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Fornero agli studenti reggini: “Questo mondo è dinamico e voi siete la parte più dinamica”


Reggio Calabria. Un giovane italiano su tre è senza lavoro. In Calabria i dati sono ancora più allarmanti dal momento che la percentuale dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni che versano in condizioni di disoccupazione corrisponde a circa il 40%. Alla luce di una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più inquietante e pericolosa, la fondazione “Marisa Bellisario”, presieduta da Lella Golfo, ha organizzato a Reggio Calabria un convegno sul tema dei giovani, dell’occupazione e dello sviluppo. L’auditorium “Nicola Calipari” di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, questa mattina traboccava di studenti delle scuole superiori ai quali è stata dedicata l’attenzione dei relatori e delle massime autorità cittadine, come il sindaco Demetrio Arena e il prefetto Vittorio Piscitelli, presenti in sala. L’ospite d’eccezione è stata, anche in questa occasione, il Ministro Elsa Fornero, giunta a Reggio Calabria per portare la propria solidarietà e quella di tutto il Governo al sindaco di Monasterace Maria Carmela Lanzetta, minacciata dalla mafia, e per parlare di politiche di lavoro e di welfare in una città e in un contesto sociale che merita, forse più di altre, particolare attenzione.
Al Ministro, schiva anche in questa occasione di fronte alle domande della stampa, ma decisa sul pulpito dell’auditorium di fronte agli studenti e ai relatori, spettano solo le conclusioni.
Andando con ordine, sono intervenuti quest’oggi, oltre alla Presidente Golfo, il Governatore Giuseppe Scopelliti, l’Amministratore Delegato Invitalia Domenico Arcuri, il Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione Eni Stefano Lucchini, il Direttore Media Relations Expo 2015 Roberto Arditti, il professore di Strategia Aziendale SDA Bocconi School of Management Carlo Maffé, la Presidente Associazione Italiana Compagnie Alberghiere Confindustria Elena David e il Responsabile Personale e Organizzazione Funzione Corporate Enel Stefano Giannone. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Silvia Vaccarezza che ha esordito con la lettura di un messaggio di saluti del Presidente del Senato Renato Schifani.
Ad aprire i lavori di questa mattina è stata proprio la Presidente Golfo: “Ringrazio di cuore voi ragazzi per essere qui quest’oggi. I dati statistici parlano di una situazione allarmante soprattutto in Calabria. Ogni giorno questo Paese perde braccia e cervelli, l’Italia regala al mondo i nostri giovani, il Sud Italia li spedisce al Nord. Non a caso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dice giustamente che il futuro dei ragazzi è la nostra spina nel fianco, anche se io credo che prima o poi le spine vanno levate. Oggi il Governo guidato da Mario Monti ha messo il tema del lavoro al centro della sua attenzione. E’ tempo che ai giovani italiani venga restituito il diritto alla scelta. Uno dei dati positivi che ci sono stati forniti dalle nostre ricerche è che il 35.1% dei giovani calabresi intervistati ritiene che il proprio lavoro possa essere d’aiuto alla sua terra. Ecco perché vi dico che dovete essere fieri di essere calabresi pur sentendovi cittadini europei. Non abbiate l’ansia della laurea, pensate ad esaltare il vostro talento. Siate la generazione dell’informatica in continua connessione con il mondo. Guardate in faccia l’incertezza, avete davanti una società aperta, scegliete dunque la strada da seguire. Noi adulti abbiamo il dovere di trasmettere fiducia nel futuro affinché possiamo costruire insieme una terra che premia il merito e valorizza il talento. Se vi ho voluto tutti qui oggi oggi è perché credo nelle piccole cose che danno grandi risultati”.
