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Palermo. Operazione Rebus: sequestrati dal Ros beni alla mafia per 15 milioni di euro

Pubblicato in Sicilia da newz: martedì, 10 novembre 2009 – 16:42 Stampa questo articolo
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Palermo. Operazione Rebus: sequestrati dal Ros beni alla mafia per 15 milioni di euro

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Palermo. In data 02.11.09 è stato eseguito dai Carabinieri del Ros il sequestro di 35 beni immobili per un valore di circa 15 milioni di euro, disposto dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta del Dipartimento Mafia-Economia della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, coordinato dal dott. Roberto Scarpinato. Il provvedimento, scaturito dall’indagine Rebus condotta dai Pubblici Ministeri Gaetano Paci e Domenico Gozzo sul mandamento mafioso di Resuttana, ha interessato ville, appartamenti, esercizi commerciali, terreni e fabbricati ubicati nei comuni di Palermo, Carini, Cinisi, Isola delle Femmine.
Il patrimonio illecito, occultato attraverso una fitta rete di prestanome, era originariamente riconducibile ai defunti Francesco Madonia (nato a Palermo il 31.03.24, deceduto in data 09.03.07 presso la casa circondariale di Napoli – Poggioreale) e Francesco Di Trapani (nato a Palermo il 18.09.38 ed ivi deceduto in data 14.11.92), rispettivamente capo e reggente del mandamento di Resuttana. Fino alla conclusione delle attività investigative il complesso immobiliare era controllato e gestito dagli appartenenti alle due famiglie, peraltro imparentate ed al vertice della citata articolazione cittadina di Cosa Nostra. In particolare il decreto di sequestro è stato emesso nei confronti di:

  • Maria Angela Di Trapani (nata a Cinisi (PA) il 30.04.68), figlia di Francesco Di Trapani nonché moglie di MADONIA Salvatore (nato a Palermo il 16.08.56), a sua volta figlio di Francesco Madonia;
  • Nicolò Di Trapani (nato a Cinisi (PA) il 08.06.61), figlio di Francesco Di Trapani;
  • Emanuela Gelardi (85 anni), vedova di Francesco Madonia;
  • Giuseppe Guastella (55 anni), uomo d’onore di vertice della famiglia di Resuttana;
  • Aldo Madonia (45 anni), figlio di Francesco Madonia;
  • Antonino Madonia (57 anni), figlio di Francesco Madonia;
  • Giuseppe Madonia (55 anni), figlio di Francesco Madonia;
  • Salvatore Madonia, figlio di Francesco Madonia.

Ad eccezione della Gelardi, tutti i soggetti sono detenuti e nelle precedenti fasi dell’indagine sono stati raggiunti da due provvedimenti restrittivi emessi il 24.11.08 ed il 03.04.09.
L’attività investigativa, iniziata nel 2006, è stata incentrata sul menzionato gruppo familiare in quanto centro di imputazione delle dinamiche interne al mandamento di Resuttana anche nelle interazioni con le altre articolazioni di Cosa Nostra, avendo avuto peraltro un ruolo di prim’ordine nell’ascesa dei corleonesi ai vertici dell’organizzazione mafiosa. Storico alleato di Salvatore Riina, Francesco Madonia ha introdotto in Cosa Nostra i figli Antonino, Giuseppe e Salvatore costituenti il braccio armato dell’associazione; la perdurante rilevanza del mandamento è stata peraltro confermata dalle acquisizioni sia del Ros che di altri organi investigativi. Le prolungate investigazioni hanno consentito di documentare:

