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Vibo. Un commerciante di automobili: “Dopo trenta attentati chiudo e me ne vado all’estero”


Vibo Valentia. ”Ho subito dal 2009 ad oggi qualcosa come trenta attentati. Non ce la faccio più e per questo ho deciso di chiudere la mia attività e andare all’estero”. Daniele Stuppia, commerciante di automobili a Vibo Valentia è deluso ed esprime rabbia dopo l’ennesimo atto intimidatorio ai suoi danni: ignoti hanno lasciato davanti all’autosalone una busta dal macabro contenuto, la testa mozzata di un cane. “E’ stata la classica goccia – spiega Stuppia – che ha fatto traboccare il caso. Adesso dico basta, licenzio i miei quattro dipendenti e me ne vado”. Il commerciante, in passato, ha denunciato gli autori delle intimidazioni, che, tuttavia, sono liberi e, afferma Stuppia: ” continuano a perseguitarmi. A loro carico è in corso il processo nel Tribunale di Vibo Valentia ma io, col mio legale, ho ricusato il giudice perché aveva svolto funzioni di gip ed era dunque incompatibile. Il processo riprenderà l’8 maggio con un altro collegio, ma così i tempi si allungano all’infinito”. Il 30 dicembre dell’anno scorso gli attentatori hanno messo nel mirino anche il panificio industriale gestito dalla moglie del commerciante. “Sono nel mirino di queste persone – si sfoga Stuppia – e non posso più  sostenere questa situazione. Servono provvedimenti concreti. Chi mi perseguita è libero ed io vivo nell’infermo. Forse sarebbe stato meglio se avessi pagato quanto mi era stato chiesto. Voglio andarmene all’estero perché in Italia non si capisce più nulla”.

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