La Fondazione ha condotto propri studi e proprie ricerche effettuate su un campione di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni. I risultati ottenuti sono stati esposti velocemente nel corso del convegno: “La maggior parte dei ragazzi intervistati si dimostrano disincantati e molto realistici, incerti ma determinati nel voler raggiungere i loro obiettivi. Abbiamo constatato che l’incertezza e la paura dominano sulle prospettive di futuro rispetto all’ottimismo e all’entusiasmo. Pochissimi credono di potersi realizzare in Calabria, molti credono di potersi realizzare in un’altra città o all’estero. In più è emerso un dato significativo: l’11% dei giovani intervistati credono di potersi realizzare nella carriera militare e nelle forze armate, probabilmente perché si tratta dell’unica prospettiva di lavoro certo e stabile. Solo l’1 % vuole investire sul settore dell’artigianato. Abbiamo inoltre individuato un paradosso del mondo del lavoro: nel 2011 sono stati stimati 45 mila posti di lavoro rimasti inevasi, come commessi, camerieri ed altro ancora, che vengono occupati solo dagli immigrati”.
Tutti i relatori presenti al tavolo hanno dibattuto per più di un’ora, guidati dalla domande di Vaccarezza, su questi dati. Il Presidente Scopelliti ha rivendicato in più di un’occasione il lavoro svolto in tale direzione dalla sua Giunta: “Abbiamo creato bandi per favorire la giovane impresa, stanziando fondi pari a 147 milioni di euro. Abbiamo inoltre creato 3 mila 112 posti di lavoro, una parte dei quali sono serviti a far emergere i lavoratori irregolari. Abbiamo poi messo in campo, in accordo con la Comunità Europea e al Governo, altri 130 milioni di euro per creare altri 8 mila posti di lavoro”.
Le riflessioni di Domenico Arcuri: “Si tratta di dati allarmanti e di una fase particolare in cui i giovani, in rapporto con il loro territorio, fanno affermazioni che dieci anni fa non avrebbero fatto. E’ chiaro che la crisi ha impatto soprattutto nella nostra area e che ha maggiori effetti sui giovani e sulle donne”.
Pungente Roberto Arditti: “Ogni cosa che si cerca di fare in questo Paese finisce in polemica, così come nel caso dell’Expo. Si perde tempo nel cercare di capire se si tratti di una cosa conveniente ed opportuna senza, piuttosto, cercare di sfruttare la grande possibilità che ci è stata data. L’Expo in questo senso ha dato dei segnali molto positivi: basti pensare, ad esempio, che il logo attuale è stato scelto tra molti ed è stato creato da un ragazzo di 25 anni. Se vogliamo aiutare i giovani dobbiamo riuscire a superare gli orizzonti polemici e restare uniti. Noi dobbiamo cercare di aiutarli a trovare lavoro e non un qualunque posto generico. Anche questo credo che rappresenti una differenza notevole”.
Accorato ed importante anche l’appello di Elena David: “Lo studio adesso dev’essere uno degli obiettivi principali dal momento che l’unico vero differenziale è lo spread di capitale umano. Voglio ricordarvi l’importanza delle vostre scelte di studio dato che è vero che avrete la possibilità di fare le vostre scelte, anche quando ve ne doveste andare potrete sempre ritornare, ma non concluderete niente se alla base non avrete la vostra formazione”.
Si unisce a questo appello anche Carlo Maffè: “E’ importante smettere di separare lavoro e studio. Chi smette di studiare smette di essere competitivo e chi smette di essere competitivo non può lamentarsi”.