  • la perdurante riconducibilità del mandamento alla sfera di influenza della citata famiglia Madonia ed in particolare del detenuto Antonino MAdonia;
  • i rapporti con i vertici delle articolazioni operanti nell’area di San Lorenzo-Tommaso Natale (Cinà e Lo Piccolo), Arenella/Acquasanta (Fontana);
  • la gestione del denaro destinato ai familiari dei detenuti e l’amministrazione di beni intestati fittiziamente a prestanome;
  • le qualificate interazioni interne sfociate anche in avvicendamenti alla reggenza dell’articolazione mafiosa, al vertice del quale si sono succeduti il defunto Giovanni Bonanno (nato a Trezzano sul Naviglio (MI) il 03.06.70; il padre dello stesso, Armando Bonanno (Palermo, 12.08.41), nel 1984 era rimasto vittima di analoga vicenda – Bonanno Giovanni, uomo d’onore della famiglia di Resuttana, vittima di lupara bianca in data 11.01.06 per la mala gestione della cassa comune), Diego Di Trapani (73 anni) e Salvatore Genova (51 anni), fino all’arresto nel gennaio 2008 alla guida del mandamento di Resuttana per volontà di Salvatore Lo Piccolo; la scomparsa dello stesso Bonanno, posto dall’allora latitante di Tommaso Natale (con il consenso dei MADONIA) a capo del mandamento di Resuttana, è stata poi confermata dalle dichiarazioni dei collaboratori PULIZZI Gaspare (38 anni), reggente della famiglia di Carini, e più recentemente Maurizio Spataro (41 anni); per tale delitto, anche sulla base delle risultanze raccolte durante l’attività, in data 09.06.06 sono stati colpiti da misura cautelare Diego Di Trapani, Salvatore Lo Piccolo, Antonino Rotolo (63 anni) e Antonino Cinà (45 anni) – (questi ultimi due sono già stati condannati all’ergastolo all’esito del giudizio abbreviato in data 20.02.09, mentre per gli altri è in corso il processo dinnanzi la Corte d’Assise di Palermo).

Le indagini hanno inoltre evidenziato la permeabilità del regime carcerario speciale disciplinato dall’art.41 bis ord. pen. poi inasprito a seguito delle riforme introdotte dalla L. 15 luglio 2009 n.94; peraltro nel corso delle indagini con ordinanza del 17.06.08 il Tribunale di Sorveglianza di Roma aveva annullato i Decreti Ministeriali del 02.03.07 e del 28.02.08 di applicazione a MADONIA Antonino di tale regime detentivo, subito ripristinato in data 29.07.08 dal Ministro della Giustizia sulla base delle acquisizioni investigative.

In particolare Aldo Madonia e Maria Angela Di Trapani sono risultati i principali latori delle disposizioni impartite dai congiunti detenuti nonché punto di riferimento dei diversi reggenti succedutisi nella direzione operativa del mandamento; la donna in particolare, anche in virtù della tradizione mafiosa della famiglia di origine, ha svolto un’essenziale funzione di raccordo operativo tra il vertice del mandamento in stato di reclusione e i reggenti/sodali in libertà, nonché una puntuale azione nell’attuazione delle direttive ricevute per la gestione dell’ingente patrimonio occulto. Solo a seguito della decriptazione del linguaggio convenzionale utilizzato nei colloqui carcerari è stato possibile accertare che i detenuti e la Di Trapani per riferirsi ai membri dell’organizzazione, tra i quali l’allora latitante Salvatore Lo Piccolo, utilizzavano i nomi delle consorti ovvero metafore attinenti lo stato di salute per comunicare gli introiti illeciti in favore della famiglia. Peraltro, sempre attraverso la Di Trapani il marito Salvatore Madonia ha inoltre tentato di far ritrattare un collaboratore di giustizia che con le sue dichiarazioni aveva contribuito a definire in altro procedimento le responsabilità dello stesso detenuto.

Così in data 25.11.08 è stato effettuato il primo intervento repressivo con l’esecuzione dei provvedimenti di fermo emessi il giorno precedente nei confronti di Maria Angela Di Trapani (moglie di Salvatore Madonia), Aldo Madonia (fratello dei citati Madonia), Michele Di Trapani (66 anni, zio di Maria Angela Di Trapani), Massimiliano Lo Verde (28 anni, nipote di Giuseppe Guastella) e Vincenzo Sgadari (47 anni), accusati a vario titolo di associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori aggravato. In seguito per gli stessi delitti in data 11.04.09 sono state eseguite 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse il 03.04.09 dal gip distrettuale di Palermo nei confronti di:

