martedì 26 settembre 2017 18:07
default-logo

Marco Minniti ministro. Federico (dirigente sindacale): «A lui il compito di salvare l’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati?»

Reggio Calabria. L’on. Domenico Minniti, detto Marco, reggino, del Partito Democratico, è il nuovo Ministro dell’Interno. Tra i compiti istituzionali riservati al dicastero da Lui ora diretto c’è anche quello di Autorità di Vigilanza dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Chi più di Lui può ora occuparsi a pieno titolo dello “spostamento della sede principale” dell’Agenzia dei Beni Confiscati da Reggio Calabria a Roma, che il Suo Partito Democratico sta portando a compimento grazie, si fa per dire, all’emendamento nr. 22.1 della Sua collega di Partito, eletta in Calabria, l’on. Rosy Bindi, inserito nel testo di riforma al c.d. Codice Antimafia approvato alla Camera dei Deputati nel mese di novembre del 2015. Riforma che da oltre un anno “giace” nella 2^ Commissione Giustizia del Senato, presieduta, ad oggi, dal Senatore, mio concittadino, l’on. Nico D’Ascola.
Da sindacalista, reggino, sento l’obbligo di difendere le istituzioni presenti nel mio territorio, la città di Reggio Calabria, l’on. Minniti invece, a mio modesto avviso, ha una responsabilità ancora più grande per il mandato di rappresentanza che gli hanno conferito i Calabresi, i Reggini, essendo stato eletto nella mia terra che è anche la Sua terra. L’on. Minniti dica pertanto ai Reggini, ai Calabresi, ed al più presto, quali iniziative intende intraprendere per scongiurare tale spostamento, altrimenti più che di un nuovo Ministro dell’Interno, si parlerà della nuova, dell’ennesima mortificazione per la mia, la Sua città, Reggio Calabria. Il tempo non è ancora scaduto, la pazienza sì. Da funzionario del Ministero dell’Interno, con 22 anni di servizio alle spalle, auguro a Lui buon lavoro.

dr. Lorenzo Federico
Dirigente Sindacale
Federazione Intesa Funzione Pubblica

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo