venerdì 20 aprile 2018 22:10
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‘Ndrangheta. Sette arresti della cosca Piromalli per estorsione: foto e nomi

Reggio Calabria. Alle prime ore di oggi, personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria, del Commissariato di Gioia Tauro e del Servizio centrale operativo di Roma, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 559/09 RGNR-DDA, 2409/10 RGGIP DDA, 92/10 CC-DDA emessa dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria Kate Tassone, su richiesta della locale DDA, ha tratto in arresto:

  1. Girolamo Piromalli, nato a Gioia Tauro, 30 anni;
  2. Santo La Rosa, nato a Gioia Tauro, 43 anni;
  3. Cosimo Romagnosi, nato a Cinquefrondi e residente a Gioia Tauro, 27 anni;
  4. Vincenzo Plateroti, nato a Gioia Tauro, 41 anni;
  5. Salvatore Plateroti, nato a Gioia Tauro, 20 anni;
  6. Domenico Gulluni, nato a Gioia Tauro, 23 anni;
  7. Vincenzo Bonasorta, nato a Polistena e residente a Gioia Tauro, 40 anni.

I sette sono ritenuti responsabili dei reati di cui agli articoli 81, 110, 56, 629 c.p. e 7 L. 203/91, poiché in concorso tra loro avrebbero compiuto atti idonei diretti in modo inequivoco a costringere due imprenditori di Gioia Tauro con implicite e reiterate minacce, consistite, tra l’altro, nell’avvalersi della forza intimidatoria derivante dalla vicinanza alla cosca Piromalli di alcuni di essi, a versare una somma di denaro corrispondente a euro 30 mila e, quindi, a procurarsi un ingiusto profitto con pari danno per le persone offese. Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta, in particolare della sua articolazione territoriale nota come “cosca Piromalli”. Con l’ulteriore aggravante del “metodo mafioso”, consistente nell’ostentare, in maniera evidente e provocatoria, una condotta idonea ad esercitare sui soggetti passivi quella particolare coartazione e quella conseguente intimidazione, proprie delle organizzazioni mafiose.
L’indagine ha inizio nell’aprile del 2010 con l’esecuzione di attività tecniche che hanno consentito di provare come, in atto, vi fosse un tentativo di estorsione in danno dei due imprenditori gioiesi da anni inseriti nel tessuto economico della città e dell’intera regione Calabria, con imprese importanti.
Le registrazioni video hanno permesso di immortalare gli arrestati mentre si recavano presso la sede delle imprese, mentre, attraverso servizi di intercettazione telefonica ed ambientale, si è comprovata la richiesta di pagamento, a titolo estorsivo, di una somma di denaro pari a 30 mila euro.
Quanto raccolto nel corso delle indagini, ha trovato conferma nelle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria ed ai magistrati della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria dalle parti offese.
I soggetti colpiti da provvedimento restrittivo sono tutti organici alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, in particolare Girolamo Piromalli, 30 anni, già colpito da provvedimento di fermo nell’operazione “Cent’anni di storia”, successivamente non convalidato per carenza di elementi indiziari, è figlio di Gioacchino Piromalli, di 57 anni, a sua volta cugino del capo cosca Giuseppe Piromalli, 65 anni, detto “facciazza”.

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