Reggio Calabria. “In un mondo sempre più multietnico, dove popoli, usanze e tradizioni s’incontrano e s’incrociano finendo per costituire un mosaico di colori e di identità, far crescere la cultura dell’integrazione e della pacifica convivenza diventa sempre più sfida vincente”. E’ quanto ha affermato il vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro, che aggiunge: “Ed è in questo contesto, che a nome di tutto il Consiglio regionale della Calabria che ho l’onore di rappresentare che accolgo qui, nella casa dei calabresi, il dottor Izzeldin Abuelaish, importante personalità del mondo universitario e candidato al premio Nobel per la Pace al quale il Comune di Sant’Ilario dello jonio ha conferito la cittadinanza onoraria, come piccolo ma simbolico segno di ammirazione ed apprezzamento”. “Un mediterraneo di pace, fratellanza e sviluppo solidale”, che s’ispira proprio al libro “Non odierò”, il best seller scritto dal dottor Izzeldin Abuelaish, è nel sogno di tutti noi. Tema di forte attualità, ma anche di impatto e di ricadute importanti per la nostra terra, cuore propulsivo dello sviluppo solidale del Mediterraneo. La politica, quale arte nobile, è dunque chiamata a lavorare per ridurre le differenze, le ingiustizie e le povertà; limare i conflitti e guerre, che sono frutto, molto spesso, dell’incomprensione e della difficoltà a comunicare”. “In un’epoca segnata da una profonda crisi economica, bisogna ripartire dai grandi valori. Un’esigenza fortemente sentita da tutti, come dimostra il grande successo dello stesso libro tradotto in 15 lingue e dunque apprezzato in ben 15 Paesi del mondo. Ma c’è un passaggio da compiere e non è di poco conto: considerare le culture non come contrasto, ma come arricchimento in uno scacchiere più grande del quale facciamo tutti parte; come condivisione di valori e di politiche dirette al bene comune ed all’integrazione”. “Il messaggio di Izzeldin Abuelaish è proprio fondato sull’amore” – afferma Alessandro Nicolò- Amore non come sentimentalismo, ma come forza che trasforma e migliora il mondo, che sprigiona energie positive per costruire una società migliore fondata su basi diverse: quelle del rispetto, della comprensione, dell’accoglienza e della solidarietà. Parole che, nel tempo, si sono un po’ perse, ma che vale davvero la pena recuperare nel loro significato originario e profondo”.
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