  • Antonino Madonia, ristretto in regime detentivo speciale ex art.41 bis ord. pen., già responsabile degli omicidi del segretario regionale del Pci Pio La Torre, (30.04.82), del Prefetto di Palermo generale di Corpo d’Armata Carlo Alberto Dalla Chiesa, (03.09.82) nonché della strage della circonvallazione (16.06.82) nella quale furono trucidati uno dei vertici di cosa nostra catanese Alfio Ferlito ed i carabinieri impegnati nella traduzione;
  • Giuseppe Madonia, detenuto, già appartenente al gruppo di fuoco di viale Strasburgo facente capo a Leoluca Bagarella e condannato per l’assassinio del capitano Emanuele Basile, commesso a Monreale in data 03.05.80;
  • Salvatore Madonia è marito di Mariangela Di Trapani, sposata all’interno della Casa Circondariale Ucciardone di Palermo in data 23.05.92 (poche ore prima della strage di Capaci); lo stesso, ristretto in regime detentivo speciale ex art.41 bis ord. pen., è già stato ritenuto responsabile di numerosi omicidi fra cui quello dell’agente di polizia Natale Mondo, ucciso a Palermo in data 14.01.88 e quello dell’imprenditore Libero Grassi, assassinato a Palermo in data 03.09.91;
  • Nicolò Di Trapani, ristretto in regime detentivo speciale ex art.41 bis ord. pen., già condannato per diversi omicidi tra i quali l’assassinio del dott. Antonino Cassarà, dirigente della Squadra Mobile di Palermo, e dell’agente di Polizia di Stato Roberto Antiochia;
  • Giuseppe Guastella, ristretto in regime detentivo speciale ex art.41 bis ord. pen., già condannato all’ergastolo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore Santo Di Matteo.

Complessivamente all’esito delle investigazioni sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 53 persone, indagate a vario titolo per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, favoreggiamento ed altro.

