venerdì 20 aprile 2018 14:39
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Vibo. Anziano morto in casa di riposo: rinviate a giudizio 9 persone

Vibo Valentia. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, ha rinviato a giudizio nove persone accusate dei reati di maltrattamenti e omicidio colposo  in relazione al decesso dell’ultraottantenne Alfonso Mosca. L’anziano spirò il il 29 dicembre del 2005 all’interno di una casa di riposo di Serrastretta presso cui era stato accompagnato dopo che per due mesi aveva trovato ricovero nella residenza sanitaria per anziani di via Moderata Durant all’interno della quale si sarebbero consumati i crimini per i quali è stato disposto di celebrare il processo. Le persone che siederanno sul banco degli imputati sono il 54enne Giuseppe Iorfino, di Arena e direttore sanitario della struttura per anziani di Vibo Valentia, il caposala della medesima casa di riposo, Luciano Scarmato, 55 anni, di San Pietro di Caridà e gli infermieri professionali Francesca De Filippis, 45 anni, di Vibo Valentia, Patrizia Maria Concetta Giordano, 43 anni, di Vibo Valentia, Maria Concetta Macaluso, 38 anni, di San Cataldo, Salvatore Maiorana, 43 anni, di Vibo Valentia, Maria Teresa Mandaradoni, 34 anni, di Vibo Valentia, Antonio Potenza, 53 anni, di Vibo Valentia, Francesco Scidà, 51 anni, di Vazzano. Contestualmente è stato prosciolto il 67enne Giustino Ranieri, ex commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Erano stati i parenti di Mosca a denunciare la vicenda da cui  poi scaturì un’inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Michele Sirgiovanni. Sulla scorta di quanto sarebbe emerso nel corso dell’attività investigativa, l’anziano, che peraltro non era autosufficiente, sarebbe stato abbandonato in condizioni indecenti all’interno della struttura vibonese, senza che nessuno provvedesse alla pulizia dei suoi bisogni, senza che fossero curate le piaghe di decubito che ne segnavano il corpo, ma anzi vessandolo, malmenandolo e inducendolo anche con la forza a non invocare il soccorso del  personale della casa di riposo.

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