venerdì 20 aprile 2018 01:25
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Catania. Operazione “Piazza Pulita”, arrestate 10 persone

Catania. Nella notte i Carabinieri della Compagnia di Catania Fontanarossa hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Catania Carlo Cannella, a carico di dieci persone tutte ritenute responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico e vendita di sostanze stupefacente. Per loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere ad eccezione di uno di loro, per il quale l’autorità giudiziaria ha disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Le indagini – coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Antonella Barrera – hanno avuto inizio nell’agosto 2009 quando gli odierni indagati avrebbero approntato un vero e proprio mercato all’aperto della droga sotto i portici del Viale Grimaldi 10, già noto alla cronache come uno dei principali centri di stoccaggio e vendita di sostanze stupefacenti. La morfologia del territorio dove sorge il palazzo del Viale Grimaldi 10 e la fitta rete di vedette e fiancheggiatori che sorvegliano lo stabile hanno reso le investigazioni particolarmente complesse, tuttavia con l’ausilio delle moderne tecnologie è stato possibile filmare tutti i movimenti e individuare esattamente i componenti dell’associazione senza essere scoperti.
L’attività illecita si poggiava su di una rigida articolazione interna, fatta di complici che a vario titolo contribuivano al perfetto funzionamento dell’organizzazione. Il presunto capo dell’organizzazione ad ognuno aveva assegnato un ruolo, un compito e un turno di lavoro; le “vedette” circondavano l’edificio, alcune a piedi, altre su dei motorini, con il compito di vigilare la via di accesso al palazzo e avvisare dell’eventuale arrivo delle Forze dell’Ordine, il “cassiere” aveva il compito di custodire gli incassi dell’attività di spaccio, gli “spacciatori” che materialmente vendevano le dosi di marijuana agli acquirenti. Tra i sodali – a turno – vi era anche chi aveva il compito di rifornire lo spacciatore con il carico di dosi quando le stesse stavano per terminare.
Durante tutta la fase di osservazione è emerso che l’organizzazione riusciva a smerciare mediamente 80 – 100 dosi di marijuana all’ora con un incasso giornaliero che si aggirava attorno ai 10.000 euro.
La vendita di droga a volte era così frenetica che in alcuni momenti della giornata si creava la fila di autovetture con gli avventori in attesa, poiché lo spacciatore aveva terminato le dosi e attendeva anch’egli il nuovo carico di droga. Dall’attività di monitoraggio e registrazione si è passati poi ad una fase d’intervento immediato con una serie di arresti in flagranza di reato sempre nei confronti degli odierni indagati e di altri spacciatori che nel corso del tempo si sono avvicendati. In due anni di investigazioni e di attività repressiva rivolta sempre all’indirizzo del famigerato palazzo del Viale Grimaldi 10, i Carabinieri di Fontanarossa hanno tratto in arresto in flagranza di reato 33 spacciatori, hanno sequestrato complessivamente 5 kg di marijuana, 200 grammi di cocaina, armi e munizioni illegalmente detenute, e recuperato somme in denaro pari a 5,000 euro.
Inoltre lo scorso Ottobre, i Carabinieri hanno anche sequestrato un sofisticato impianto di videosorveglianza istallato proprio sul tetto del palazzo del viale Grimaldi 10. Dagli accertamenti effettuati è poi emerso che gli spacciatori usavano la telecamera per controllare la caserma e i movimenti delle auto dei Carabinieri. Tutto l’apparato di sorveglianza – che è stato sequestrato – era collegato proprio all’abitazione di uno degli odierni arrestati. La disarticolazione del gruppo criminale pone fine anche ad una serie di atti vandalici e intimidazioni rivolte nel recente passato dai correi e da altri giovani che frequentano il quartiere, all’istituto religioso “Giovanni Paolo II” gestito dalle Suore della Comunità Figlie Maria Ausiliatrice di Librino, che si trova proprio a ridosso del comprensorio dove sorge lo stabile del Viale Grimaldi 10. Spesso e volentieri i giovani del quartiere hanno messo in discussione – ricorrendo anche alla violenza – l’insostituibile funzione educatrice dell’Oratorio. Le religiose hanno cercato di educare i giovani alla legalità scontrandosi però con una realtà ostile, che vede i ragazzi anche infraquattordicenni già pronti a delinquere e a spacciare, attratti dal guadagno facile e dalla voglia di appartenere al gruppo.

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