E’ un’annata di stenti e di continue battute d’arresto per la Reggina. Un trend che neppure la trasferta di Vincenza è riuscito ad invertire. 3-1 il risultato finale di una partita in cui, a differenza di altre circostanze, la squadra amaranto è apparsa, nonostante la sconfitta, in grado di sviluppare gioco e di rispondere agli assalti degli avversari. Ma nel calcio, si sa, quel che conta è buttare la palla in rete e chi indossa la casacca della Reggina quest’anno non riesce a farlo neanche dal dischetto. E’ toccato a diversi giocatori della rosa, oggi è stato il turno di Castiglia. Discutibile la scelta di affidare la responsabilità di calciare il rigore ad un elemento appena entrato nel gruppo, ma tant’è. All’11° minuto per una presunta trattenuta in area ai danni dello stesso centrocampista, l’arbitro ha decretato il rigore che Castiglia ha sbagliato con un tiro centrale che Fortin ha respinto con i piedi. Un esordio poco piacevole per il neoacquisto amaranto che, peraltro, ha bagnato la sua prima uscita con un’ammonizione giunta pochi minuti dopo e con una sostituzione voluta da Iaconi all’inizio del secondo tempo per far posto a Brienza. A quel punto, il match aveva già virato verso la sponda vicentina. Non hanno dovuto granchè faticare i biancorossi che, in poco meno di 2 minuti a cavallo della mezz’ora, hanno inferto un doppio colpo alla Reggina, con Di Cesare prima, che dal centro dell’area piccola ha girato in rete un cross dalla sinistra di Gavazzi e con Litteri poi, che ha battuto Fiorillo da pochi passi dopo un assist dalla destra di Sgrigna. Bonazzoli e compagni sono, quindi, tornati, negli spogliatoi, con due gol sul groppone cui Iaconi, all’inizio della ripresa, ha tentato di ovviare lanciando nella mischia Brienza e Missiroli, in sostituzione di Castiglia e di Lanzaro. La squadra ha abbozzato una reazione, soprattutto con Brienza, abile a muoversi su tutto il fronte d’attacco riuscendo così ad impegnare la retroguardia avversaria. Proprio Brienza ha riaperto la partita con uno splendido sinistro su cui Fortin nulla ha potuto. Era il 64° minuto, ci sarebbe stato, dunque, il tempo per tentare un’insperata rimonta che, tuttavia, è stata stroncata otto minuti più tardi da un preciso e morbido diagonale di Sgrigna che ha chiuso definitivamente i giochi. Nel finale, Cacia, entrato in campo sul risultato di 2-1 al posto di Pagano, ha colpito a botta sicura ed a portiere battuto ma ha centrato il palo. Poi, nulla più. Per la Reggina si tratta della dodicesima sconfitta in ventiquattro partite, fotografia impietosamente eloquente di una drammatica situazione di classifica che questo pomeriggio grida, in tutta la sua nettezza, che la squadra che in estate era sottoposta ad una trasfrormazione che la rendesse attrezzata un’immediata risalita in serie A si trova al penultimo posto in compagnia del Padova. La retrocessione, con discrezione e senza fare troppo rumore, sta diventando più di un’ipotesi teorica.
Nicola Martino
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