mercoledì 25 aprile 2018 10:14
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La consegna degli attestati del progetto “Chiese aperte”

Reggio Calabria. Nel territorio dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova sono numerosi gli edifici religiosi di pregio per architettura e patrimonio d’arte custodito, raramente aperti al pubblico per la carenza di personale, anche volontario, che, previa adeguata formazione, se ne assuma l’onere della custodia e sorveglianza. Al fine di contribuire a tale esigenza formativa, l’Arcidiocesi, attraverso l’Ufficio beni culturali, ha promosso il Progetto Chiese Aperte, rivolto a volontari impegnati in iniziative di custodia, tutela e valorizzazione degli edifici di culto, e ne ha affidato l’attuazione all’Associazione Did.Ar.T. Didattica Arte Territorio. Finanziato con il contributo 8×1000 alla Chiesa Cattolica, l’intervento avviato nel maggio scorso si è articolato in un Corso di formazione e nel successivo tirocinio dei volontari in chiese di rilevante pregio architettonico e storico-artistico site nei Comuni di Reggio Calabria (chiese della Graziella, di San Pietro al Calopinace, degli Ottimati e di Sant’Antonio Abate ad Archi), Bova (Concattedrale di Santa Maria Isodia e Santuario di San Leo) e Bagnara (chiese delle Arciconfraternite del Carmine e del Rosario). Sabato 26 ottobre nel Salone “Mons. Ferro” presso la Curia metropolitana alla presenza di S.E. l’Arcivescovo sono stati consegnati gli attestati di partecipazione a ben 63 volontari che hanno aderito e partecipato all’iter formativo e di tirocinio. Mons. Morosini, dopo aver espresso apprezzamento per l’iniziativa, ha voluto soffermarsi sull’importanza del ruolo da sempre assunto dalla committenza nella realizzazione delle opere d’arte sacra, evidenziando l’esigenza di formazione per i presbiteri e per i laici che li affiancano nelle parrocchie perché sappiano discernere qualità e pregio delle opere d’arte, rifuggendo da interventi di dubbio gusto estetico e qualità artistica che pure continuano a trovar spazio in alcune delle nostre chiese. Mons. Domenico Marturano, direttore dell’Ufficio beni culturali diocesano, ha sottolineato come l’8×1000 alla Chiesa Cattolica consenta, tra gli altri, anche la realizzazione di interventi di pregio per la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e architettonico, quale è stato il Progetto Chiese Aperte nella nostra Arcidiocesi. A Giuseppina Palmenta, Presidente di Did.Ar.T., il compito di illustrare gli esiti del Progetto, facendone un primo bilancio, senz’altro positivo per qualità della formazione, entusiasmo e competenza dei volontari: in riferimento al numero delle presenze registrate tra luglio e agosto nelle chiese ci si sarebbe attesi migliori esiti a Bagnara, mentre oltre ogni previsione è stato il numero dei visitatori a Bova, anche se in entrambi i centri il Progetto ha ricevuto l’apprezzabile sostegno degli assessorati competenti. A quest’ultimo riguardo, Angela Martino, Presidente della Sezione reggina di Italia Nostra, tra i docenti del Corso, ha sottolineato come iniziative simili, espresse da enti privati, abbiano sempre più bisogno del sostegno e del supporto, anche economico, degli enti pubblici per poter conseguire i risultati sperati. E’ il caso della straordinaria chiesa di Sant’Antonio Abate ad Archi, unica emergenza architettonica medievale nel territorio comunale di Reggio, per indicar la quale, ad esempio, manca adeguata segnaletica stradale che dalla statale conduca al sito: al riguardo l’Associazione Did.Ar.T. si è fatta promotrice di un progetto di valorizzazione del sito rivolto alle scuole e, nei mesi estivi, ai turisti attraverso la disponibilità di un apposito servizio navetta. Ulteriore buon esito del Progetto è stata la stampa di una brochure che illustra con testi, foto e riferimenti bibliografici le otto chiese oggetto dell’intervento e di singoli depliant resi disponibili nei siti interessati per i visitatori e quanti volessero approfondire la conoscenza dei monumenti e del patrimonio d’arte custodito. Al Progetto Chiese Aperte è stato riconosciuto il merito di esser una “buona pratica”, un’iniziativa esemplare per la conoscenza, la valorizzazione, la tutela e, non ultimo, l’uso pastorale e didattico del patrimonio culturale ecclesiastico: per tali motivi, il Progetto è stato al centro di un intervento di Lucia Lojacono, direttore del Museo diocesano, in occasione dell’VIII Convegno Regionale della Consulta per i beni culturali ecclesiastici in Calabria dedicato, nel settembre scorso, a I beni storico-artistici delle Chiese di Calabria: una risorsa per l’insegnamento della religione cattolica. In queste settimane l’Ufficio beni culturali diocesano è già al lavoro per la progettazione della seconda edizione che investirà altri edifici ecclesiastici di rilevante interesse storico della nostra Arcidiocesi, proponendo itinerari inediti alla riscoperta della memoria e della storia di luoghi ecclesiastici di rilevante interesse.

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Blogger per caso, giornalista per passione. Iscritta all'Albo dei Pubblicisti dal 2012. Due domicili attivi: a Reggio Calabria e a Milano. Dopo una breve esperienza sulla carta stampata, vincendo la timidezza, scopre la radio con cui continua tutt'oggi a collaborare. Dal 2010 è redattrice di Newz.it. Dal 2015 collabora con la sezione Sociale di Corriere della Sera.

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