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Processo “Ciaramella”: assolto in appello Domenico Capogreco

Reggio Calabria. Si conclude dopo sette in anni l’appello del processo ordinario scaturito dall’operazione “Ciaramella”. Una la conferma di pena (5 anni a Bedrije Kurti), 17 anni a Raphael Bayer (18 anni e 6 mesi in primo grado), 21 anni di reclusione invece per Marijian Horvat (24 anni e 6 mesi in primo grado), 18 anni di carcere per Huges Recchia “il Marsigliese” (21 anni in primo grado), 7 anni e 6 mesi invece per Hazir Kurti.
Clamore invece per l’assoluzione di Domenico Capogreco, ritenuto uomo di massima fiducia della cosca Nirta “La Maggiore” (Scalzone) di San Luca. Capogreco, condannato in primo grado a 8 anni e 10 mesi di reclusione, era stato dipinto nell’operazione firmata dal sostituto procuratore Nicola Gratteri quale uomo di Paolo Codispoti e del cognato Giuseppe Marafioti, considerati appartenenti, appunto, ai Nirta.
L’operazione “Ciaramella” coordinata dal ROS dei Carabinieri, aveva sgominato, con 99 arresti il 21 ottobre del 2005, una delle più vaste cordate sudamerica-Italia nel traffico della droga. Le indagini aveva svelato come i Morabito “tiradrittu” (con l’impiego dei vari Bruzzaniti, Pizzinga e Morabito) e i Nirta “Scalzone” (con esponenti di un certo spessore criminale come Codispoti e Marafioti) avessero dato al via a un monopolio nel controllo degli stupefacenti, rivelando inoltre come Codispoti, con all’attivo oltre trent’anni di detenzione già scontata, e il cognato Marafioti avessero conolizzato i movimenti criminali della città di Roma. Ieri, appunto, la sentenza della Corte d’Appello (presidente Lilia Gaeta) il colpo di scena con l’assoluzione di Capogreco, che secondo l’accusa era elemento cardine per gli spostamenti logistici delle cosche.

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