martedì 24 aprile 2018 22:48
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La Cgil contro le trivellazioni nello Ionio è pronta alla mobilitazione con un “fronte unitario”

Catanzaro. La CGIL della Calabria esprime il proprio dissenso in merito al permesso di ricerca che con decreto ministeriale del 9 giugno 2014 il Ministro Guidi ha concesso alla società “Appennine Energy spa”. Tale scelta è contraria agli interessi della popolazione calabrese e non risponde ad una adeguata politica di strategia energetica nazionale.
Inoltre l’autorizzazione alle trivellazioni ad alcune aziende petrolifere nonostante il parere contrario delle popolazioni, delle amministrazioni locali, delle Istituzioni regionali e provinciali produrrebbe un impatto negativo su settori strategici e vitali dell’economia Calabrese come il turismo, la pesca, l’itticoltura, con pesanti ricadute sociali ed occupazionali.
Per queste ragioni, come Cgil, per come abbiamo già avuto modo di manifestare nei mesi passati, riteniamo tale scelta incomprensibile alla luce anche degli investimenti che si dovranno attivare per tutelare il sistema delle coste e dell’ecosistema marino. Chiediamo al Governo di ritirare le autorizzazioni rilasciate per decreto e di convocare un tavolo nazionale per un confronto Istituzionale, sociale, per evitare la tensione e l’allarme che tale scelta sta ingenerando tra le popolazioni. La Cgil è pronta a mobilitarsi al fianco delle popolazioni per tutelare le risorse ambientali e naturali qualora tale provvedimento dovesse compiersi nonostante la contrarietà già ampiamente espressa dai calabresi.

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