mercoledì 26 luglio 2017 22:46
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Lombardia. Fondi ben stanziati e ben spesi per la prevenzione del gioco problematico

Milano. La scelta “drastica” compiuta dalla città di Bolzano, che proibendo il gioco lecito e la possibilità di giocare al casino online ha di fatto consentito ai totem, e quindi al gioco illegale, di prenderne il posto, riecheggia anche in quanto persegue la Regione Lombardia, che asserisce che gli sforzi intrapresi per combattere la ludopatia hanno “avuto l’ennesima prova che le risorse stanziate sono state ben spese sul territorio e questo incoraggia a continuare nell’azione contro il gioco patologico”. Viviana Beccalossi è l’assessore della Regione nonché “paladina” delle innumerevoli campagne “no slot” che vengono effettuate su quel territorio.
In Lombardia è stato messo in campo un progetto esemplare che ha unito la competenza degli Enti Locali ed i volontari che hanno avuto un obbiettivo comune, quello di combattere la ludopatia e difendere il territorio. Con questo “mantra” Viviana Beccalossi ha portato avanti le sue battaglie, disprezzando in ogni occasione, e cogliendo qualsiasi evento, per dimostrare quanto fosse contraria al gioco in prima persona e per la “sua regione”.
Quindi, lo stesso assessore, nell’intervenire alla presentazione di un progetto “Ascoltare. Promuovere, prevenire e proteggere. Persone, famiglie, comunità – progetto di prevenzione al gioco d’azzardo patologico” che si teneva a Chiuduno (Bergamo) ha partecipato all’incontro insieme all’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile per parlare del progetto che il Comune di Grumello Al Monte ha messo in atto ed anche di gioco problematico.
Il progetto ha coinvolto l’ambito territoriale di quel Comune, costituito da otto comuni, e si è trovato al primo posto della graduatoria del bando con il quale si sono messi a disposizione tre milioni di euro per finanziare 64 iniziative in tutta la Lombardia. Nel suo discorso Viviana Beccalossi, sempre più convinta del suo operato, ha evidenziato che sul territorio sono state messe in campo attività di formazione, ascolto e prevenzione affidate alla Comunità Emmanus di Chiuduno, che già da diversi anni opera sulle tematiche del gioco.
È stata anche creata una linea telefonica alla quale risponde personale formato che copre quasi buona parte della giornata, in ore serali e nei giorni prefestivi in modo da consentire l’accesso a questa “consulenza telefonica” sempre a più persone. Evidentemente Bergamo e provincia hanno ben risposto alle iniziative per la cura del gioco problematico ed ha risposto anche con estrema sensibilità per poter aumentare la forza e l’efficacia della legge regionale, sperando che altri Sindaci ed altre città la applichino.
Con l’occasione, sono stati ringraziati i ragazzi che hanno contribuito al progetto, considerando che l’informazione sulle problematiche del gioco e sui casino online legali vanno affrontate senza ombra di dubbio, dalle scuole. E far capire anche ai più piccoli che “l’azzardo non è un gioco, non si migliora e non ci si diverte, semmai si rischia di entrare in una spirale viziosa dove si possono perdere non solo i ragazzi, ma anche le relative famiglie”. Un accanimento e dure parole “senza scampo e senza scorciatoie” quelle pronunciate dalla Beccalossi, ma c’è anche chi rivendica il diritto di scegliere e sostiene che, invece, basta avvicinarsi al gioco d’azzardo con responsabilità e coscientemente.

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