L’assessore Caligiuri ha insediato la Commissione “Beni e Attività Culturali” della Conferenza delle Regioni

Catanzaro. L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha insediato, questa mattina,  nella sede della delegazione di Roma, delegato dal Presidente Giuseppe Scopelliti, nella qualità di Presidente della Regione capofila per la materia, la Commissione “Beni e Attività Culturali” della Conferenza delle Regioni e Province autonome. L’incontro – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – ha visto la partecipazione degli assessori regionali italiani alla cultura della Lombardia: Massimo Buscami, del Lazio: Fabiano Santini, del Friuli Venezia Giulia: Roberto Molinaro, della Basilicata: Rosa Mastrosimone, del Veneto: Marino Zorzano, della Sicilia: Gaetano Armao, della Puglia: Silvia Godelli. Per le altri Regioni erano presenti, invece, i relativi rappresentanti tecnici. L’assessore Caligiuri, nel sorso del suo intervento introduttivo ha affermato che “la cultura non è figlia di un Dio minore ma rappresenta l’asse portante dello sviluppo nazionale e delle singole regioni, considerato anche che i due terzi dei beni culturali mondiali si trovano nel nostro Paese”. Nel corso della riunione è stata evidenziata, tra l’altro, la necessità di raccordarsi con le politiche del Ministero dei Beni Culturali e con le iniziative parlamentari. E’ stato stilato, poi, un calendario delle sedute per il 2010. Già dalla prossima riunione, prevista per il sette luglio, saranno avviate le audizioni con rappresentanti ed associazioni del settore e verrà chiesto un incontro con il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. L’assessore Caligiuri ha, inoltre, condiviso con i colleghi assessori l’intenzione di valutare l’opportunità di indire, nel prossimo autunno, gli Stati Generali della Cultura delle Regioni, come momento di riflessione su un settore strategico e trasversale dello sviluppo economico e civile di tutte le regioni italiane, che va posto in particolare evidenza, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’unità nazionale. Infine, è stata prospettata una riflessione su un possibile modello di federalismo anche nel settore culturale che non si identifichi nella mera rivendicazione di maggiori risorse economiche da parte dei singoli territori, ma che si traduca  in una visione ed in un progetto per l’Italia del futuro.

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