Reggio Calabria. Battono i boschi della Calabria armati di fucili, ma la loro preda non è la selvaggina, quando li vedono, per i latitanti ormai è troppo tardi. Sono i carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, militari addestrati a mimetizzarsi e diventare invisibili nella boscaglia per stringere il cerchio attorno ai covi dei latitanti. Il lavoro duro, le lunghe ore di “appiattamento” o gli interventi “risolutivi” sono demandati a loro.
La storia.
Lo Squadrone Eliportato “Cacciatori” è stato istituito il 1° luglio 1991 per dare una risposta all’esigenza di integrare il dispositivo di contrasto dell’Arma con un reparto espressamente strutturato ed addestrato per l’impiego flessibile e diversificato nel particolare ambiente che caratterizza la Regione Calabria. Lo Squadrone ha sede a Vibo Valentia, nella Base Logistico-Operativa situata nell’ex aeroporto militare “Luigi Razza”, ed è inserito nel Gruppo Operativo “Calabria”, del quale fanno parte anche la Compagnia Speciale (impiegata per i servizi di ordine pubblico e per vigilanze ad obiettivi sensibili), e un Nucleo Carabinieri Cinofili. Nella stessa struttura è trova sede anche l’8° Nucleo Elicotteri, che dipende dal Raggruppamento Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare.
L’organizzazione
L’assetto organizzativo dello Squadrone trae le proprie origini dalle esperienze maturate con le preesistenti “Squadriglie Eliportate” che hanno operato a Vibo Valentia dall’ottobre 1987 al giugno 1991, e dall’impiego in forma massiccia sul promontorio aspromontano dell’allora I Battaglione Carabinieri paracadutisti “Tuscania”. Lo Squadrone oggi è ordinato su 2 Plotoni che inquadrano in tutto 15 Squadre “Cacciatori”. I carabinieri che ne fanno richiesta vengono destinati allo Squadrone Eliportato Cacciatori solo dopo avere superato un apposito corso di qualificazione della durata di 7 settimane, sotto la supervisione di istruttori del I Reggimento Paracadutisti “Tuscanica” e che si sviluppa in due fasi: la prima di 4 settimane e la seconda di 3 settimane, rispettivamente presso il I Reggimento Tuscania e presso il Gruppo Operativo Calabria. Ciascuna squadra “Cacciatori” è formata da 6 unità (1 comandante, 1 vice comandante e 4 operatori), e comprende un pattugliatore scelto e un tiratore scelto. Due delle quindici squadre, però, sono formate interamente da militari specializzati rocciatori, ed una di esse è abilitata al soccorso in montagna.
Compiti istituzionali.
Al Reparto è stata assegnata una zona d’intervento che comprende l’area aspromontana e le cosiddette “Serre”, anche se sempre più frequentemente giungono richieste anche dalle province di Catanzaro Cosenza e Crotone. Sono conosciuti anche col nome di “Cacciatori d’Aspromonte” e “baschi rossi”. Lo Squadrone esercita i propri compiti istituzionali sintetizzati in una incessante e capillare azione di controllo del territorio, ad integrazione dell’attività svolta dai reparti territoriali, finalizzando i servizi in funzione di:
Le modalità operative tipiche delle Squadre “Cacciatori” consistono in
Attraverso i propri compiti istituzionali eventuali attua invece:
Tecniche ed equipaggiamento.
Le tecniche operative del Reparto mutuano quelle dell’Interdizione d’area e della Controinterdizione d’area tipiche dei reparti paracadutisti per realizzare l’interdizione di Polizia, ovvero un’attività con modalità militari e valenza prettamente di polizia.
Per l’effettuazione di tali attività il reparto oltre al normale equipaggiamento dispone anche di materiali speciali quali:
Il trasporto del personale è assicurato mediante:
2. Mezzi ruotati
Attività operative.
Sin dalla sua creazione sono stati catturati 145 latitanti di cui:
Un elenco cui si aggiunge il latitante catturato ieri nelle campagne di Cardeto. Un’altra preda dei “baschi rossi”.
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