Rosarno. Prosegue l’azione degli uomini della Questura di Reggio Calabria che, in ossequio alle direttive dettate dal Questore Carmelo Casabona, ha già consentito di recuperare nei giorni scorsi un numero cospicuo di beni immobili, tolti ai maggiori esponenti di ‘ndrangheta della provincia.
Oggi il personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura, diretta dal primo dirigente Benedetto Sanna e dal vice questore aggiunto Mario Lucisano, collaborati sul posto dal commissario capo Fabio Amore del Commissariato di Gioia Tauro, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di sgombero, disposta con atto di precetto della locale Agenzia del Demanio – Filiale Calabria, di cinque unità immobiliari, site nella centrale via Zita di Rosarno (RC), confiscati dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Reggio Calabria a carico di Savino Pesce, nato a Rosarno (RC) il 16.05.35, deceduto il 07.04.08, già esponente di vertice dell’omonima cosca rosarnese.
Le unità immobiliari erano state oggetto di sequestro da parte della competente Autorità Giudiziaria con decreto n. 173/94 MP del 25.06.94 e successivamente confiscate con decreto n. 160/94 MP- n.27/96 Provv. del 17.04.96, divenute definitive in data 19.11.01.
Successivamente alle fasi dello sgombero, avvenuto con successo senza alcuna turbativa per l’ordine e la sicurezza pubblica, gli immobili sono stati posti nella disponibilità del Comune di Rosarno (RC) per essere destinato a finalità di carattere sociale.
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