martedì 26 luglio 2016 14:05
default-logo

Operazione Black Out. Ricettazione del rame: 13 misure cautelari e sequestri tra Cosenza e Lamezia

Cosenza. A conclusione di un’indagine congiunta tra Polizia di Stato e Corpo Forestale dello Stato – coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza- è stata scoperta e smantellata una fitta rete composta da conferitori di rame e imprenditori del settore che mettevano a disposizione le loro aziende per la ricettazione e il riciclaggio di rame di chiara provenienza furtiva. Le indagini effettuate dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza e dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale di Cosenza hanno portato questa mattina all’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari per 4 persone, e all’esecuzione di ulteriori 9 misure cautelari per altrettante persone. Sono stati contestati i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, ricettazione aggravata e associazione per delinquere.
L’articolata attività d’indagine coordinata dal procuratore capo Dario Granieri, dal procuratore aggiunto Marisa Manzini e dai sostituti procuratori Salvatore Di Maio, Domenico Assumma e Domenico Frascino, è durata diversi mesi ed ha permesso di interrompere una attività illecita di ricettazione di cavi in rame di provenienza furtiva.
All’interno delle aziende “Autodemolizioni Franco Carriere srl” e “F.lli Bartucci Snc” di San Pietro in Guarano (Cs), secondo l’accusa, confluivano ingenti quantitativi di cavi in rame prelevato furtivamente a società operanti nel settore energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni, materiale che veniva poi destinato alla ditta Ecotek srl di San Pietro Lametino (CZ). La refurtiva, sempre secondo l’accusa, veniva conferita alle aziende da numerosi soggetti alcuni dei quali, destinatari delle misure cautelari, organici all’organizzazione. Il rame (sia pulito che bruciato) introdotto al suo interno, quantificato dagli investigatori tramite attività di videosorveglianza e intercettazioni in decine di tonnellate veniva sigillato all’interno di alcuni container, al di sotto di uno strato di pneumatici fuori uso o nascosto all’interno dei veicoli da demolire accatastati all’interno dei piazzali delle aziende per poi essere caricato a bordo di mezzi, occultato sotto altri tipi di rifiuti e inviato presso la Ecotek di Lamezia Terme che provvedeva a inserire il materiale nel mercato legale. Gli spostamenti, che avvenivano con frequenza, sono stati costantemente monitorati nel tempo dagli investigatori della Polizia di Stato e del Corpo Forestale.
Con questa operazione secondo gli inquirenti è stata smantellata una vera e propria centrale di ricettazione e riciclaggio di cavi in rame di provenienza furtiva il cui giro d’affari è stato stimato dagli investigatori in oltre 1.500.000 euro. Dopo la lunga e accurata attività questa mattina è scattato il sequestro di numerosi beni aziendali, dei mezzi utilizzati per il trasporto e sono state eseguite tredici misure cautelari personali a carico di Franco Carriere di Cosenza di anni 43, Francesco Bartucci di Cosenza di 44 anni, Fabio Angelo Perri di Lamezia di 44 anni, Giuseppe Lucchino di Lamezia di 34 anni, Silvio Ciardullo di Cosenza di 33 anni, Daniel Adam di nazionalità rumena di 34 anni, Andrei Cotet di nazionalità rumena di 35 anni, Marcello Munegato di Castiglione Cosentino di 42 anni, Raffaele Carlini di Cosenza di 56 anni, Marco Mauro di Cosenza di 32 anni, Francesco Bevilacqua di Cosenza di 23 anni, Rosario Bandiera di Lamezia di 34 anni, Giovannino Gallo di Lamezia di 32 anni.
Nel corso delle operazioni sono state eseguite minuziose perquisizioni all’interno delle aziende coinvolte. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati questa mattina durante una conferenza stampa tenutasi presso la Questura di Cosenza.

Articoli recenti o correlati

  1. newz

    Lamezia Terme. In riferimento all’articolo pubblicato sui quotidiani di informazione in data 29/03/2016, relativo all’operazione “Black out” condotta dalla Procura di Cosenza, che ha sgominato una banda del rame tra Cosenza e Catanzaro, l’Amministratore Unico di ECOTEC S.R.L., fa presente quanto segue: “La ditta ECOTEC srl, con sede in Lamezia Terme, frazione San Pietro Lametino, non è assolutamente coinvolta nella suddetta inchiesta. L’azienda coinvolta è invece la ECOTEK srl, che però non ha la propria sede nella frazione di San Pietro Lametino, come invece riportato dall’articolo. Una lieve, e comunque poco percepibile, differenza tra la denominazione della nostra società (ECOTEC srl) e quella dell’azienda indagata (ECOTEK srl), che tuttavia, avendo scritto che la ditta incriminata si trova nella frazione di San Pietro Lametino, ha provocato una falsa informazione, vale a dire che la ditta sottoposta ad indagine fosse la nostra, circostanza a noi resa evidente dalle innumerevoli segnalazioni e richieste di informazioni ricevute tra la giornata di ieri e quella odierna. Pertanto, ribadiamo che la ditta ECOTEC srl, con sede in San Pietro Lametino, non ha nulla a che vedere con l’indagine in argomento e che la stessa opera in tutt’altro settore (costruzione e gestione di impianti di depurazione) rispetto a quelli accostati al filone di indagine cui il menzionato articolo fa riferimento”.

Commenta l'articolo