lunedì 23 ottobre 2017 22:29
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Rosi Perrone

Allegato Def, Cisl Reggio Calabria: «Basta Italia a due velocità»

Reggio Calabria. “Abbiamo appreso dalla stampa nazionale che l’allegato infrastrutture che accompagna il nuovo Def varato appena qualche giorno addietro, entra adesso nella sua fase operativa. Una lista di ben 119 interventi prioritari che interessano in tutto 50 città. Un pacchetto a favore della mobilità su cui il Governo ha deciso di concentrare risorse: purtroppo per noi diventa quasi retorico, a questo punto, chiedere cosa sia rimasto fuori dalla scrematura dei progetti”. Commenta così Rosi Perrone, segretario generale della Cisl Reggio Calabria, l’elenco delle grandi opere presenti nel documento in cui, spiega, “figurano in stand by sia l’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria (in attesa, come specifica il documento, che siano valutate, ‘modalità più efficienti’), sia la Statale 106 Jonica, il cui completamento richiede, si legge, ‘verifica di nuove soluzioni per individuare l’alternativa più sostenibile’”. “Nell’allegato al Def 2017 – aggiunge Perrone – si scopre, come testualmente riportato, che le ‘14 Città Metropolitane, driver della competitività del Paese, sono una nuova sfida del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti, in coerenza con gli obiettivi di miglioramento dell’accessibilità garantendo adeguati collegamenti ferroviari alle periferie e alle aree marginali’. Sembra quasi una presa in giro. Ancora una volta, infatti, abbiamo potuto appurare come alle parole non seguano i fatti, anzi riceviamo informazioni che aggraverebbero ancor di più la già complicata condizione infrastrutturale calabrese e, a maggior ragione, quella della città metropolitana. Ecco quindi che ci troviamo, escludendo in questa riflessione la problematica del Tito Minniti ed il porto di Gioia Tauro, con un’alta velocità ferroviaria che, secondo il Governo, può attendere così come il netto miglioramento della 106 che continuerà a mietere vittime. A ciò si aggiunga un’autostrada con il tratto Campo Calabro – Reggio Calabria che sembra essere stato dimenticato”. “Insomma – specifica ancora il segretario Cisl – un quadro non certo confortante che non solo non colma i gap della Calabria e della città metropolitana, ma addirittura le allontana da standard quantomeno normali. Ricordiamo, infatti, che l’allegato è intitolato ‘Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti di infrastrutture’. Ci domandiamo quale sia l’Italia cui si è pensato nella redazione di questa nuova stagione di interventi, la cui vision si allunga sino al 2030. Come può un’area geografica, che già presenta difficoltà per atavici problemi di natura storica, sociale ed economica, aspirare a poter creare sviluppo se diventa quasi una chimera riuscire a raggiungerla? Se lo sono chiesti nel corso della definizione degli obiettivi e strategie della politica infrastrutturale del paese? Se lo stanno chiedendo le istituzioni regionali e locali dal momento in cui hanno appreso i contenuti del Def?” “Non è più concepibile – conclude Perrone – vivere in una costante aspettativa e continuare a considerare il Sud, ma soprattutto la Calabria ‘un secondo livello’, non è più possibile lasciare sempre che i fondi destinati alle nostre zone vengano cancellati o che interventi indispensabili non vengano addirittura nemmeno presi in considerazione come se fosse la normalità, non è più ammissibile non avere chiarezza sulle reali intenzioni nei confronti della nostra terra: i cittadini calabresi e metropolitani meritano pari opportunità e che siano fornite loro risposte. Nel contempo, chiediamo alla deputazione parlamentare calabrese che si faccia portavoce delle necessità di mobilità che il territorio esprime a più livelli”.

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