Reggio Calabria. “Il trasferimento dei Bronzi di Riace rischia di tramutarsi nell’ennesimo, gravissimo e irreversibile atto di spoliazione nei confronti di Reggio e della sua provincia. Bisogna fare di tutto per impedirlo”. E’ quanto afferma l’assessore regionale al Personale, Liliana Frascà. “Non si comprende per quale ragione il restauro delle due statue sia stato effettuato nel 1994 nel museo piacentiniano della città dello Stretto ed oggi invece non sia più possibile – prosegue Frascà -. I lavori di ristrutturazione dell’edificio che ospita il Museo nazionale della Magna Grecia, poi, agli occhi dei reggini e dei calabresi, sono solo un pretesto per portare via i più importanti reperti bronzei che l’antichità ci abbia tramandato”. Secondo l’assessore, “la proposta di ospitare i due guerrieri a palazzo Campanella, che il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova ha rilanciato e formulato in maniera molto precisa, rappresenta una validissima alternativa, forse l’unica praticabile, per scongiurare questa decisione. La sede di via Cardinale Portanova è in grado di garantire il massimo della sicurezza dal punto di vista statico ed antisismico, oltre ad assicurare l’accessibilità e la fruibilità al pubblico dei Bronzi in uno dei palazzi più controllati della città”. Liliana Frascà sottolinea infine “i pericoli reali che si corrono, dopo la notizia, che è diventata di pubblico dominio grazie alla Cgil reggina, della sentenza del Consiglio di Stato che apre la strada alla clonazione delle opere d’arte. Se i Bronzi partiranno, non ci sarà nessuna garanzia che tornino in Calabria perché, con un successivo provvedimento, potrebbe essere deciso che a Reggio vengano assegnate solo delle copie. Tutto questo è gravissimo – conclude la componente dell’esecutivo – e noi non lo consentiremo”.
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