Reggio Calabria. Dopo il Ponte sullo Stretto, la Bomba alla procura di Reggio Calabria, le “Arance insanguinate” di Rosarno è il momento del racket. È on line “C’è chi dice no”, il nuovo dossier di Stopndrangheta.it, il primo archivio multimediale sulla criminalità organizzata in Calabria. È dedicato al pizzo e a chi ha deciso di non pagare la mazzetta e denunciare. La redazione di Stopndrangheta.it ha deciso di pubblicarlo proprio nel giorno in cui Libera di Reggio Calabria lancia la campagna “ReggioLiberaReggio – La libertà non ha pizzo” alla quale l’archivio Stopndrangheta.it ha aderito e alla quale intende contribuire. Nel dossier sono raccolte vecchie e nuove storie, articoli di giornale, fotografie e video, documenti istituzionali e di associazioni, le parole dei testimoni e le analisi degli esperti. C’è spazio per la prima associazione antiracket in Calabria, l’Acipac di Cittanova, e per le storie dei martiri calabresi, ci sono le inchieste dei grandi giornali e le battaglie dei calabresi onesti, i numeri utili e le leggi da consultare. Viene ricostruito tassello dopo tassello un quadro del racket – e soprattutto del movimento antiracket – calabrese. Tra i materiali ci sono anche la nuova campagna di Libera a Reggio Calabria (una importante e significativa novità per la Calabria) e il modello Addio pizzo analizzato in una tesi di laurea, la legge sull’antiracket e l’analisi dell’avvocato Giovanna Fronte, gli allarmanti dati contenuti in un’indagine di Confindustria Calabria dai quali emerge che troppi imprenditori pagano la mazzetta e soprattutto che troppo pochi vengono assistiti dallo Stato. Lo Stato, appunto. Quello Stato sul quale i calabresi troppe volte non possono fare affidamento. “C’è chi dice no” – raccogliendo alcuni dei materiali più significativi sul racket – tenta di restituire verità e giustizia ai calabresi onesti e mette a disposizione informazioni utili (il dossier, naturalmente, è aperto alle segnalazioni di tutti) a conoscere la storia della Calabria migliore. Un contributo per rilanciare la battaglia antimafia. Il dossier si trova all’indirizzo: www.stopndrangheta.it. Info: archivio@stopndrangheta.it
Tags: arance insanguinate, c'è chi dice no, dossier, Libera, racket, reggio calabria, rosarno, stopndrangheta.it

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