ELENCO BENI SEQUESTRATI

  • ditta individuale BAR SOFIA di MASSIMILIANO LO VERDE, gestione del Bar Sofia e della annessa rivendita di tabacchi e di generi di monopolio;
  • villa sita in località Addaura, via Lopez de Vega, consistente in un fabbricato con piano S1, terra e primo piano ed indicato nel foglio catastale nr. 12 alla particella 2009;
  • magazzino iscritto al Catasto Fabbricati del Comune di Palermo, Foglio nr. 20, particella 895, Sub. 17, Cat. C/2 classe 8, consistenza 185 mq, R.C. 229,31 € nonché il reddito mensile da esso derivante;
  • spezzone di terreno sito in agro di Palermo, Contrada Maiò, esteso are 9,78, in catasto riportato alla partita 61277, foglio 20 e particella nr. 12, successivamente suddivisa in due distinte ulteriori particelle nr. 1927 (mq. 468) e 1928 (mq. 510) appartenente alla società “Diego Madonia & C. S.n.c.” avente sede in Palermo, viale Resurrezione n°77/A;
  • appezzamenti di terreno catastalmente cosi individuati:
  1. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4 particella nr. 241 sub 7 (natura A/7 Abitazione in villini);
  2. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 241 sub 9 (natura A/7 Abitazione in villini);
  3. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 634 (natura C/2 Magazzini e locali di deposito);
  4. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 6 (natura A/7 Abitazione in villini);
  5. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 8 (natura A-Appartamento);
  6. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 1 (natura D/1 Opifici);
  7. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 635 (natura A-Appartamento);
  8. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 233 (natura T-Terreno);
  9. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 633 (natura C/2 Magazzini e locali di Deposito);
  10. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 193 (natura T-Terreno);
  11. Immobile sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 632 (natura T-Terreno);
  • seguenti beni immobili cosi catastalmente individuati:
  1. Appartamento – via Aldisio nr. 25 piano III – fgl 22 – part. 1264 – sub 16 di vani 6
  2. Appartamento – via Aldisio nr. 47 piano II – fgl 22 – part. 1640 – sub 20 di vani 5,5
  3. Locale commerciale – via Aldisio nr. 37 piano T – fgl 22 – part. 1264 – sub 8 di mq. 23
  4. Appartamento – Palermo – via Alfano nr. 42 – fgl. 22 – part. 487 – sub. 1 di vani 4,5;
  5. Locale commerciale – Palermo – via Alfano nr. 44 – fgl 22 – part. 487 – sub. 2 di mq. 47;
  6. Locale commerciale – Palermo – via Alfano 44/A – fgl 22 – part. 487 – sub. 3 di mq. 23,
  7. immobile di via Resuttana, n. 502,504,506, catastalmente iscritti a foglio 22, particella 237, sub 1,2,3,4,
  8. immobile di via Resuttana, n.520, piano terra, iscritto al Catasto Fabbricati del Comune di Palermo, Foglio nr. 22, particella 224, Sub. 2 il reddito mensile da esso derivante
  • immobile ubicato in via Matteo Donia nr. 7 piano terra, iscritta al Foglio 22, Particella 838 del catasto di Palermo
  • terreno sito nel comune di Cinisi (Pa), contrada San Giovanni, esteso are 97,77, iscritto in catasto al foglio 4, particella 111 (ex 111/a),
  • un terreno sito nel comune di Cinisi (Pa), contrada vecchio, esteso are 49,93 iscritto in catasto al foglio 13, particelle 713,714 e 715, sul quale insiste un piccolo corpo di fabbrica costituito da una elevazione fuori terra dalle caratteristiche di magazzino rurale in precarie condizioni,
  • terreno sito nel comune di Cinisi, contrada cipollazzo, esteso are 27,32, iscritto in catasto al foglio 13, particella 812 e foglio 23 particella 70, libero da costruzioni, incolto.
  • terreno sito nel comune di Cinisi (PA), contrada vecchio, esteso are 14,58 iscritto in catasto al foglio 13, particelle 800 e 902, libero da costruzioni.
  • terreno sito nel comune di Cinisi (PA), contrada cipollazzo, esteso are 6,40, iscritto in catasto al foglio 23, particella 178, sul quale insiste una struttura in c.a. costituita da un unico grande vano completamente abbandonata e fortemente degradata;
  • terreno sito nel comune di Cinisi (PA), contrada vecchio e cipollazzo, esteso are 13,73, iscritto in catasto al foglio 13, particella 724, sul quale insiste un villino unifamiliare costruito abusivamente composto da due elevazioni fuori terra;
  • Appartamento (A/2) di 7 vani, sito in Palermo, piazzale Degli Alpini nr. 9 – piano V, catastato al Foglio 22 – Particella 2416 – Sub 28 appartenente a Di Gesaro Debora, nata a Palermo il 16.05.1974;
  • Box, cantinato (C/6) di 23 mq., sito in Palermo, piazzale Degli Alpini nr. 9 – piano S2 catastato al Foglio 22 – Particella 2416 – Sub 39.
  • immobili ubicati in piazzetta degli Alpini piano V, individuato nel catasto URBANO del comune di Palermo – FOGLIO 22 – PARTICELLA 2416 – SUB 27, di nr. 3 vani ed un magazzino cantinato di mq. 22, di cui al catasto URBANO del comune di Palermo – FOGLIO 22 – PARTICELLA 2416 – SUB 43 appartenente a Di Gesaro Debora, nata a Palermo il 16.05.1974;
  • un terreno sito in Palermo, località Acquasanta, esteso are ventinove e centiare venti (mq. 2920), confinante con terreno venduto alla “Ammiraglio Costruzioni srl”, con il vicolo Pipitone, con terreno del Cantiere Navale. In catasto alla partita 40338, al foglio di mappa nr. 35, particelle: 2080 (ex 639/b) di are 12.82; 640 fabbricato rurale di ca 67, senza reddito; 641 fabbricato rurale di ca. 65, senza reddito; 644 frutteto di are 11.36, col RD. Di l. 212,52 ed agrario di l. 29,54; 645 fabbricato rurale di ca 29, senza reddito, 1045 fabbricato rurale di ca. 65, senza reddito (noria); 1143 frutteto di 2ª, di are 2.86 col rd. di L.55,77 ed agrario7,44.
  • una villa al mare di via Agave N.C.E.U. di Carini – foglio 2 – particella 1752, sub 1 – 2 – 3 e 4, allibrata alla partita 15244.

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