Reggio Calabria. Di seguito il testo del comunicato che anticipa i contenuti dell’assemblea pubblica scuola-lavoro organizzata per il 20 marzo 2010 davanti al teatro Cilea di Reggio Calabria. “I precari della scuola con RdB di Reggio Calabria, organizzano un’assemblea pubblica sabato 20 marzo alle ore 16.00, con tema scuola/lavoro e gli esiti dei primi mesi della “epocale” riforma scolastica. “Una iniziativa da Reggio Calabria la città che ha consentito alla ministra Gelmini di diventate avvocato nel 2001 con l’esame di abilitazione e che oggi rappresenta le sorti dell’istruzione e dei lavoratori precari della scuola italiana. Gli “sprechi” nella scuola non siamo noi. Ci sentiamo discriminati da un crimine mai commesso per il quale è in atto più grande sterminio di massa a colpi di decreti. La nostra è una guerra per il diritto al lavoro. Lottiamo ancora. Una finanziaria che sottrae 8 miliardi di fondi alla “fabbrica della cultura”, non rende credibile una riforma sulla scuola con conseguenze che si ripercuotono sulla società. Noi, precari della scuola in lotta in tutta Italia, costretti a manifestare nelle piazze, a scioperi della fame, a barricarci sui tetti, a imporsi contro l’indifferenza generale e l’oscuramento mediatico… l’abbiamo sempre sostenuto che questa riforma è stata progettata per far cassa, per smantellare la scuola statale, per impoverire quell’arma chiamata “cultura” temuta da chi governa un popolo e cosa drammatica compiere l’atto criminoso più ignobile: il licenziamento di noi risorse umane (docenti e ATA precari) che dopo anni di sacrifici nelle scuole, oggi ci ritroviamo a urlare l’ingiustizia subita per colpe che non abbiamo mai commesso, quello sullo sperpero dei soldi dello Stato. Purtroppo, per noi precari, in questo “epocale” progetto ci stiamo lasciando la dignità. Senza stipendio e senza futuro diventeremo manovalanza ricattabile dentro un sistema di precarietà sempre più interinalizzata copiata da un modello di altri paesi. Nella scuola pubblica oggi si accorpano edifici, si licenziano il lavoratori, si sottraggono fondi per pagare supplenti, non si considera la messa in sicurezza e la manutenzione dell’edilizia, si riduce l’orario di apprendimento e le cattedre di sostegno, si elimina la compresenza e il modulo nella scuola primaria. L’unico aumento concreto sono il numero di alunni per classe fino a 35 (classi-pollaio) all’interno delle quali bisognerà far comprendere ai ragazzi come dovranno sopravvivere didatticamente nel apnea della convivenza in classe. Un modello di scuola risalente a 40 anni fa. Il tutto a gentil concessione delle scuole private e paritarie che fanno “impresa” sulla cultura e contribuiranno a marcare un divario tra ricchi, poveri e disabili nella società. Una riforma realizzata con la calcolatrice del ministro dell’Economia Tremonti che per far risparmiare l’Italia certamente non si preoccupa dei precari storici. Una riforma scolastica che sostiene di migliorare e innalzare la cultura a costo di “generare” nuovi insegnanti e convergere l’apprendimento / lavoro mentre in Italia le fabbriche chiudono giornalmente. Lottiamo tutti: genitori, alunni personale scolastico precari e di ruolo, dirigenti scolastici. Difendiamo il lavoro, difendiamo la scuola statale”.
Giovanni Portas
Comitato Precari Scuola – Reggio Calabria
Tags: cilea, diritto al lavoro, precari della scuola, rdb, reggio calabria, riforma gelmini
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