Al Ministro Fornero, come anticipato, sono toccate le conclusioni dell’incontro: “Non ero mai stata a Reggio, ho avuto l’occasione di visitarla, ho visto qualcosa che mi ha fatto intuire che si tratta di una città bella e piena di contrasti e per questo voglio tornare per parlare soprattutto a coloro che il lavoro non ce l’hanno. Il lavoro industriale genera contrapposizioni. Qui si percepisce l’assenza di lavoro industriale che è anche una tragedia perché il settore pubblico non è più in grado di creare lavoro stabile e duraturo. Questa è una lezione che tutti dobbiamo imparare. L’idea di un mercato del lavoro dove c’è un numero chiuso di posti e secondo la quale chi vuole entrare deve togliere il posto ad un altro è sbagliata e per niente necessaria. Il lavoro dev’essere inclusivo e dinamico, non deve ammettere cittadelle. Quando parlo di cittadelle intendo riferirmi a settori molto chiusi, dove ci sono maggiori garanzie, ma dove il costo è molto alto. Chi non ne fa parte non vi entrerà mai e gli esclusi, nella maggior parte dei casi, sono sempre giovani e donne che rappresentano circa i due terzi della popolazione. E’ difficile essere donna e madre in Calabria perché spesso, queste due condizioni, limitano le possibilità di accesso al mondo del lavoro. Chi vi dice diversamente vende illusioni. Io sono abituata ai piccoli e passi e al grande lavoro. Io sono una che lavoro e penso che per cambiare le cose in questo Paese è necessario che tutti ci rimbocchiamo le maniche, mettendoci anche un po’ in crisi, ponendoci davanti ad uno specchio tutte le mattine e domandandoci cosa ci aspetta oggi. Da qualche giorno – continua – penso di aver sbagliato tutto dal momento che non ho ancora incontrato nessuno che sia contento di questa riforma. Da sinistra ci accusano di non combattere la precarietà, da destra invece di voler ridurre la flessibilità in entrata, ma le due cose, in verità, vanno di pari passo”. Aggiunge poi in polemica con Scopelliti: “L’ho detto anche ad altri presidenti regionali e spero che lei non si offenda, ma non state facendo bene il vostro lavoro. Sull’apprendistato bisogna fare molto di meglio. Il contratto a tempo determinato non è una categoria sbagliata, ma se una azienda ha bisogno di personale per poco tempo deve pagare di più. La flessibilità deve comportare delle spese precise. Questo è uno dei punti su cui ci hanno massacrato perché la imprese ci dicono che abbiamo diminuito le possibilità di entrata. Noi rispondiamo che abbiamo diminuito la possibilità di entrata nel precariato. Io ho un obiettivo – prosegue ancora – vorrei tenere la flessibilità buona e cancellare quella cattiva. Il mondo è dinamico e pertanto le carriere sono molto diverse, non sono più quelle di una volta. Il lavoratore che perde il posto di lavoro deve avere almeno un’indennità di disoccupazione che, come noi la immaginiamo, deve attivare il lavoratore che non deve rifiutare le occasioni che gli si presentano; ma devono anche attivare le istituzioni affinché si facciano carico di questi problemi. La formazione, ad esempio, è una questione seria perché le regioni non sanno investire i fondi europei destinati alla formazione. La buona volontà dei singoli non basta servono le istituzioni. La parola chiave e la produttività. Il mercato del lavoro non riguarda una categoria bensì tutti. È possibile pensare di fare una riforma che accontenti tutti? Cos’è questo se non la ricerca di equilibrio? – prosegue ancora il Ministro -. Qualcuno dice che questo è un Paese povero, ma io penso che invece si tratti di un Paese che si è impoverito perché da 15 anni non cresce. Siamo stati fermi, a volte anche in negativo, e senza crescita ci si impoverisce. Noi, nel corso delle nostre riunioni, cerchiamo di immedesimarci nei problemi sociali e vi assicuro che non ci piace affatto essere costretti a tassare ulteriormente i cittadini. Ma non importano le accuse – conclude – importa se riesci a realizzare qualcosa. Questo mondo è dinamico e voi siete la parte più dinamica. Andate e tornate, con i miei migliori auguri”.
Una manovra “lacrime e sangue” quella varata dal Governo Monti. Espressione che Reggio Calabria conosce bene essendo già stata pronunciata dal sindaco Demetrio Arena all’atto del suo insediamento a Palazzo San Giorgio. Le ombre della crisi che ha colpito la città metropolitana dello Stretto hanno inseguito anche oggi il Ministro Fornero a Palazzo Campanella. Infatti, nel corso del convegno, sono comparsi – quasi a seguito di un’evocazione – i precari lsu ed lpu organizzati in protesta dall’Usb. I manifestanti recavano, oltre alle bandiere del sindacato, fogli bianchi con stampate frasi di protesta. La loro condizione, tristemente nota a tutta la cittadinanza, ha virato l’attenzione dal tavolo dei relatori ai gruppi di protesta. Qui a Reggio, così come in tutto il Bel Paese, si attendono risultati concreti: che “lacrime e sangue” non li lavino via.

Giulia Polito

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