giovedì 19 aprile 2018 11:43
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Maxi operazione antidroga in Calabria: fermate 77 persone e sequestrati beni per 200 milioni euro

Catanzaro. I militari del Nucleo di Polizia tributaria e dello Scico della Guardia di Finanza, assieme ai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, stanno portando a compimento una maxi operazione, definita “Overloading” volta a smantellare un traffico internazionale di droga tra l’Italia ed il Sudamerica. Su disposizione della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catanzaro sono state emesse 77 misure di fermo. Nell’ambito della stessa inchiesta è stato ordinato il sequestro di un elenco di beni per un valore complessivo pari a 200 milioni di euro.  L’attività investigativa ha messo nel mirino un’organizzazione formata da affiliati a svariati clan della ‘ndrangheta, tra cui le cosche  Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, di San Luca, in provincia di Reggio Calabria ed i  clan Muto e Chirillo, i cui interessi criminali traggono origine a Cetraro, in provincia di Cosenza, centro strategico per la pianificazione e la realizzazione del disegno criminale dell’associazione. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, sarebbe stato lo stesso Franco Muto, boss dell’omonima cosca, a reggere le file dell’organizzazione. Lo faceva dal carcere dando precise indicazione ai figli durante i periodici colloqui all’interno della casa di reclusione in cui si trova ristretto. In particolare, sono cinque i membri delle cosche di San Luca che sono state fermate. Destinatario di uno dei provvedimenti di fermo anche il colonnello dei carabinieri Luigi Verde,  57 anni, in servizio a  Bolzano. Nel corso della perquisizione effettuata all’interno della residenza privata dell’alto ufficiale  dell’Arma sono state rinvenute armi da guerra. Presente in casa anche materiale esplosivo. Sulla scorta di quanto filtra in queste ore il colonnello rivestiva una funzione di rilievo nell’ambito del trasferimento delle sostanze stupefacenti.  Il reato addebitato ai soggetti destinatari del provvedimento di fermo è quello di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di droga e armi. Le misure di fermo sono state effettuate in numerose regioni tra cui Calabria, Sicilia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto. Tra le persone fermate figura l’immobiliarista 33enne Federico Marcaccini, conosciuto a Roma come “Pupone” e che secondo gli inquirenti aveva una veste di particolare importanza nell’ambito delle attività criminali commesse dall’associazione dedita al traffico di cocaina. Marcaccini, è il proprietario di buona parte dei beni che sono stati oggetto del sequestro odierno. L’imprenditore è accusato di aver immesso il denaro necessario all’approvvigionamento della cocaina in Brasile, Colombia e Venezuela, per conto delle cosche  Pelle e Strangio. L’inchiesta ha colpito sia l’attività di spaccio che il vasto giro di cocaina che aveva un respiro di natura internazionale ed al centro del quale vi era un intermediario in collegamento con i diversi clan. Nell’elenco dei beni sequestrati figurano trenta società di capitali, 28 autoveicoli, 16 appezzamenti di terreno, dieci imprese individuali, 9 fabbricati oltre a polizze assicurative, quote societarie e rapporti bancari.

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