lunedì 23 aprile 2018 19:30
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Operazione Eremo 2008. Sgominata organizzazione dedita al narcotraffico: 63 arresti e 165 indagati – tutti i dettagli

Reggio Calabria. Si è conclusa alle prime ore di stamane una vasta ed articolata operazione antidroga, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, diretta dal primo dirigente Renato Cortese, che ha interessato numerose Regioni d’Italia. All’alba di oggi, coadiuvata dai Commissariati di Pubblica Sicurezza di Condofuri e Siderno, dal Reparto Prevenzione Crimine “Calabria” e dalle Squadre Mobili delle Questure di Milano, Padova, Cosenza, Messina e Roma, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine Polizia di Stato, la Squadra Mobile della Questura reggina ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, Adriana Trapani, su richiesta del Procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e del Sostituto Mario Andrigo della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, a carico dei 63 indagati, destinatari della misura, di seguito indicati:

Custodia cautelare in carcere:
1. AIELLO Pietro, 30 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
2. BIANCO Giuseppe, inteso “Peppe”, 30 anni, nato a Langenthal (Svizzera), residente ad Africo;
3. AMATO Pietro, inteso “Roberto” o “Marco”, 25 anni, nato a Locri (R.C.), residente a Careri, fraz. di Natile Nuovo (R.C.);
4. AMATO Massimo, 31 anni, nato a Locri (R.C.), residente a Careri, fraz. di Natile Nuovo (R.C.);
5. MARCIANO’ Daniele, 35 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
6. ROMEO Domingo, 43 anni, inteso “Domenico”, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
7. CANNIZZO Giuseppe, 35 anni, inteso “Peppe”, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
8. NICOLÒ Sebastiano, inteso “Seby”, 29 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
9. ASSUMMA Domenico, inteso “Mimmo”, 44 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
10. VARA’ Giuseppe, inteso “Peppe”, 44 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
11. CAMPANELLA Emanuele, 24 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
12. GIUFFRE’ Antonino, inteso “Tony”, “Nino” o “Il Barbiere”, 37 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), ivi residente;
13. AGOSTINO Giuseppe, 40 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
14. FERRANTE Vincenzo, 36 anni, nato a Reggio Calabria;
15. MANDALARI Rocco, inteso Pasquale o “Il Professore”, 47 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
16. FLACHI Antonino, inteso “Nino” o “Il Biondo”, 39 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), ivi residente;
17. ROMEO Giuseppe, 29 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
18. CANALE Giuseppe, 42 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
19. GIUFFRE’ Gianluca, 29 anni, nato a Reggio Calabria, residente a Melito Porto Salvo (R.C.);
20. RANIERI Domenico, inteso “Mimmo”, 41 anni, nato a Villa San Giovanni, ivi residente;
21. ZUMBO Adolfo Maurizio, 40 anni, nato a San Lorenzo (R.C.), ivi residente;
22. VITALE Giuseppe, 31 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), residente a Condofuri (R.C.);
23. CAMPICELLI Giuseppe, 31 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
24. SERGI Michele, inteso “Quello del vino”, 36 anni, nato a Platì (R.C.), ivi residente ;
25. NASTASI Filippo, inteso “Pippo”, 43 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), ivi residente;
26. PRICOCO Antonino, inteso “Nino”, 36 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
27. FAMILIARI Antonino, 34 anni, nato a Messina, residente a Melito di Porto Salvo (R.C.);
28. CARBONARO Francesco, 33 anni, nato a Siderno (R.C.), ivi residente;
29. DATTILO Francesco Mario, 36 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
30. POLIMENI Francesco, 39 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
31. STELLITTANO Fortunato, inteso “Nato”, 45 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), residente a Lissone (MI);
32. PARISE Pasquale, 37 anni, nato a Cosenza, ivi residente,;
33. TAGLIERI Alessandro, 33 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
34. ROMEO Alberto, 45 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), residente a Montebello Ionico;
35. MANGANARO Antonio, 35 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), ivi residente;
36. CARIDI Filippo, 42 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), residente a Condofuri (R.C.);
37. ALATI Salvatore, 35 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), ivi residente;
38. GIAMBOI Annunziato, 50 anni, inteso “Nunzio”, nato a Motta San Giovanni (R.C.), ivi residente;
39. NUCERA Filippo Lorenzo, inteso “Pippo”, 51 anni, nato a San Lorenzo (R.C.), ivi residente;
40. PRINCIOTTA Francesco, 47 anni, nato a Messina, ivi residente;
41. ALATI Francesco, inteso “Ciccio”, 28 anni, nato a Melito di Porto Salvo (R.C.), ivi residente;
42. REPACI Giuseppe, 48 anni, nato a Campo Calabro (R.C.), ivi residente;
43. ERRANTE Emanuele, 28 anni, nato a Reggio Calabria, residente a Concorezzo (MI);
44. CALÙ Carmelo, 35 anni, inteso “Melo”, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
45. MANGANO Angelo, 56 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
46. VIRGARA Luigi, 35 anni, nato a Platì (R.C.), ivi residente;
47. SABATO Mario, 40 anni, nato a Cosenza, ivi residente;
48. SABATO Luca, 32 anni, nato a Cosenza, ivi residente;
49. FIORE Luigi, 33 anni, nato a Cosenza, ivi residente;
50. PUSTORINO Salvatore, 47 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
51. GIORDANO Giuseppe, 44 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
52. CLEMENO Giorgio, 31 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
53. NETO Saverio Egidio, inteso “Rino”, 44 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
54. ROGOLINO Marcello, 42 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
55. PENSABENE Giuseppe, 34 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
56. POLIMENI Davide Carmelo, 36 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
57. GATTO Alessandro, 34 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
58. GANGEMI Giovanni, 29 anni, nato in Reggio Calabria, residente a Calanna (RC);

