giovedì 26 aprile 2018 20:50
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La Rosa (Prc): “La crisi del centrodestra dimostra che il modello Reggio non è mai esistito”

Reggio Calabria. La gravissima crisi in cui versa la maggioranza di centrodestra al Comune di Reggio Calabria, una crisi il cui prezzo cadrà interamente sulla cittadinanza, dimostra in maniera totale e inoppugnabile l’inesistenza del cosiddetto “modello Reggio”, autentica e mistificante costruzione ideologica con la quale Scopelliti ha costruito la sua ascesa politico-elettorale. Lo scontro intestino alla maggioranza è una pura e semplice battaglia di potere. Uno scontro crudo, pieno di ipocrisie e di strumentalizzazioni, a tratti anche volgare, uno scontro in cui l’interesse della città e dei cittadini è letteralmente violentato. C’è un vuoto politico-amministrativo che emerge dirompente. Il “grande capo” (leggi: Scopelliti) non c’è più o è lontano, la sua successione fa gola a tanti politicanti di vecchia data e opportunisti dell’ultimo momento, il sindaco “traghettatore” ha provato a giocare la sua partita personale. E, quindi, ecco gli scontri intestini, il dileguarsi dei ruoli e delle responsabilità, le autocandidature prive del benché minimo respiro politico-programmatico, proprio nel mentre i nodi delle risorse pubbliche saccheggiate cominciano a venire al pettine. Raffa sostiene che vi siano motivazioni non politiche alla base della sfiducia mossa nei suoi confronti. Di più, con una denuncia gravissima che getta un’ombra inquietante sul Comune di Reggio Calabria, afferma che non vi sono le condizioni minime per l’agibilità democratica e per la corretta attività amministrativa. Praticamente, le stesse cose che le forze di sinistra proclamano da anni, ovvero l’immoralità e l’arroganza oligarchica delle scelte politico-amministrative, ovvero ancora l’inesistenza di un “modello Reggio” quale esempio di buon governo e di sviluppo della città. Dopo le contestazioni puntuali di parte dell’opposizione, dopo le inchieste giudiziarie che hanno fatto emergere frequentazioni e rapporti equivoci, ecco che anche dall’interno del PdL giungono pesanti accuse sulla mancanza di trasparenza e legalità nella gestione amministrativa di Palazzo San Giorgio. Raffa ha servito gli interessi dello “scopellitismo”, è stata una pedina utilizzata strumentalmente (anche nella sua nomina di vice-sindaco non troppo ingombrante), e appena ha provato ad alzare la testa e a svolgere in autonomia il suo ruolo, il “grande capo” – per il tramite dei suoi ascari della maggioranza amministrativa – lo ha frustrato ed umiliato pubblicamente. Ora Raffa deve andare fino in fondo, non soltanto rassegnando le dimissioni e anticipando la fine di questa ingloriosa consiliatura, ma anche chiarendo e specificando cosa intende dire quando sostiene l’assenza di agibilità democratica. Egli non può fare allusioni a personaggi e situazioni, senza chiarire in maniera eloquente. Deve avere il coraggio di dire che è Scopelliti a muovere le proprie pedine secondo i suoi interessi personali e infischiandosene del buon funzionamento del Comune di Reggio Calabria. Deve avere l’onestà intellettuale di ammettere la mala politica che da anni governa la città di Reggio Calabria e che ha costruito quell’incredibile e devastante grumo di potere che definiamo “scopellitismo”. Sarebbe anche il modo migliore per dimostrare la sua alterità, la sua diversità rispetto a Scopelliti e ai suoi “servi sciocchi”. L’alternativa non è più soltanto una necessità politica, è diventata un’autentica emergenza morale. Reggio Calabria deve essere restituita alla democrazia partecipata, non può più essere patrimonio di un signorotto politico che ne usa e abusa secondo i suoi interessi. Questo vogliamo fare, insieme e grazie alla candidatura di Massimo Canale. Sarebbe davvero ora che tutto il centrosinistra, nessuno escluso, comprendesse la gravità della situazione e si unisse in un grande progetto per il futuro.

Il Segretario Provinciale PRC
Antonio Larosa

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