
Vincenzo Burrascano
Messina. Nel pomeriggio di mercoledì i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip della II Sezione Penale presso il Tribunale di Messina, il giovane Vincenzo Burrascano, 22enne messinese, nipote del noto 36enne Massimo Burrascano, ritenuto responsabile del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane era stato già destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che aveva portato, nel febbraio di quest’anno, all’arresto di 23 soggetti di spicco della criminalità messinese operante nella zona a Sud. Il Gip, all’epoca, aveva rigettato la richiesta dell’applicazione della misura cautelare nei confronti del Vincenzo Burrascano, non ravvisandone la necessità. A seguito di appello da parte del Pubblico Ministero, lo stesso Tribunale ha invece accolto la richiesta disponendo l’esecuzione dell’ordinanza. A tale decisione era seguito il ricorso dei difensori alla Corte di Cassazione che non è stato accolto, confermando la decisione di applicazione del provvedimento cautelare, eseguito il 4.11.2009. L’operazione denominata “Officina” era stata eseguita nella notte del 24 febbraio 2009, dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale che hanno dato esecuzione ad ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti appartenenti a due distinti gruppi della criminalità messinese, ritenuti responsabili, a vario titolo e con ruoli diversi, del reato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, e, solo per alcuni, dei reati di detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo. Le indagini sono state avviate nel 2006, con l’obiettivo di acclarare le responsabilità del meccanico messinese Francesco Ruggeri, atteso che nel corso dei servizi preventivi di controllo del territorio è stato accertato che la sua officina, ubicata in località Canneto di Mili Marina era meta di soggetti dediti all’assunzione di sostanze stupefacenti. Peraltro lo stesso Ruggeri era già stato denunciato in passato per violazione della legge sugli stupefacenti. L’attività investigativa ha consentito di accertare che Ruggeri era dedito allo spaccio al minuto di sostanze stupefacenti, in particolare hashish e marijuana utilizzando la propria officina meccanica (da cui la denominazione “Officina” attribuita all’indagine), ovvero l’area prossima alla propria abitazione.
Le progressioni investigative, inoltre, hanno permesso di accertare l’esistenza di una struttura plurisoggettiva, operante soprattutto nella zona sud del capoluogo, dedita con carattere di continuità al traffico di sostanze stupefacenti, di cui Ruggeri era l’elemento apicale. Nello stesso contesto investigativo è stato individuato un secondo gruppo delinquenziale con a capo Massimo Burrascano, soggetto con specifici pregiudizi in materia di stupefacenti. In particolare, questa seconda organizzazione aveva la peculiarità della “conduzione familiare”: al vertice dell’organizzazione vi era, infatti, Massimo Burrascano “collaborato” in particolare dalla moglie Rosanna Bonaccorso, nonché dalla madre di quest’ultima, Domenica Frisone.
Sempre dalle indagini, è emerso il disprezzo e l’avversione degli indagati del gruppo Ruggeri per gli investigatori, anche in relazione ai riscontri da questi effettuati. In particolare, gli indagati erano infastiditi dalle frequenti attività compiute a carico degli acquirenti, e si è percepito che avessero intenzione di organizzare atti di ritorsione nei confronti dei militari dell’Arma, progetto questo non portato poi a compimento verosimilmente a causa della costante incisività dell’azione investigativa. Nell’operazione erano così finiti in carcere i componenti dei due gruppi criminali:
Gruppo “Ruggeri”: Francesco Ruggeri, di anni 37, Tommaso Centorrino, di anni 48, Domenico Ciotto, di anni 34, Giuseppe De Salvo, di anni 37, Aurelio Lucchesi, di anni 40, Giuseppe Mastronardo, di anni 36, Salvatore Musarra, di anni 25, Giovanni Paranello, di anni 26, Giuseppe Arena, di anni 34, Felice Vita, di anni 27.
Gruppo “Burrascano”: Francesco Ballarò, di anni 31, Rosanna Bonaccorso, di anni 34, Fabio Burrascano, di anni 23, Giusy Burrascano, di anni 23, Massimo Burrascano, di anni 36, Giovanni Lombardo, di anni 34, Antonino Di Blasi, di anni 22, Domenica Frisone, di anni 44, Giuseppe Giunta, di anni 38, Rosario Maggiore, di anni 23, Giuseppe Papa, di anni 26, Pietro Trovato, di anni 21, Giuseppe Cannavò, di anni 23.
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