mercoledì 25 aprile 2018 10:18
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Sequestro Cartisano: i parenti dei condannati sono risaliti sul tetto del Municipio di Africo ed hanno iniziato lo sciopero della fame

Africo (Reggio Calabria). Sono risaliti sul tetto del Palazzo Comunale di Africo i tre familiari di Carmelo, Leo Pasquale e Santo Modafferi e di Santo Glicora, i detenuti considerati  che una sentenza ha giudicato essere gli autori del rapimento di Adolfo Cartisano, il fotografo di Bovalino sequestrato il 22 luglio del 1993 e mai più ritornato a casa. Il suo corpo fu ritrovato senza vita sui monti dell’Aspromonte grazie ad una segnalazione pervenuta ai familiari. La protesta è stata inscenata dai parenti dei condannati, che fino al momento hanno scontato 16 anni dei 30 anni di reclusione loro inflitti, nel convincimento che i giudici del Tribunale di Catanzaro, davanti al quale si sta svolgendo il dibattimento aperto per una eventuale revisione del processo nel quale i quattro sono stati condannati, non avrebbero preso in considerazione elementi scaturiti successivamente. Tra questi, le dichiarazioni di Giovanni Criaco, che si sarebbe assunto la responsabilità del rapimento, escludendo che i condannati abbiano avuto un qualasiasi ruolo.  I parenti che sono sul tetto del Municipio hanno anche dato inizio allo sciopero della fame e invocano l’intervento del ministro della Giustizia e del Procuratore generale di Catanzaro. L’azione, attuata dai responsabili del commissariato di Polizia e tesa a convincere i manifestanti ad interrompere la protesta, è stata efficace solo parzialmente in quanto i tre, dopo essere scesi momentaneamente dal tetto, sono risaliti dopo poco.

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