“Con tutto il rispetto per l’attività politica della Giunta regionale e dei soggetti che, secondo quanto ha riferito alla stampa l’assessore all’Ambiente Greco, hanno cooperato per la stesura del testo unico sull’ambiente, a me pare, tuttavia, che si critichi tanto Berlusconi, reo di esautorare il Parlamento, e poi in Calabria l’abitudine è quella di comportarsi peggio”. E’ categorico sull’argomento il capogruppo dell’Udc Michele Trematerra, che aggiunge: “il Consiglio regionale non può essere trattato come un inutile Palazzo passacarte. E’ mortificante per le Istituzioni democratiche soltanto sfiorarla questa concezione. Non si può- perché non è cosi – dare l’idea che a Catanzaro, sede della Giunta, c’è chi lavora per i calabresi e a Reggio, sede del Consiglio, c’è chi perde tempo ed è contro i calabresi. O dare l’idea che le proposte di legge, in questo caso neanche della Giunta regionale ma di un assessore esterno e dei suoi pur valenti esperti, peraltro già confezionate e sigillate, non vanno avanti perché c’è chi, guarda caso, ha il vizio di discuterle e persino di voler esercitare la prerogativa legislativa che, fino a prova contraria, non è in capo agli esperti, sebbene di chiara fama, ma dell’Assemblea legislativa”. “Io suggerisco prudenza – puntualizza Trematerra – su questi temi, soprattutto a ridosso della campagna elettorale. L’impressione di un tratto palesemente demagogico, in iniziative in cui si annunciano leggi che non sono leggi ma semplici proposte neanche della Giunta regionale, è più che fondata. Se poi si considera che la legislatura regionale è quasi conclusa, c’è da chiedersi come mai, dopo aver avuto a disposizione cinque anni, si attendono gli ultimi giorni per annunciare proposte di legge importanti su un’emergenza che purtroppo non è di oggi e avendo, oltre tutto, ben chiaro il quadro allarmante che prospettano Commissioni parlamentari e soggetti a vario titolo interessati dal tema sull’intero territorio. Tra l’altro, in vista di un appuntamento elettorale estremamente importante, occorrerebbe anche, proprio perché tutti siamo consapevoli dell’alto tasso di demagogia che inquina l’atmosfera politica, rispettare i ruoli e non indurre a considerazioni spiacevoli, rispettare l’iter legislativo sancito dalla Costituzione calabrese e soprattutto non mortificare, come spesso è stato fatto, l’Aula consiliare e le sue funzioni. In questo senso, mi auguro che il Presidente della Regione eserciti la sua autorità per mettere ordine dove a me pare che l’ordine sia del tutto sparito. Il Consiglio regionale non deve essere concepito come un ostacolo al supposto decisionismo di altri, ma come una irrinunciabile palestra di democrazia in cui sono presenti tutte le opzioni politiche, ideologiche e culturali, che, è bene rimarcarlo, sono presenti non per scelta di chissà quale benefattore, ma del popolo calabrese”. Conclude il capogruppo dell’Udc: “Prima di presentare nelle conferenze stampa proposte di legge di spessore considerevole, ci si ricordi che la decisione in democrazia non è monocratica o esterna alle Istituzioni e si abbia più riguardo per le prerogative dei legislatori regionali. E’ necessario che si metta doverosamente a conoscenza, attraverso le modalità formali previste, il Consiglio regionale delle proposte che, in democrazia, sono soggette a essere discusse, eventualmente emendate, migliorate, approvate e persino bocciate, qualora non corrispondano agli interessi generali. Altre vie, per il momento, non ne esistono, e quelle ipotizzate da questo o da quello, che si allontano vistosamente dalle regole statutarie anche se in buone fede, mi auguro che siano adeguatamente stigmatizzate da tutte le forze politiche”.
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