Catanzaro. Il ricorso che Pino Siclari, del Partito comunista dei lavoratori, aveva presentato contro la decisione di non ammettere la sua candidatura alla presidenza della Regione Calabria, è stato respinto dal Tar della Calabria. L’esclusione, operata dall’Ufficio Centrale della Corte d’Appello di Catanzaro, trae origine dalla mancata presenza delle firme necessarie nei documenti che accompagnavano la richiesta di candidatura. Subito dopo l’udienza lo stesso Siclari ha commentato con parole dure la decisione, dichiarando che “ci siamo già attivati per presentare ricorso al Consiglio di Stato e, comunque, se le elezioni si dovessero svolgere in questo quadro di sopraffazione e in assenza delle garanzie democratiche, chiederemo l’annullamento delle elezioni. Il Tar si è inventato il fatto che la nuova legge elettorale regionale introduce una distinzione tra i partiti che hanno una rappresentanza parlamentare e gli altri. Cosa che non esiste. La stessa legge, entrata in vigore il 12 febbraio, stabiliva che non erano più necessarie le firme per la candidatura del presidente, cosa che invece ci è stata contestata. Da questa vicenda emerge un grave deficit di democrazia. Adesso invito Di Pietro a non limitarsi alle manifestazioni, ma a porre il problema e ad un pronunciamento chiaro su questo deficit di democrazia. Aspetto una parola da Di Pietro e anche dal suo candidato Pippo Callipo. Se non parleranno vorrà dire che questo gioco va bene anche a loro”
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