzaro Cosenza e Crotone. Sono conosciuti anche col nome di “Cacciatori d’Aspromonte” e “baschi rossi”. Lo Squadrone esercita i propri compiti istituzionali sintetizzati in una incessante e capillare azione di controllo del territorio, ad integrazione dell’attività svolta dai reparti territoriali, finalizzando i servizi in funzione di:

  • ricerca di latitanti;
  • individuazione di piantagioni di “cannabis indica”;
  • contrasto al fenomeno dei sequestri di persona.

Le modalità operative tipiche delle Squadre “Cacciatori” consistono in

  • rastrellamenti di aree circoscritte,
  • appiattamenti lungo itinerari sensibili e su obiettivi individuati,
  • pattugliamenti eliportati sulle aree di competenza,
  • interventi risolutivi a favore dell’Arma Territoriale e del Comanddo Ros richiedente.

Attraverso i propri compiti istituzionali eventuali attua invece:

  • l’integrazione temporanea dell’attività dell’arma, anche fuori regione, per assolvere i compiti ordinari di unità eliportata.
  • la ricerca ed il soccorso di persone smarrite, o infortunate in zone impervie e in caso di pubbliche calamità.

Tecniche ed equipaggiamento.
Le tecniche operative del Reparto mutuano quelle dell’Interdizione d’area e della Controinterdizione d’area tipiche dei reparti paracadutisti per realizzare l’interdizione di Polizia, ovvero un’attività con modalità militari e valenza prettamente di polizia.
Per l’effettuazione di tali attività il reparto oltre al normale equipaggiamento dispone anche di materiali speciali quali:

  • Sistemi portatili di illuminazione a luce bianca ed infrarossa “DRAGON” e “MAXA BEAM”;
  • Torce “Sure fire” illuminanti/stordenti, portatili ed applicabili ai vari sistemi d’arma;
  • Puntatori olografici applicabili al sistema d’arma MP5/A5;
  • Scala retrattile;
  • Ariete da sfondamento individuale;
  • Puntatori laser applicabili ai vari sistemi d’arma;
  • Telemetro laser;
  • Ottiche di puntamento al trizio per armi in cal. 5,56 “trijcom”;
  • Reti scenografiche di varie dimensioni;
  • Artifizi illuminanti, flash-bang, fumogeni.

Il trasporto del personale è assicurato mediante:

  1. Velivoli in forza all’8° Nucleo elicotteri
  • AB 206  (elicottero scout e ricognizione);
  • AB 412  (elicottero multiruolo)

2.  Mezzi ruotati

  • Land Rover Defender 110 (livrea d’Istituto);
  • Land Rover Defender 90 (livrea verde a bassa visibilità);
  • Veicoli fuoristrada e da trasporto  (livrea civile);
  • Motocicli fuoristrada  (livrea civile).

Attività operative.
Sin dalla sua creazione sono stati catturati 145 latitanti di cui:

  • 10 nell’elenco dei 30 ricercati facenti parte del Programma Speciale di Ricerca diramato dal Ministero dell’Interno, comprendente i soggetti di maggior profilo criminale  appartenenti alle più importanti consorterie ndranghetistiche, in particolar modo gravitanti nella Provincia di Reggio Calabria; particolarmente eclatanti gli arresti di Giuseppe Morabito, detto il “Tiradritto”, arrestato a Santa Venere di Reggio Calabria il 18 febbraio 2004 dai militari dello Squadrone  e del Ros di Reggio Calabria e l’arresto di Pasquale Condello detto il “Supremo” catturato a Pellaro il 13 maggio 2008, unitamente a personale del Ros di Reggio Calabria
  • 35 nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia.

Un elenco cui si aggiunge il latitante catturato ieri nelle campagne di Cardeto. Un’altra preda dei “baschi rossi”.

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