Reggio Calabria. “Baciamo le mani” e “la mafia ringrazia”: non sono teneri gli striscioni esposti dalle associazioni contro il Ponte sullo Stretto e dal Coordinamento portuali di Gioia Taura che stanno manifestando di fronte all’ingresso posteriore della Prefettura di Reggio Calabria, che oggi ospita il consiglio straordinario dei ministri. Su un totale di 1200 lavoratori circa, sono 400 quelli che rischiano la cassa integrazione decisa dalla Medcenter, l’azienda che gestisce la movimentazione dei container nel porto di Gioia Tauro. Dopo una riunione tenuta nei giorni scorsi nei locali di Assindustria, la decisione finale è stata posticipata al 2 febbraio, ma l’adozione della cassa integrazione sembra ormai cosa fatta. Tanto che la Regione Calabria già una ventina di giorni fa ha stanzianto un finanziamento per complessivi 10 milioni di euro circa per venire incontro all’azienda e ai cassintegrati. Il Porto di Gioia Tauro quest’anno, in media con la crisi generale, ha avuto un calo di movimentazione pari al 17,60%.
All’ordine del giorno del Consiglio dei ministri anche l’avvio della discussione della riforma della legge 84/1994, che regolamenta la materia portuale, con particolare riguardo ai poteri delle autorità portuali.
Fabio Papalia
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