
Aurelio Chizzoniti
Reggio Calabria. “Preoccupa l’assoluto disinteresse politico che caratterizza la vicenda di ben 16 lavoratori dell’indotto aeroportuale che rischiano il posto di lavoro fra l’insensibilità generale, riducendo i già precari livelli occupazionali che scandiscono una realtà a dir poco drammatica, diffusa in tutta la provincia reggina”. Comincia così l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale, Aurelio Chizzoniti, con il quale solleva, “ancora una volta, la predetta complessa problematica, nel cui contesto, come sempre, il prezzo più alto è puntualmente pagato dalla classe più debole, nel caso di specie i lavoratori della ditta OMEGA, che pure hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato”. “Non vi è dubbio”, prosegue Chizzoniti, “che il tutto risulti ulteriormente aggravato dalla pesantissima situazione finanziaria in cui versa la SOGAS, fra l’altro ormai da 7 anni senza Cda; ma questo non si significa che non si debbano perseguire soluzioni concrete e reali che pur esistono che sorprendentemente potrebbero addirittura consentire alla Società di Gestione non solo un opportuno investimento ma altresì un risparmio finanziario. Infatti, poiché il budget impegnato dal bando di concorso indetto per i servizi di assistenza tecnica, modulato e contenuto in appena 135.000 € annui, appare decisamente insufficiente a coprire i costi degli operai e garantire un fisiologico utile all’imprenditore, si potrebbe internalizzare il servizio appaltato utilizzando la predetta somma per la copertura dei posti dei trasferendi operai. L’operazione sarebbe vantaggiosa sia sul versante della qualità professionale dei 16 lavoratori, che su quello finanziario poiché consentirebbe di garantire i servizi risparmiando sul predetto importo e mantenendo la copertura oraria di 4 ore che in atto osservano i predetti dipendenti. Su questa soluzione fortemente sostenuta anche dagli esponenti sindacali non vi sarebbe la convergenza dell’Amministrazione SOGAS che invoca il placet della proprietà. Francamente mal si comprende il ricorso alla classica foglia di fico quando si tratta di risolvere il problema degli operai, mentre quando si stipulano contratti di consulenze lautamente retribuite l’Amministratore ritiene di poter agire diversamente”. “Mi chiedo”, incalza Chizzoniti, “quale sia il ruolo dell’Amministratore se non quello di gestire l’azienda con le modalità previste dallo Statuto vigente, coordinato con il Codice Civile, che introducono precisi momenti di intervento supremo dei soci che certamente non coincidono con la gestione della quotidianità. Viceversa, se l’Amministratore si limita a fare da croce rossa contabile, ovvero a quantificare le perdite ed a bussare sistematicamente a denari, per far ciò basterebbe un perito contabile alle primissime esperienze professionali. C’è un momento in cui nella vita si è chiamati ad assunzioni di precise responsabilità, e questo è uno di quei casi in cui appare indispensabile uno scatto di reni, anche perché qualora l’Amministratore dovesse, molto in astratto, richiedere integrazioni finanziarie, per perfezionare la prospettata soluzione, io che stigmatizzo da almeno 10 anni tutte le Amministrazioni SOGAS non esiterei a sostenerlo, proprio perché sarebbe “cosa buona e giusta”. In quest’ottica non va neanche sottaciuta la disponibilità degli operai a ridursi l’arco temporale di impiego da 4 ore giornaliere a 3, con conseguente risparmio, anche per questa via, da parte della SOGAS, chiamata ad estendere l’attenzione anche nei confronti dei dipendenti di Consulta, che però operano con contratti a termine di circa 20 giorni. Fuori da questa ipotesi si prospetta l’incredibile ed illogica soluzione di utilizzare i predetti operai 15 minuti prima e 20 minuti dopo del decollo degli aerei, che sfocerebbe immancabilmente in clamorosi disservizi, poiché il check-in, indipendentemente dall’effettivo imbarco, si apre almeno con due ore di anticipo sullo stesso. Dove andrebbero a finire i bagagli dei passeggeri accettati senza l’assistenza degli addetti ai nastri interessati anche dalla riduzione oraria contenuta a 15 minuti prima del decollo? La risposta è “in re ipsa” ”. Chizzoniti conclude auspicando che “prevalga il buonsenso senza nascondersi dietro lo scudo-parafulmine della proprietà che certamente non potrebbe e non dovrebbe opporsi ad una soluzione vantaggiosa per la stessa, quindi per l’intera struttura aeroportuale”.
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