venerdì 20 aprile 2018 14:45
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Palermo. Chiedono aiuto al 112, i Carabinieri arrestano 4 persone

Palermo. Sono sempre più numerose le pattuglie che il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo diretto dal colonnello Teo Luzi impegna quotidianamente su tutto il territorio, con un duplice scopo, da un lato l’attività preventiva di tutela del cittadino e del patrimonio e dall’altro quella di repressione e contrasto ai reati. Massima la sinergia tra le Gazzelle del Nucleo Radiomobile e le pattuglie delle Stazioni Carabinieri con la Centrale Operativa, centro nevralgico dell’Arma dove giungono le segnalazioni dei cittadini che contattando il 112 richiedono il loro intervento.
Gli ultimi due arresti effettuati dai Carabinieri, sono la dimostrazione di questa efficienza, diverse situazioni che hanno però in comune una richiesta d’intervento, dove la prontezza dei Carabinieri ed il loro tempestivo ed immediato l’intervento ha avuto la meglio sull’intento criminale dei malviventi.

Tentata estorsione ai danni di un parroco.
Il primo episodio vede come vittima un sacerdote minacciato da un uomo in evidente stato di ebbrezza alcolica. Quest’ultimo prima gli ha chiesto con insistenza alcuni euro poi, di fronte al rifiuto del parroco, ha cominciato a minacciarlo per poi passare alle vie di fatto e danneggiare il portone della chiesa fino a scagliarsi contro l’autovettura del prelato che si è trovato costretto a chiudersi dentro la canonica e a richiedere l’intervento dei Carabinieri. È così che una Gazzella del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Palermo è giunta in pochi minuti presso la chiesa del “SS. Salvatore” in Corso dei Mille, teatro di questo fatto di cronaca. A finire in manette, accusato di tentata estorsione, il palermitano 28enne F.C., residente in via Epifanio Li Puma. Ad accorrere in aiuto del parroco 32enne, al termine dell’intervento saranno ben tre pattuglie del Nucleo Radiomobile di Palermo, allertate dalla Centrale Operativa del 112. Al loro arrivo, i militari dell’Arma hanno sorpreso il giovane che, in evidente stato di ebbrezza alcolica, si stava scagliando con violenza contro una Fiat Punto, di proprietà del parroco, reo di non avergli voluto dare il denaro richiesto. Anche se con qualche difficoltà i Carabinieri sono riusciti a bloccare il pregiudicato riuscendo poi ad entrare in canonica ed a soccorrere il sacerdote che terrorizzato dal giovane si era barricato all’interno. Quest’ultimo ha raccontato ai Carabinieri di essere stato inseguito e minacciato dall’uomo al quale aveva negato il danaro chiestigli con insistenza, tanto da vedersi costretto a rinchiudersi all’interno della canonica e a chiamare i Carabinieri. Prima dell’arrivo delle gazzelle, inoltre, il giovane aveva tentato di sfondare il portone d’ingresso della chiesa per poi scagliare alcuni vasi e, infine, dirigersi contro l’utilitaria dello stesso prelato. Una volta in caserma, F.C. è stato dichiarato in stato di arresto per “tentata estorsione” per poi essere giudicato con rito direttissimo a seguito del quale è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Rapina ai danni di una prostituta.
Nel secondo episodio è circa l’una di notte quando giunge al 112 una telefonata che segnala una rapina in via Lincoln ai danni di una prostituta, gli autori sono tre uomini fuggiti a bordo di una Volkswagen Golf di colore rosso. Una pattuglia della Stazione di Acqua dei Corsari impegnata in un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Palermo ricevuta la nota si dirige verso la zona del lungomare, probabile via di fuga alla ricerca della Golf.
Dopo pochi minuti viene intercettata in via Messina Marine, i militari riconoscono nell’auto incrociata le caratteristiche segnalate dalla Centrale Operativa e le tre persone a bordo, la macchina inoltre viaggia a fari spenti a velocità sostenuta in direzione di Villabate. Dopo un lungo e pericoloso inseguimento, durante il quale il conducente della Golf nonostante i Carabinieri abbiano più volte intimato l’alt anziché diminuire la velocità, ha continuato ad accelerare costringendo i militari a uno zig zag tra autovetture e motocicli causando non pochi pericoli per la circolazione stradale, i militari riescono ad avere la meglio ed a fermare l’autovettura in via Filippo Pecoraino mentre giungono in ausilio altre gazzelle dell’Arma.
Immediatamente dopo i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione personale e dell’autovettura e nello stesso tempo hanno provveduto a ricercare nel percorso, gli oggetti che i militari avevano visto lanciare dai fuggitivi inseguiti durante la concitata fase dell’inseguimento.
A circa 100 metri dalla via Pecoraino è stata rinvenuta una pistola semiautomatica calibro 8 a salve compresa di serbatoio con 4 cartucce del medesimo calibro sprovvista di tappo rosso, una borsa con all’interno 2 telefonini cellulari, un portafoglio in similpelle di colore nero. All’interno dell’autovettura è stato trovato un tira pugni in metallo cromato e due scalda-collo in stoffa tipo pile utilizzati da due di loro travisarsi.
I tre sono stati in seguito identificati in S.T. palermitano di 24 anni, C.D.M. palermitano di 21 anni ed E.A.A. palermitano di 20 anni, sono stati accompagnati negli Uffici della Stazione di Acqua dei Corsari dove sono stati riconosciuti dalla vittima della rapina.
Secondo una prima ricostruzione C.D.M. ed E.A.A., dopo essere scesi a viso scoperto dall’autovettura, prima di compiere la rapina, si erano coperti il viso indossando poi lo scalda-collo in pile, immediatamente dopo uno di loro armato di pistola, ha minacciato la vittima costringendola a consegnare loro la borsa per poi scappare a bordo dell’auto condotta da S.T..
Infine da un controllo dei Carabinieri è risultato che S.T. era privo di patente perché revocatagli e che l’autovettura era sprovvista di copertura assicurativa, per cui i militari hanno provveduto a denunciare in stato di libertà il giovane per guida senza patente e sequestrare l’automezzo. I tre uomini sono stati tratti in arresto con l’accusa di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale e condotti presso la casa Circondariale Ucciardone di Palermo.

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