giovedì 26 aprile 2018 20:56
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Saldi. Per l’Unc si annunciano vendite in calo fino al 20%

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Reggio Calabria. Saldi al via, secondo la Confcommercio, saranno circa 16 milioni le famiglie che approfitteranno dei saldi e ciascuna spenderà in media 450 euro per abbigliamento e accessori. Il valore totale sarà di circa 7 miliardi, il 19,5% sul fatturato annuo del settore. Le previsioni di Confcommercio e Confesercenti relative ai saldi sono estremamente ottimistiche secondo la stima dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria che prevede invece un calo delle vendite del 20%, con punte massime nell’ambito della Regione Calabria, infatti, le previsioni degli osservatori dell’associazione, che si avvale delle informazioni pervenute dalle sedi dislocate sul territorio della Regione e del centro di orientamento giuridico del consumatore, evidenziano che la crisi economica, l’indebitamento delle famiglie e l’effetto recessivo conseguente, determineranno una stasi del mercato che non incentiverà il consumo ed anche numerose famiglie che ne avranno l’opportunità, preferiranno privilegiare il risparmio piuttosto che spendere nell’immediato. Speriamo che non accada, ma si potrebbe arrivare a fine stagione ad avere saldi ben oltre il 50% analogamente a quanto avvenuto a Londra, che nel Natale della crisi si è deciso di rischiare saldi fino al 90% per fare cassa e per sopravvivere come ultima arma contro la recessione. L’Unione Nazionale Consumatori Calabria fornisce inoltre alcuni consigli per evitare fregature nel periodo dei saldi, ricordando ai consumatori che “esiste una legge specifica che detta le regole di svolgimento per gli acquisti in saldo, che rientrano nelle cosiddette vendite straordinarie disciplinate dall’art. 15 del decreto legislativo n. 114 del 1998”. Le singole Regioni poi fissano i periodi e la durata dei saldi a livello locale. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo si consiglia di tenere presente alcune regole fondamentali:
CAMBIO DELLA MERCE E DIRITTO DI RECESSO. La possibilità di effettuare il cambio del capo in seguito all’acquisto generalmente è a discrezione del negoziante a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme perché in tal caso vi è l’obbligo per il venditore di eseguire la riparazione o provvedere alla sostituzione del capo in oggetto o ove non sia possibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Non è assolutamente vero infatti che i capi in saldo non possono essere cambiati (decreto legislativo del 2002) per cui si suggerisce di diffidare da cartelli o messaggi che affermano il contrario. Il diritto di recesso, che è esercitabile normalmente entro 10 giorni dall’acquisto, non ha nulla a che vedere con gli acquisti conclusi all’interno di un esercizio commerciale: riguarda infatti, vendite a domicilio, per corrispondenza, a distanza, ecc.
L’associazione ricorda che è importante conservare sempre lo scontrino per un eventuale sostituzione in caso di prodotto difettoso entro il termine di due mesi dalla data in cui è stato scoperto il vizio. La garanzia vale per due anni dal momento dell’acquisto, per cui fare attenzione agli scontrini di carta chimica che facilmente sbiadiscono e fotocopiarli per poterli esibire in caso di esigenze particolari.
ATTENZIONE AI SALDI FASULLI. Per evitare di incorrere in un acquisto scontato ma di merce considerata ”resto di magazzino” è importante sapere che i veri saldi sono quelli applicati su merce della stagione che sta finendo. Si suggerisce di acquistare principalmente nei negozi di fiducia tenendo presente che inizialmente se lo sconto supera il 50% c’è il dubbio che si tratti di un capo delle stagioni passate.
CONTROLLARE ETICHETTA E CARTELLINI. La cosa da evitare è l’acquisto di prodotti senza etichetta relativi alla composizione e alla manutenzione necessaria a evitare eventuali danneggiamenti del capo. I cartellini della merce vanno analizzati con attenzione per verificare innanzitutto che vi sia il prezzo di partenza del capo, quello scontato e il valore in percentuale dello sconto applicato. Vanno poi confrontati il prezzo vecchio e quello ribassato eventualmente chiedendo spiegazioni al venditore sulla misura dello sconto praticato.
PUBBLICITA’, VETRINE E MANIFESTI. Fondamentale è diffidare dei negozi che coprono le vetrine con enormi manifesti e non permettono di vedere la merce esposta e che risultano poco chiari. Le asserzioni pubblicitarie devono essere in grado di dimostrare la veridicità delle affermazioni e devono essere esposte attraverso una veste grafica che non inganni il consumatore. Il venditore è tenuto al rispetto di tali obblighi altrimenti incorre nel pagamento di sanzioni che vanno da un minimo di 516,46 euro a un massimo di 3.098,74 euro.
PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO E POS. Il pagamento può essere effettuato con carta di credito e Pos solo se è esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la convenzione.
Inoltre numerosi consumatori si rivolgono all’associazione poiché presso molti negozi durante il periodo dei saldi sorgono discussioni con i commercianti perché non tutti i prodotti sono scontati: alcuni sono venduti a prezzo pieno, si verifica cioè il fenomeno dei cosiddetti “saldi parziali” . L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, ricevendo a tale proposito parecchi reclami, rammenta che l’art. 15 del decreto legislativo n. 114/1998 ha stabilito che i saldi “riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di naturale deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Ciò, secondo l’Unione Consumatori, significa in pratica che il negoziante può decidere di vendere a prezzo pieno una parte dei prodotti del negozio, osservando comunque le regole per quelli esposti a saldo, ovvero indicando sul cartello la percentuale di sconto sul prezzo normale di vendita, che deve essere comunque esposto. Anche le vendite promozionali possono essere effettuate “per tutti o una parte dei prodotti merceologici”, mentre le vendite di liquidazione, conclude l’associazione di consumatori, devono riguardare “tutte le merci” e non solo una parte.

avv. Saverio Cuoco
presidente regionale

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