Custodia cautelare in regime di arresti domiciliari:
59. ROMEO Fabio, 26 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
60. MINNITI Bruno Pasquale, inteso “Giovanni”, 23 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
61. ROMEO Giuseppe Nicola, 25 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente;
62. CREA Santo, 32 anni, nato a Melito Porto Salvo (R.C.), residente a Reggio Emilia;

Custodia cautelare con obbligo di dimora:
63. MILASI Daniel, 28 anni, nato a Reggio Calabria, ivi residente.

LE INDAGINI
L’esecuzione della corposa misura custodiale a carico dei 63 rispettivi destinatari scaturisce dall’attività d’indagine avviata dalla 6ª Sezione Narcotici della Squadra Mobile nel 2005 (diretta allora dal vice questore aggiunto Diego Trotta, oggi a capo della Sezione criminalità organizzata nonché numero due della Squadra Mobile) – con presidi tecnologici, sofisticate intercettazioni ambientali e telefoniche, attività operative di vigilanza ed appostamento – protrattasi ed ulteriormente sviluppatasi sino allo scorso 2008, con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che aveva, a sua volta, richiesto al Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria l’applicazione del provvedimento coercitivo a carico di oltre 70 indagati dei 165 (centosessantacinque) denunciati complessivamente dalla Squadra Mobile della Questura. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e cannabis sativa (hashish e marijuana).
Le investigazioni condotte dalla Polizia di Stato hanno riguardato un traffico di sostanze stupefacenti delle indicate tipologie gestito da un’associazione per delinquere – strutturata gerarchicamente e dotata di un ottimo livello di organizzazione e carattere di stabilità – articolata in potenti, abilissime ed agguerrite consorterie criminali di narcotrafficanti – sovente “consorziate” tra loro – prevalentemente operanti tanto nel Capoluogo reggino, quanto nel versante Jonico della sua provincia, con significative proiezioni geografiche nelle province di Cosenza, Messina Torino e Milano. Consorterie criminali dedite al traffico di sostanze stupefacenti.
Come sovente accade, le investigazioni oggetto dell’operazione conclusasi all’alba di oggi sono scaturite, quasi casualmente, da pregresse investigazioni condotte dalla stessa Squadra Mobile, impegnata a far luce su una serie di attentati dinamitardi e danneggiamenti mediante incendio verificatisi, nel 2003, a danno di esercizi commerciali ubicati nella zona Nord di Reggio Calabria, e, in particolare, nei quartieri di “Eremo Condera” – primo quartiere, in ordine di tempo, “colpito” da tali attentati e che ha costituito motivo ispiratore per la denominazione dell’operazione antidroga, denominata appunto Operazione “Eremo 2008” – e dei quartieri di “San Giovanello”, “Vallone Mariannazzo”, “San Brunello” e “Tre Mulini”.
All’esito di tali investigazioni era stata ben individuata – e disarticolata dalla conseguente emissione di un corposo provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria – una consorteria criminale di tipo mafioso operante nei “Locali” insistenti in quei quartieri, storicamente caratterizzati da un’altissima densità criminale e da un controllo pervicace ed invasivo delle ‘ndrine Audino, e soprattutto Lo Giudice, su ogni attività commerciale ed economica.

L’operazione “Eremo” condotta alcuni anni fa.
In tale contesto, era emersa una figura interessante. Un giovane ventitreenne – con ambizioni di ascesa nella complessa gerarchia, e nell’impegnativo e difficile cursus honorum, della ‘ndrangheta – facente parte di un agguerrito manipolo di coetanei – di cui egli assurgeva ben presto ad autorevole punto di riferimento – impiegati dalle suddette ‘ndrine quale manovalanza per la consumazione di tali attentati e danneggiamenti. Si tratta dell’indagato Pietro Aiello, ritenuto dagli investigatori il pupillo ed un autentico ambasciatore del presunto boss dell’omonima ‘ndrina, Demetrio Lo Giudice, inteso “Mimmo” o “U Boi”, nato a Reggio Calabria, 45 anni.
Personaggi di riferimento dell’indagine si sono rivelati, già nella fase iniziale, elementi quali gli indagati Pietro Aiello, Giuseppe Bianco, Pietro Amato, Massimo Amato e Giuseppe Romeo, Sebastiano Nicolò, inteso Seby, Daniele Marcianò, Emanuele Campanella, Fabio Romeo, e Giuseppe Varà.
Su tutti costoro, dalle risultanze delle indagini della Squadra mobile aleggiava la carismatica presenza del presunto boss dell’omonima ‘ndrina Demetrio Lo Giudice, inteso “Mimmu ‘u boi”.
Ad essi – in una fase più avanzata delle investigazioni, e “risalendo” la struttura dell’associazione sino all’individuazione ed identificazione dei promotori-fornitori di maggior spessore – si sono aggiunti altri personaggi  quali Antonino Giuffrè, (inteso “Tony u barberi”, rivelatosi uno dei personaggi-chiave dell’indagine); suo fratello Gianluca Giuffrè; Antonino Flachi; Antonino Familiari; Pasquale Parise; Fortunato Stellittano, indicato quale capo-fila dell’articolazione territoriale della consorteria operante a Torino e Milano e, soprattutto, Michele Sergi e Luigi Virgara, rivelatisi anch’essi altri due personaggi-chiave dell’indagine, entrambi collocabili dagli investigatori al vertice decisionale e “primi fornitori”, scaltri ed accorti, delle consorterie criminali di cui è oggetto l’indagine. Su tutti costoro, l’altrettanto carismatica presenza del presunto boss dell’omonima ‘ndrina Carmelo Iamonte, nato a Montebello Jonico (R.C.), 45 anni.
Le investigazioni, infine, si sono concluse con l’individuazione dei responsabili e dei coordinatori delle “filiere” di distribuzione al dettaglio delle droghe diverse vendute, in cospicui quantitativi, dai fornitori operanti nel versante jonico della provincia agli spacciatori, tutti, a loro volta, operanti a Reggio Calabria, con base logistica ed operativa nei tristemente noti quartieri Archi e Gallico, storicamente anch’essi caratterizzati da un’altissima densità criminale, specie di tipo mafioso, ed in cui, parimenti, è notevolmente difficoltoso operare .Il riferimento in tal caso è agli indagati Francesco Mario Dattilo; Antonino Pricoco; Francesco Polimeni; Annunziato Giamboi, inteso “Nunzio”; Carmelo Calù, inteso “Melo”; Angelo MAngano; Giorgio Clemeno, Rocco Mandalarim Giuseppe Canale, ritenuto organico alla cosca Labate operante nel territorio centru sud del capoluogo, nella quale è considerato inserito a pieno titolo essendo destinatario di ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione Gebbione, ed infine Davide Carmelo Polimeni, cognato di Pasquale Tegano, il super latitante a capo dell’omonima cosca operante ad Archi.
Infine, lo spaccio nel Comune di Villa San Giovanni era gestito, secondo l’accusa, da Domenico Ranieri, il fratello Filippo è considerato organico alla potente cosca Imerti.
Gli investigatori della Sezione Narcotici hanno avuto modo di ritenere che gli indagati tratti in arresto non siano semplici spacciatori, seppur di calibro. Essi secondo le accuse sarebbero scaltri trafficanti con acclarati ed autorevoli contatti, anche fuori Regione, nell’ambiente della droga, le cui metodologie adottate nella consumazione dei reati hanno comportato per la Polizia di Stato un notevole impegno.

L’USO DEI LINGUAGGI IN CODICE
Il materiale probatorio è costituito prevalentemente, da intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre che dai paralleli servizi di sorveglianza e verifica effettuati, come vedremo, dalla Polizia di Stato in più circostanze, nonché da alcuni sequestri di sostanze stupefacenti e da arresti in flagranza di narcotrafficanti, promotori delle consorterie indagate, spacciatori e corrieri.
Come in tutte le operazioni antidroga, anche in questa indagine si è rilevato come trafficanti, pushers e gregari inseriti nelle organizzazioni criminali utilizzino linguaggi criptici, con l’uso di termini fantasiosi come ”DUE CHIAVI”, “DUE PALLONI, UNO DA BASEBALL, UNO DA TENNIS”, “QUEL CD CHE TI HO DATO IERI, LO STESSO DI IERI”, “IL CERTIFICATO”, “VEDI CHE SIAMO TRE SIAMO, CHE ANDIAMO A BERE, HAI CAPITO O NO?”, “DUE….CUGINI”, “DUE RAGAZZI”, “VEDI CHE SIAMO VENTI PERSONE”, “IL CARRELLO DELLA MOTO”, “MOTORINO”,“SENTI UNA COSA! QUEL GEL NON TI DIMENTICARE DI PORTARLO! A POSTO DEL TUBETTO PICCOLO DI TRENTA, PORTAMELO DI CINQUANTA PER FAVORE”, “BISCOTTI”, “VINO”, “CAPOCOLLI”, “DUE CAGNOLINI”, “QUATTRO GATTINI”, “QUATTRO PECORELLE”, “MAGLIETTA”, “QUELLA COSA”, “TRE CHILI DI…COSTARDELLE”, “SIAMO UNA DECINA, HO PRENOTATO DIECI TAVOLI”, “QUATTRO TAVOLI”, “VENTI EURO DI BENZINA”, “CENA A BASE DI CARNE ARGENTINA”, “DUE DISCHI”, “UN PAIO DI LATTONI DI PITTURA” etc. o espressioni utilizzate per indicare la disponibilità, la qualità o quantità di droga oggetto delle conversazioni quali “VENIAMO A TROVARVI”, “… A PRENDERCI UN CAFFÈ …”, “EH, LO STESSO FATTO DI IERI?”, “SI, LO STESSO FATTO DI AVANTI IERI, MUOVITI!”, “FAI AL SOLITO, COMUNQUE”, “..ALLORA, COME ERAVAMO RIMASTI. HAI CAPITO?”, “IL TELEFONO SOTTO CARICA”, “MANGIARE IL PESCE”, “CI PORTERA’ LUI A PESCA?”, “IO NON HO PROBLEMI”, ”PORTAMI QUEL CERTIFICATO CHE SONO CON UN AMICO, IO.”, “SI. VIENI … VIENI E PORTA” – PORTO, STO VENENDO”, “AL SOLITO VERO?-“ SI, SI”, “I SOLITI 25 GIORNI”, “VENGO E MI FACCIO LA BARBA”, “ANDIAMO A MANGIARE”, ”PASSO A FARTI GLI AUGURI..PURE” o talvolta, più esplicitamente, “TI HO PORTATO DUE PANETTI”, “PIETRO, TUTTO A POSTO. APPENA TE LA PRENDI MI CHIAMI. E’ BUONISSIMA”, “SE E’ COME QUELLA LA’ CHE MI HAI PORTATO L’ALTRA VOLTA NON ME LA PRENDO”, “GIANNI! QUESTA QUA E’ FENOMENALE!”, “SEMPRE PER LO STESSO DISCORSO, ALLORA”, “UNA PANETTA DI DUE E CINQUANTA”, “COMPRIAMO SE…VA BENE”, “UNA STORIA ME LA TROVI?”, “MA COME SEI?”, “IO SONO A POSTO!”,“ALLORA VIENI STASERA E PORTA QUALCOSA DAI!”, “DEVO SBRIGLIARE … DEVO SBRIGLIARE I PACCHI! VALIGIE, CAPICOLLI!”, “MA STESERA MI PORTI UN PAIO DI CORDE DI SALSICCIA SI?” e così via che solo, apparentemente, conferiscono congruità logica ai dialoghi, che sono disvelati nella loro reale ed effettiva finalità da alcuni altri dialoghi o da obiettivi riscontri acquisiti da attività sul territorio, sequestri, arresti, pedinamenti. Ciò sia per quanto attiene alle investigazioni condotte in tema di detenzione e spaccio al dettaglio, sia per quelle che hanno disvelato reati-fine propri dell’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanza stupefacente.

