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Ethos: “Il ponte sullo Stretto non è una priorità”

Pubblicato in Città da lud: lunedì, 23 novembre 2009 – 18:33 Stampa questo articolo
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Reggio Calabria. Il 23 dicembre, come regalo di Natale, il governo ha deciso di avviare i lavori connessi alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, che è cosa sostanzialmente ed oggettivamente diversa dal consegnare l’opera alla collettività. Sulla vicenda “Ponte”, éthos è fermamente convinta che non è una priorità. Al di là di efficaci ma infantili strumentalizzazioni politiche per cui chi è a favore del Ponte è di destra e chi è contrario è di sinistra (molto simile al messaggio che Berlusconi è riuscito a lanciare in questi anni per cui chi non è con Silvio è “… un catto-comunista!”… come Fini?!), ammesso che esistano le conoscenze e le tecnologie per costruirlo e renderlo sicuro, è paradossale l’idea di spendere miliardi di euro in una sola opera da realizzarsi in un contesto territoriale che non è in grado di sostenerne la funzionalità, in altre parole, sarebbe come costruire una casa partendo dal tetto. Al di là del fatto che i dati economici delle altre similari opere sparse in tutto il Mondo siano decisamente negativi e facciano registrare perdite annue per milioni di dollari, i collegamenti stradali, ferroviari, marittimi ed aerei calabresi e siciliani, viste le condizioni, non sono certamente volano di sviluppo per il territorio. Inoltre, la storia che il Ponte porterà lavoro e turisti è decisamente fantastica, ma non veritiera, tranne che non si pensi che gli addetti alla sua manutenzione, una volta a regime, saranno più di 2.500 unità (questo è il numero dei lavoratori attualmente impiegati nelle attività di traghettamento) ed i turisti siano disposti a spendere un capitale ed a viaggiare come si faceva negli anni sessanta per arrivare a vederlo. Non sono certo le attrazioni turistiche quelle che mancano nell’area dello Stretto, posto unico al mondo, invidiato da tutti per il clima, il paesaggio e la storia. Quale oscuro motivo dovrebbe spingere il turista a spendere molti più soldi ed a viaggiare molto più lentamente e scomodamente per venire a Reggio e/o Messina senza poi potersi fare neanche il bagno a mare, vista la vicenda dell’inquinamento marino? O quali magie economiche farà il Ponte per convincere industriali ed imprenditori ad investire in territori scarsamente collegati con il resto del Mondo e dove, con le dovute e rarissime eccezioni, non si produce praticamente nulla ed imperano ndrangheta, clientelismo e corruzione? Sono altre le mancanze e le necessità di questo territorio che, sebbene la scienza e la storia recente lo abbiano definito “ad elevatissimo rischio sismico e di dissesto idrogeologico”, vanta un abusivismo edilizio onnipresente ed il 70% circa di edifici non sono antisismici (si pensi alle civili abitazioni, ma anche a Scuole, Ospedali, Caserme, ecc.). Chi in queste logiche constatazioni vede faziosità o retorica, evidentemente non conosce la realtà territoriale o non ha il tempo di riflettere due minuti, magari preoccupandosi di studiare la questione, prima di esprimere un parere. Sarebbe sufficiente internet come fonte informativa. Ancora una volta rivolgiamo ai nostri amministratori l’appello di farsi portavoce del territorio presso le sedi romane, affinché facciano capire le reali priorità del territorio, quotidianamente esposto a pericoli sociali (leggasi ndrangheta e mafia) e naturali (leggasi terremoti e frane a scivolamento profondo, come quelle successe lo scorso ottobre nel messinese e che quotidianamente si verificano anche in Calabria, sebbene con intensità, ad oggi, minore, come le frane sulla S.S. 18 nel tratto Scilla-Bagnara).

Il Portavoce
Giuseppe Musarella

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