Reggio Calabria. «I temi che saranno al centro della Settimana sociale in programma il prossimo anno a Reggio Calabria richiamano l’apostolato di Giovanni Paolo II: uno straordinario pontefice che, in un’epoca in cui la crisi della società opulenta non si era ancora appalesata nelle assai gravi dimensioni attuali, ha agito con audacia e spirito di verità». Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della 46° Settimana sociale della Conferenza Episcopale Italiana, che si terrà dal 14 al 17 ottobre 2010 nella città dello Stretto. «Il mondo di oggi - ha detto il massimo rappresentante dell’Assemblea di palazzo Campanella – è attraversato da una profondissima crisi che non si limita all’ambito socio-economico, ma investe pienamente l’uomo e la sua essenza. Viviamo una realtà dominata dai silenzi, dagli egoismi, da un approccio opportunistico al rapporto con gli altri, dalla paura e dall’insicurezza che rende ciascuno di noi più chiuso, diffidente e solo. Il messaggio di Giovanni Paolo II è stato di segno completamente opposto, risultando così dirompente da comportare rischi gravissimi per la stessa vita ed incolumità del Pontefice». Secondo l’on. Bova «in questo momento storico, in cui l’umanità fa i conti con accadimenti terribili – dalle guerre alle rivolte per la democrazia fino a devastanti atti terroristici – si avverte la necessità di tornare all’audacia di papa Woityla e di lavorare, tutti assieme, per fare fronte ad una situazione così difficile». Il presidente del Consiglio regionale, facendo riferimento alla legge recentemente approvata dal Parlamento sull’immigrazione, ha sottolineato come «la coesione sociale garantisca i cittadini sul piano della sicurezza più di ogni altro provvedimento punitivo. Quello dell’accoglienza ai più deboli è, d’altronde, un principio che risponde allo spirito di carità cristiana. In tal senso - ha aggiunto Bova – la nostra Assemblea regionale non solo ha approvato una normativa avanzatissima in materia di integrazione sociale degli immigrati, ma sta per varare una legge a tutela dei calabresi residenti all’estero. Non dobbiamo mai dimenticarci di essere stati noi, per primi, gli emigrati nel triangolo industriale, nel Nord Europa e oltre Oceano».
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