venerdì 20 aprile 2018 02:47
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Catanzaro Municipio

Catanzaro. Bando selezione figure professionali per monitoraggio e rendicontazione PISU, Palazzo De Nobili replica ai consiglieri Capellupo e Giglio

Catanzaro. “In merito alla nota diramata dai consiglieri comunali Vincenzo Capellupo e Antonio Giglio, che segue l’interrogazione scritta consegnata al sindaco Sergio Abramo, alla quale ha risposto il dirigente del settore grandi opere di Palazzo De Nobili, Giovanni Ciampa, l’Amministrazione precisa quanto segue: in relazione al bando di selezione comparativa pubblica per l’individuazione di due figure professionali per il monitoraggio e la rendicontazione del programma Pisu, nell’ambito del Por Calabria 2007-2013, la società Catanzaro servizi non ha in servizio personale adeguato alle funzioni oggetto del bando, tant’è che la giunta comunale, in data 13 maggio 2011, nell’affidare il servizio di selezione e monitoraggio di altri programmi comunitari, invitava la stessa Catanzaro servizi a dotarsi, qualora non presenti nella società, delle necessarie professionalità”.
Nella risposta all’interrogazione si specifica che “tenuto conto dei tempi ristretti, che non possono assolutamente subire alcun ritardo rispetto a quelli imposti dalla Regione per la certificazione della spesa, pena il definanziamento, l’Amministrazione ha ritenuto responsabilmente opportuno avviare direttamente una selezione con la procedura più veloce che le è consentita”. Un passaggio suffragato dal fatto che “l’Unione europea predilige, in via prioritaria, l’evidenza pubblica e, solo in seconda scelta, l’affido a una società in house. Queste ultime, a loro volta, se non hanno personale in organico, devono selezionare le figure richieste sempre con evidenza pubblica”.
Il contenzioso, evidenziato da Capellupo e Giglio, è ancora in corso, “la sentenza a cui si fa riferimento non è definitiva, e lo stesso contenzioso non avrebbe potuto trovare una soluzione intermedia con una transazione i cui proventi sarebbero derivati da finanziamenti comunitari o a termine, rigidamente finalizzati e gestiti, ma non in possesso dell’Amministrazione”. Nell’ipotesi paventata dai due consiglieri, infatti, l’utilizzo delle somme per la transazione “sarebbero state limitate al solo incarico”, ma non sarebbero mai potute bastare per adempiere all’ingente budget economico scaturente dalla sentenza di I grado, di cui l’Amministrazione, nonostante si tratti di una propria Partecipata, “non è comunque la diretta responsabile”.
In merito all’esclusione dal bando per chi ha in atto un contenzioso con l’Amministrazione comunale o con qualsiasi altra società partecipata dal Comune, “ci si è attenuti a quanto consolidato e prescritto da centinaia di bandi di selezione di altre amministrazioni”. Senza questo punto, il bando avrebbe potuto presentare carenze di legittimità, anche laddove si fosse limitata l’esclusione a “eventuali contenziosi con il Comune e non anche con le sue Partecipate”.
La procedura – conclude la risposta all’interrogazione – contiene criteri oggettivi mirati a garantire l’Amministrazione ed è delineata per evitare carenze che potrebbero causare il definanziamento da parte della Regione, con l’iscrizione di quella somma a danno delle casse comunali. Le undici adesioni pervenute al bando provano un’ampia partecipazione, mentre per ciò che attiene ai compensi, equiparati a quelli di un funzionario comunale di fascia D, si precisa che sono congrui in relazione ai tempi e ai servizi da espletare, atteso anche “che il programma Pisu ha una quota di finanziamento ministeriale legata a progetti con scadenza al 31 dicembre 2016 per cui, se non vi sono proroghe, l’impegno dei due prof.

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