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Lavoratori Eurologistik: “Siamo sgomenti, non sappiamo di che morte dobbiamo morire”

Pubblicato in Città, Lettere da nim: giovedì, 26 gennaio 2012 – 21:03 Stampa questo articolo
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Lavoratori Eurologistik: "Siamo sgomenti, non sappiamo di che morte dobbiamo morire"  | read this item

Carissimo direttore,

con la presente, voglio mettere al corrente lo stato di disagio che stanno attraversando 54 lavoratori della ormai ben conosciuta Eurologistik (ora anche ex-GDM). La nostra odissea ha inizio nel mese di gennaio 2011, mese in cui apprendiamo di dover essere messi in cassa integrazione in deroga in seguito alle vicessitudini della GDM successivamente posta in ramo di fitto d’azienda proprio ad Eurologistik. In seguito a ciò abbiamo atteso l’erogazione di questo ammortizzatore sociale per ben 6 mesi, quindi lascio immaginare lo stato di disagio vissuto da parte di 54 famiglie nell’arco di questi mesi. Il tutto, di fatto, si sbloccò dopo questo lasso di tempo, grazie ad una palese occupazione degna da corpo di forze speciali militari da parte dei 54 lavoratori, presso il Dipartimento del Lavoro, Politiche della Famiglia, Formazione Professionale, Cooperazione e Volontariato, con sede in Catanzaro, e dopo aver colloquiato con il Dirigente generale Avv. Bruno Calvetta, il quale si prodigò a sbloccare la nostra situazione in stallo. In breve tempo vengono erogati i 6 mesi tanto attesi. Passarono 3 mesi da allora, e si arrivò a Settembre, dove non si capì per quale motivo il mese di Agosto non venne erogato. Si arrivò ad ottobre e finalmente sui nostri conti correnti ci fu movimento, ma venne accreditato solo ed esclusivamente il mese di agosto con nostro grande stupore. In seguito a ciò, apprendemmo che la cassa integrazione in deroga era stata accordata solo per 8 mesi e quindi per il periodo 01/01/2011 al 31/08/2011 in virtù del fatto che la Regione Calabria aveva predisposto stanziamento solo per questo periodo data la mancanza di fondi (così ci è stato riferito). Lascio immaginare lo sgomento da parte di noi operai. Ci ritrovavamo senza alcuna fonte di sostentamento per noi e per le nostre famiglie, allo sbando totale. Dopo tante proteste, tra cui una presso il Consiglio Regionale il 18 novembre 2011 con l’appoggio dell’USB (Unione Sindacale di base) sembrava essersi mosso qualcosa, ma solo a fine Dicembre dopo tanti dialoghi in Prefettura con la Dott.ssa Antonia Maria Grazia Surace (ufficio Gabinetto del Prefetto), a cui và il plauso per la sensibilità dimostrata per la nostra situazione,sembrava essere giunti ad una svolta. Infatti era stata confermata la proroga per i restanti 4 mesi di cassa integrazione in deroga per l’anno 2011, ma scherzo del destino. Non ci sono le risorse finanziarie!!! Adesso siamo arrivati al V° mese senza alcuna fonte di sostentamento! E senza sapere di che morte dovremo morire, dato che il periodo di cassa integrazione è finito e, seppur fatta richiesta alla Regione Calabria di un altro anno di CIG da parte della nostra azienda, non abbiamo avuto ancora alcuna risposta dall’ente! Non sappiamo se siamo carne o pesce. Tra le altre cose, oltre il danno anche la beffa. Ci giungono come di consuetudine ad inizio anno cartelle di pagamento esattoriali di “mancati pagamenti” arretrati (RE.GE.S. , Equitalia, Regione Calabria, ecc. ecc.), con cosa dovremmo pagare? Per giunta, visto e considerato che le “risorse finanziarie” dovrebbero essere erogate dallo “Stato” alla Regione, e successivamente a noi, ci ritroveremo a pagare delle more, grazie a chi? Fatto questo sfogo, spero che questa lettera venga presa in considerazione al fine di mobilitare gli enti preposti per un rapido sblocco della nostra situazione anticostituzionale, dato che, ricordo agli organi preposti i primi articoli della costituzione italiana:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

I 54 lavoratori Cassintegrati ( ? ) Eurologistik

 

 

 

 

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