lunedì 23 aprile 2018 11:46
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Esplosione a Ravagnese. Tanica rinvenuta nel retrobottega del “Cafè Mary”

Reggio Calabria. Non di esplosione, ma quasi certamente di deflagrazione si è trattato. Il boato che è stato sentito ieri notte dagli abitanti di Ravagnese, e che ha distrutto il bar pasticceria-gastronomia “Cafè Mary”, in via Ravagnese di fronte alla rotonda che immette all’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”, sarebbe stato causato non da un ordigno, ma verosimilmente dalla deflagrazione della benzina i cui fumi avevano saturato il locale. Il fatto è avvenuto intorno alle 23.30, quando il locale, che solitamente tiene aperto fino alle 22, era ormai chiuso. Fortunatamente non vi sono stati feriti. Dopo avere domato le fiamme, i vigili del fuoco del Comando provinciale, che hanno effettuato una ispezione dei locali insieme agli specialisti del Gabinetto regionale di Polizia Scientifica, diretto dal vice questore aggiunto Diego Trotta, hanno rinvenuto nel retrobottega, ed esattamente in un locale all’aperto, cui si accede tramite una porta posta all’esterno, una tanica vuota, con un tappo bucherellato. All’interno dei locali non sono stati trovati segni che possano far pensare all’esplosione di un ordigno. In questo caso, infatti, si sarebbe notato almeno un piccolo “cratere” dovuto all’esplosione di una bomba. La pista più accreditata, quindi, è che qualcuno abbia svuotato il contenuto della tanica, verosimilmente benzina, e poi abbia dato fuoco causando la deflagrazione, che ha effetti devastanti simili a un ordigno. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante, coordinati in loco dal dirigente Giuseppe Giliberti, e gli investigatori della sezione antiracket della Squadra Mobile, anch’essi coordinati in loco dal vice questore aggiunto Francesco Giordano. Il locale di ristorazione era gestito da Maria Ficara, che lo aveva rilevato dal precedente proprietario. Lo stabile che ospita il bar è di proprietà di Pasquale Latella. Gli investigatori della Squadra Mobile diretta dal primo dirigente Gennaro Semeraro sono adesso al lavoro per far piena luce sull’accaduto.

Fabio Papalia

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