martedì 19 settembre 2017 15:29
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Serra San Bruno. Omicidio Cricrì: i dettagli sui tre arresti dei Carabinieri, nomi e foto

Serra San Bruno (Vibo Valentia). Nella mattinata di oggi, mercoledì 30 novembre 2016, il Nucleo Operativo della Compagnia di Serra San Bruno, guidata dal capitano Mattia Lo Sciale, coadiuvato dal personale delle Stazioni dipendenti e da quello dello Squadrone eliportato “Cacciatori” di Calabria, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di una donna e di due uomini di Acquaro (Vibo Vaalentia), ritenuti presunti responsabili, a vario titolo, dei reati di “omicidio” e di “distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere”.
I provvedimenti sono stati emessi a termine delle indagini sull’omicidio, il 21.10.2013 in località Petrignano del comune di Acquaro (VV), del 48enne Giuseppe Damiano Cricrì, operaio di Dinami (VV), incensurato, separato.
I tre arrestati sono: Liberata Gallace, cl.65, di Acquaro – frazione Piani, casalinga, coetanea della vittima, indagata, allo stato, quale presunta esecutrice materiale dell’omicidio; Alfonsino Ciancio, cl.88 (figlio di Liberata Gallace), di Acquaro – frazione Piani, nullafacente, e Fiore D’Elia, cl.53 (amante di Liberata Gallace), di Gerocarne (VV), disoccupato, entrambi indagati, allo stato, quali presunti responsabili della distruzione del cadavere della vittima.
Sulla scorta delle dichiarazioni rese da alcune persone vicine alla vittima, è stato immediatamente escluso lo sfondo della criminalità organizzata. Le indagini, condotte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, hanno, poi, consentito di acclarare che, nella notte del 21 ottobre del 2013, Giuseppe Damiano Cricrì è stato attirato in una campagna di Acquaro, in località Petrugnano, dalla donna, con cui lo stesso Cricrì aveva da poco deciso di concludere la relazione sentimentale, col pretesto di voler avere con lui un colloquio chiarificatore. La donna, in realtà, non avrebbe mai accettato la fine del rapporto sentimentale e, in più occasioni, avrebbe assunto dei comportamenti fortemente ingerenti nella vita del Cricrì.
Secondo la tesi accusatoria, l’uomo, nel corso dell’incontro, è stato colpito dalla Gallace al volto con un oggetto contundente – come acclarato dagli accertamenti medico-legali – così violentemente e ripetutamente da causargli la morte. Successivamente i tre, la donna con l’ausilio di suo figlio, Alfonsino Ciancio, nonché dell’amante, Fiore D’Elia, avrebbero collocato il cadavere di Cricrì all’interno dell’autovettura della vittima, sui sedili posteriori, e lo avrebbero trasportato in una stradina di campagna che si dirama dalla S.P.4 (Acquaro – Dinami), del tutto priva di illuminazione, dove, con della benzina procurata in precedenza, avrebbero dato fuoco al cadavere e al veicolo che l’indomani furono rinvenuti carbonizzati.
Ad esito delle attività di indagine il pubblico ministero titolare del fascicolo, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, Barbara Buonanno, ha richiesto il provvedimento cautelare per i tre indagati, a vario titolo di “omicidio” e “distruzione di cadavere” in concorso tra loro. Richieste accolte dal gip, che in data 25 novembre ha depositato l’ordinanza applicativa, eseguita stamattina.
La donna è attualmente detenuta presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, mentre Ciancio e D’Elia presso quella di Vibo Valentia a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli interrogatori di garanzia che verranno esperiti in mattinata stessa.

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