venerdì 20 aprile 2018 22:14
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Locri. Finanzieri informavano dei controlli: 4 arresti e 61 denunce delle Fiamme Gialle

Incidenti fasulli, con la compiacenza di medici, periti tecnici e un carabiniere

Locri (Reggio Calabria). Le Fiamme Gialle di Locri, sulla base di indagini coordinate dal Procuratore Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone e dirette dal Procuratore Aggiunto Nicola Gratteri, coadiuvato dalla dott.ssa Maria Luisa Miranda, hanno arrestato un noto commercialista di Siderno, il quale, allo scopo di favorire anche gli interessi di ditte riconducibili in alcuni casi alla locale criminalità organizzata, aveva intrattenuto fitti rapporti confidenziali con un ufficiale e con un maresciallo del Corpo, entrambi già in servizio presso la stessa Compagnia di Locri e, da tempo, trasferiti ad altra sede.
Attraverso privilegiati contatti con il maresciallo, il commercialista riusciva, infatti, a reperire notizie riservate su accertamenti fiscali in corso, al fine di condizionare l’esito finale dei controlli a vantaggio dei suoi “clienti”.
L’ufficiale, che in passato (tra il 2001 ed il 2002) ha operato presso la Compagnia di Locri, inoltre, intratteneva con un altro maresciallo, ancora in servizio presso lo stesso reparto, relazioni finalizzate ad accomodare attività di verifica fiscale.
A dare il via all’inchiesta circa due anni fa, sono stati i dubbi sorti su strane fughe di notizie dagli uffici della Finanza di Locri. All’esito dei primi accertamenti riservati i sospetti sembravano convergere sulla pista interna, sono state, pertanto, avviate penetranti attività investigative che attraverso il massiccio impiego di intercettazioni telefoniche, ambientali e videoregistrazioni hanno consentito di portare alla luce l’articolato sistema corruttivo.
Significativo appare il fatto che siano stati gli stessi finanzieri a portare avanti la delicata attività d’indagine, come sottolineato in un preciso passaggio dallo stesso Giudice per le Indagini Preliminari, Kate Tassone, che nell’ordinanza di custodia cautelare rimarca come: “non può non evidenziarsi la tempestività con cui le indagini sono state condotte dallo stesso Corpo di appartenenza dei militari indagati e con il quale sono state formulate le richieste all’Autorità procedente”.
Particolarmente significative si sono rivelate, in proposito, le intercettazioni audiovisive eseguite presso lo studio commerciale del ragioniere arrestato, che hanno evidenziato la frequente presenza in quel luogo di uno dei due ispettori.
Le indagini tecniche hanno, anche, permesso di scoprire un vasto giro di incidenti stradali fasulli posti in essere con la compiacenza di medici, che redigevano falsi certificati sanitari con riguardo a danni fisici inesistenti, un carabiniere, che eseguiva i rilievi stradali, e periti assicurativi, che convalidavano le pratiche assicurative.
Il meccanismo delle truffe, che vede coinvolto l’ufficiale, era tanto semplice quanto efficace. Venivano, infatti, reperiti i mezzi, trovati i soggetti falsi feriti, procurati referti medici ad hoc e fatti eseguire sul luogo del finto incidente i necessari rilievi di polizia.
Su una vettura, in particolare, poi volutamente incidentata per inscenare un falso sinistro, gli investigatori avevano addirittura posizionato una microspia potendo, così, ascoltare in diretta quanto stava accadendo.

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