sabato 21 aprile 2018 16:52
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A Roma ripercorse le tappe dei moti garibaldini con l’archivio di Stato di Reggio

Roma. Ieri, nella splendida cornice della prestigiosa biblioteca Vallicelliana a Roma, in occasione della chiusura del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si è tenuta una conferenza con relativa mostra documentaria a cura dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, dal titolo “Il trono e le libertà, dai moti del 1847 a Garibaldi in Calabria”. All’evento hanno partecipato alcune figure accademiche di Roma.
Il dibattito è stato moderato da Antonio Minasi, presidente dell’associazione Amici Casa della Cultura Leonida Repaci di Palmi e direttore della rivista Itaca. Alcuni ragazzi del Liceo Scientifico “Fermi” di Sant’Eufemia d’Aspromonte, giunti in rappresentanza dei giovani calabresi, con l’introduzione di Mirella Marra, direttore dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, hanno introdotto un video documentario multimediale sul tema delle gesta di Giuseppe Garibaldi partendo dai moti del 1847.
Dopo un breve intervento di Gemma Gesualdi, presidente di Brutium:“I Calabresi nel mondo”, è intervenuto l’onorevole Domenico Naccari, delegato ai rapporti con le comunità regionali del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sottolineando la centralità calabrese e i valori dell’Unità d’Italia. Il consigliere di Roma Capitale ha apprezzato la prestazione canora dei ragazzi del Liceo, che hanno ricostruito attraverso le immagini una pagina significativa della storia Italiana, meridionale e calabrese. «Una storia travagliata – ha detto Naccari – di cui bisogna andare orgogliosi. L’Italia, come ha più volte ribadito il capo dello Stato, Giorgio Napolitano è una e indivisibile e su questa terra d’Europa, con coesione dobbiamo raccogliere l’eredità storica e costruire il futuro dei prossimi secoli». Un ringraziamento particolare, Naccari lo ha rivolto alla consulente del Museo virtuale Garibaldino in Aspromonte, Patrizia Nardi, per aver permesso la realizzazione del documentario; Naccari ha ringraziato Gesualdi e Minasi per aver permesso l’evento. «Il popolo calabrese – ha detto ancora – deve coltivare non solo la sua storia ma anche le proprie tradizioni, abitudini e ricchezze culturali». Il delegato capitolino ha inoltre ricordato che la comunità calabrese presente a Roma è composta da oltre 500 mila uomini e donne che arricchiscono la città Eterna con la loro creatività e laboriosità. «Questi nostri corregionali – ha concluso Naccari – non devono smarrire mai le proprie origini e la propria identità. Come ha più volte detto il sindaco Alemanno, si è profondamente romani se si è profondamente calabresi».
Poi l’intervento più atteso di quest’incontro, quello della pronipote di Garibaldi, Annita Garibaldi Jallet, vice presidente nell’Anvrg (Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini), che ha regalato ai presenti una testimonianza ricca e affascinante. In seguito sono intervenuti anche la Dirigente Liceo Scientifico “Fermi”, Sant’Eufemia d’Aspromonte Angela Maria Palazzolo, Giuseppe Monsagrati storico dell’età contemporanea, della Sapienza di Roma, il quale ha tenuto un’interessante lezione sull’Unità d’Italia. Al termine della partecipata manifestazione sono intervenuti gli studenti calabresi.

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