lunedì 27 marzo 2017 23:12
default-logo

Grand Hotel Italia. I segreti dei portieri dei grandi alberghi

I portieri vedono cose che voi umani nemmeno potete immaginare, altro che navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione. In genere, sono cose segrete, che vanno perdute. E invece, ora, alcune sono finite in un libro (la Repubblica). Fino alla porta girevole tutti provano a mettersi in mezzo: specialmente i concierge. Proteggono l’albergo con le unghie e con i denti. Perché 
il concierge è come un angelo protettore. E se esiste l’angelo, esiste anche il diavolo, cioè chi va a cercare i clienti: io (dalla prefazione di Rino Barillari, The king of Paparazzi).

Attraverso le vite dei concierge, Nicolò de Rienzo svela un universo di eventi e personaggi che hanno segnato la storia della società: dalla Dolce vita a oggi, passando per Venezia, Sanremo, Milano, Roma, Santa Margherita, Ischia, Capri, Firenze, Abano Terme e Cortina. La loro voce racconta segreti, ricorda manie e capricci di divi o personaggi con il vizio del lusso e con qualche segreto: Totò, Anna Magnani, Naomi Campbell, George Clooney, Licio Gelli, Grace Kelly, Angelo Rizzoli, Bill Gates, i Red Hot Chili Peppers, Madonna, Valeria Golino, per nominarne alcuni. Grand Hotel Italia (edizione ampliate e arricchita di materiale fotografico di Nessun problema del 2011) è un viaggio curioso in un Paese che, nell’arco di sessant’anni è cambiato da ogni punto di vista, raccontato attraverso gli occhi e il cuore di chi si è visto arrivare e ripartire il mondo sotto il naso.

Nicolò de Rienzo si occupa di comunicazione e marketing. Ha lavorato in agenzia e in produzione televisiva a New York dove ha svolto anche attività imprenditoriale. È consulente nell’ambito del cibo e dell’alta moda di aziende nel Medio Oriente, Asia e Sud Est Asiatico.

Nicolò de Rienzo
GRAND HOTEL ITALIA
I segreti dei portieri dei grandi alberghi
con prefazione di Rino Barillari e inserto fotografico
Add Editore pp. 288 pagine – euro 18 euro -
 uscita luglio 2016

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo