giovedì 26 aprile 2018 07:30
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Operazione Matrioska. La Guardia di Finanza sequestra 20 milioni alla cosca Alvaro: dettagli foto ed elenco beni

Reggio Calabria. L’operazione Matrioska, condotta dai Finanzieri del Gico (Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, in collaborazione con lo Scico (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) di Roma, ha interessato beni mobili ed immobili siti a Roma ed in vari comuni della provincia di Reggio Calabria, principalmente riconducibili a Carmine Alvaro (di 57 anni), capo carismatico del gruppo criminale degli Alvaro di Sinopoli noto come “carni i cani”, già condannato per associazione mafiosa pluriaggravata e concorso in riciclaggio.
I provvedimenti di sequestro – emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta del Procuratore Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Dott. Giuseppe Pignatone – hanno riguardato, nel loro complesso, tutti i sodali della cosca Alvaro condannati, il 7 aprile scorso, dal Tribunale di Reggio Calabria a pesanti pene in seguito all’operazione Virus, condotta dall’Arma dei Carabinieri nel corso del 2009 e coordinata dal Sostituto Procuratore Roberto Di Palma.
I risultati dell’operazione Matrioska sono stati illustrati questa mattina, presso il Comando provinciale della Guardia di Finanza, dal procuratore Pignatone, dal comandante provinciale Gdf, colonnello Alberto Reda, dal tenente colonnello Luca Albertario (Scico), dal tenente colonnello Luca Cervi (Nucleo di Polizia Tributaria) e dal maggiore Gerardo Mastrodomenico (Gico).
Un contributo importante è derivato anche dal riascolto delle intercettazioni telefoniche eseguite dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria in ordine alla cattura di Carmine Alvaro, avvenuta nel 2005.
Con i medesimi provvedimenti è stato disposto, altresì, il sequestro di conti correnti bancari, postali e di prodotti assicurativi intestati allo stesso boss Carmine Alvaro, nonché a Domenico Alvaro (di 73 anni), Felice Antonio Romeo (di 48 anni), Maurizio Grillone (di 38 anni) ed ai rispettivi familiari conviventi.
In particolare Felice Romeo, geometra e direttore dei lavori presso l’Afor (Azienda forestale della Regione Calabria) fungeva da “trait d’union’ per l’operazione di riciclaggio di valuta estera tra il boss latitante dei “carni i cani”, Carmine Alvaro, e Maurizio Grillone, mente finanziaria e affaristica dell’operazione del cambio dei dinari jugoslavi, che si relazionava tra l’altro con funzionari di banca e commercialisti interessati all’affare.
L’ingente patrimonio sequestrato oggi dalla Guardia di Finanza, costituito complessivamente da numerosi terreni (per lo più uliveti, estesi per oltre 40 ettari) situati a ridosso dei Comuni di Roma, Sinopoli e Seminara, 9 fabbricati ubicati in Reggio Calabria, Sant’Eufemia d’Aspromonte e Roma, 2 autovetture di grossa cilindrata (tra cui una un’Audi A3 V6 3.0 di recente immatricolazione) ed una azienda olivicola, è stato individuato grazie a complesse indagini di natura economico-patrimoniale che hanno consentito di svelare i reali proprietari della ricchezza, a fronte di intestazioni fittizie a soggetti terzi.
Particolare non trascurabile è l’attenzione, da sempre, dedicata al possesso del terreno da parte della ‘ndrangheta. Terreni che spesso sono stati sottratti ai vecchi latifondisti attraverso l’intimidazione e senza il pagamento di alcun corrispettivo ovvero acquistati a prezzi bassissimi anche avvalendosi di contributi all’agricoltura nell’ambito della Politica Agricola Comune.
Le investigazioni – avviate a partire dalla ricostruzione storica dei nuclei familiari degli Alvaro e proseguite poi con la disamina di centinaia di negozi giuridici e di altrettanti atti giudiziari che hanno riguardato, nell’ultimo decennio, la stessa consorteria criminale – hanno evidenziato la assoluta sproporzione tra i redditi dichiarati nell’ultimo ventennio dal boss Carmine Alvaro, dai suoi familiari e dagli altri soggetti coinvolti nell’operazione, rappresentati da modesti emolumenti percepiti, sino alla fine degli anni ’90, dall’Afor e dall’Inps, ed il cospicuo patrimonio immobiliare rinvenuto.
Evidentissima la posizione del figlio di Carmine, Domenico di 33 anni – attualmente recluso presso la Casa Circondariale di Padova – che seppur in “totale assenza di redditi”, è risultato, di fatto, proprietario, nel Comune di Roma, di un intero edificio, costituito da 3 piani fuori terra (ciascun piano esteso per oltre 300 mq), totalmente “abusivo”, nel frattempo, divenuto di proprietà del Comune di Roma a seguito di espropriazione forzosa.
Si tratta, più nel dettaglio, di un fabbricato costruito su un terreno, sito nella periferia est di Roma, formalmente acquistato nei primi anni ’90 da una anziana parente di Domenico Cutrì, di 38 anni, (marito di Grazia, figlia del boss Carmine Alvaro), balzato alle cronache nazionali nell’autunno del 2008 allorquando fu ucciso, all’età di 38 anni, nei pressi del cimitero di Sinopoli da un giovane compaesano, probabilmente per motivazioni banali. Proprio in tale tragica circostanza emerse nuovamente la forza criminale degli Alvaro considerato che il giovane assassino del genero di Carmine Alvaro, Domenico Marsetti di 32 anni, resosi latitante, fu rinvenuto morto per colpi di arma da fuoco nella campagna romana poche ore dopo il barbaro omicidio.
Proprio Domenico Cutrì sembrava essere stato destinato dal suocero, già prima di convolare a nozze con la figlia del boss, alla gestione degli affari patrimoniali della famiglia. Infatti, in una conversazione registrata nel gennaio del 1997 all’interno di un’autovettura uno dei figli di Carmine Alvaro parlando con un cugino diceva testualmente, riferendosi a Domenico Cutrì, “…lui invece può fare…per tutta la famiglia…lui è mio cognato, mio padre gli da la terra a lui…perché lui non ha precedenti, non ha niente, …fra due tre mesi si sposa…”
Anche Maurizio Grillone – commercialista di Reggio Calabria, ritenuto la “mente” finanziaria della cosca Alvaro – “carni i cani” – ha manifestato un eccessivo dinamismo nelle acquisizioni immobiliari, risultando proprietario, in netto contrasto, per evidente sproporzione, rispetto alla condizione reddituale propria e dei suoi familiari, di quattro prestigiosi appartamenti nel capoluogo reggino (quartiere di Santa Caterina, via De Nava e via Rausei).
Gli sforzi sinergicamente condotti dalla magistratura e dalla Guardia di Finanza per giungere all’operazione di oggi riaffermano, ancora una volta, l’importanza dell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata, quale arma efficace per contrastarne il potere e tutelare il fragile tessuto economico reggino.

L’elenco dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza:
Bene 1: nr. 32 appezzamenti di terreni, coltivati ad uliveto, siti in Sinopoli (RC);
luogo del sequestro: Sinopoli (RC);
soggetti titolari dei beni: Cervini Teresa, Repaci Stefania e Repaci Gabriella (eredi di Repaci Guido, deceduto il 13.2.2007, formale intestatario dei terreni in sequestro); Grilli Giuseppina, Repaci Alessandra e Repaci Daniela (eredi di Repaci Italo, deceduto il 2.5.1980, formale intestatario dei terreni in sequestro); Capua Vincenzo;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Carmine.

Bene 2: nr. 1 terreno sito in Roma;
luogo del sequestro: Roma;
soggetti titolari dei beni: Alvaro Domenico cl. ’77, figlio del boss Alvaro Carmine;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Carmine.

Bene 3: nr. 2 terreni siti in Roma;
luogo del sequestro: Roma;
soggetti titolari dei beni: Sorci Franca cl. ‘46;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Carmine.

Bene 4: nr. 1 terreno sito in Roma, con sovrastante fabbricato multipiano abusivo;
luogo del sequestro: Roma;
soggetti titolari dei beni: comune di Roma;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Carmine.

Bene 5: nr. 1 fabbricato sito in Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC);
luogo del sequestro: Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC);
soggetti titolari dei beni: Anile Amalia;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Carmine.

Bene 6: nr. 1 autovettura di grossa cilindrata (Audi A6 V6 3.0);
luogo del sequestro: Sinopoli (RC);
soggetti titolari dei beni: Alvaro Grazia;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Carmine.

Bene 7: nr. 1 azienda olivicola sita in Sinopoli (RC);
luogo del sequestro: Sinopoli (RC);
soggetti titolari dei beni: Labbozzetta Giuseppa, moglie del boss Alvaro Carmine;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Carmine.

Bene 8: nr. 3 terreni, coltivati ad uliveto, siti in Seminara (RC);
luogo del sequestro: Seminara (RC);
soggetti titolari dei beni: Alvaro Paolo e Alvaro Francesco, figli di Alvaro Domenico cl. ‘37;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Domenico cl. ’37.

Bene 9: nr. 6 terreni, coltivati ad uliveto, siti in Melicuccà (RC);
luogo del sequestro: Melicuccà (RC);
soggetti titolari dei beni: Alvaro Carmine cl. ’74 e Alvaro Giuseppe, figli di Alvaro Domenico cl. ‘37;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Domenico cl. ’37.

Bene 10: nr. 3 terreni, coltivati ad uliveto, siti in Melicuccà (RC);
luogo del sequestro: Melicuccà (RC);
soggetti titolari dei beni: Alvaro Cosimo, figlio di Alvaro Domenico cl. ‘37;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Alvaro Domenico cl. ’37.

Bene 11: nr. 1 immobile sito in Reggio Calabria;
luogo del sequestro: Reggio Calabria;
soggetti titolari dei beni: Romeo Felice Antonio e Falcone Anna Maria;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Romeo Felice Antonio.

Bene 12: nr. 1 autovettura di grossa cilindrata (Bmw serie 5);
luogo del sequestro: Reggio Calabria;
soggetti titolari dei beni: Romeo Felice Antonio;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Romeo Felice Antonio.

Bene 13: nr. 5 immobili, adibiti a civile abitazione, siti in Reggio Calabria;
luogo del sequestro: Reggio Calabria;
soggetti titolari dei beni: Grillone Maurizio e Scappatura Vittoria;
soggetti a cui i beni sono riconducibili: Grillone Maurizio.

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