GLI ARRESTI IN FLAGRANZA
Nel corso delle lunghe ed impegnative investigazioni, la 6ª Sezione Narcotici della Squadra Mobile, ha tratto in arresto, in flagranza di reato, ovvero deferito in stato di libertà, per trasporto, cessione o detenzione illecita di droga, alcuni degli indagati, esattamente 6 (sei). Tra costoro, numerosi sono stati attinti dall’Ordinanza di Custodia cautelare eseguita in esito all’Operazione “Eremo 2008” e, quindi, nuovamente tratti in arresto all’alba di oggi. Tali arresti – effettuati nel biennio 2004/2005 – hanno costituito, da un lato, un prezioso riscontro probatorio alle investigazioni in corso e, dall’altro, un già tangibile ed efficace strumento di contrasto al dilagante ed allarmante fenomeno del traffico e dello spaccio di droga in Città ed in Provincia.

In particolare:

  1. In data 05/09/2003 ed in data 17/06/2008 veniva deferito in stato di libertà Cannizzo Giuseppe e sequestrato un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cannabis sativa;
  2. In data 26/04/2004 veniva tratto in arresto in flagranza di reato l’indagato Varà Giuseppe e sequestrato un significativo quantitativo di cocaina pari a circa 20 grammi;
  3. In data 14/09/2005 veniva tratto in arresto in flagranza di reato l’indagato Repaci Giuseppe e sequestrato un significativo quantitativo di cocaina pari a circa 55 grammi;
  4. In data 14/11/2005 veniva tratto in arresto in flagranza di reato l’indagato Pizzichemi Demetrio e sequestrato un significativo quantitativo di cocaina pari a circa 500 grammi;
  5. In data 21/10/2005 veniva tratto in arresto in flagranza di reato l’indagato Clemeno Giorgio e sequestrate alcune dosi di eroina;
  6. In data 30/10/2008 veniva tratto in arresto in flagranza di reato Amato Pietro, e sequestrato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cannabis sativa, pari a 21 Kg., una pistola con matricola abrasa, danaro falso e falsi contrassegni assicurativi.

LA SODDISFAZIONE DEGLI INQUIRENTI.
Sessantatrè su sessantatrè. Sono finiti tutti nella rete della magistrale organizzazione allestita dalla Squadra Mobile i destinatari della corposa ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip di Reggio Calabria. Nella notte il blitz è scattato con la perfezione di un orologio svizzero, riuscendo ad eseguire la totalità dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Un motivo di soddisfazione in più, per il Questore Carmelo Casabona, oltre a quello ovvio di aver fatto ‘piazza pulita’ di una banda dedita allo spaccio, fenomeno che sempre più spesso determina la richiesta di intervento da parte delle famiglie e degli istituti scolastici. Il capo della Squadra Mobile, Renato Cortese, nell’elogiare i suoi uomini per l’ottimo lavoro ha ricordato in particolare l’ottima attività d’indagine, svolta dall’odierno vice capo della mobile, il vice questore aggiunto Diego Trotta, a capo della Sezione criminalità organizzata. Nondimeno, il vice questore aggiunto Franco Oliveri, che oltre a dirigere la sezione antiracket oggi sovrintende anche alla narcotici, ha avuto ugualmente modo di farsi apprezzare, e di guadagnarsi i meritatissimi complimenti del dirigente, per l’efficientissimo lavoro organizzativo che ha permesso di eseguire con successo l’operazione. Compito non facile, visto che si è operato decine di arresti soprattutto concentrati nello stesso quartiere, ma anche in altre regioni, senza farsi sfuggire nessun indagato.Un’operazione da manuale, insomma, sia nella fase investigativa che in quella esecutiva, che ha ricevuto anche i complimenti del Procuratore Pignatone.

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