giovedì 19 aprile 2018 13:47
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Calanna. Nel suo terreno 230 piante di marijuana, altre 228 nel capannone: arrestato dai Carabinieri

Calanna (Reggio Calabria). Ieri mattina i Carabinieri della Stazione di Calanna, della Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni, hanno arrestato in flagranza di reato un reggino di 55 anni, per produzione a fini di spaccio di ingente quantitativo di sostanza stupefacente. I militari dell’Arma, durante la perquisizione domiciliare a carico dell’uomo, estesa alla sua vecchia abitazione di residenza, ubicata in località Mulini di Calanna, hanno scoperto, in un terreno in uso allo stesso, diverse coltivazioni di piante di “marijuana”, alcune già in buono stato di maturazione ed altre ancora di piccole dimensioni.
In particolare, in una porzione del terreno è stata rinvenuta, celata tra la fitta vegetazione, una piantagione di ben 230 piante, alte in media 3 metri, per le quali era stato realizzato un sistema di irrigazione “a caduta”.
Inoltre, all’interno di un capannone ubicato sempre nel medesimo terreno, sono state ritrovate altre 109 piante di marijuana, di altezza variabile dai 3 ai 4 metri, piantate all’interno di fusti in plastica e ulteriori 119 piantine di piccole dimensioni, altezza dai 10 ai 30 cm, poste all’interno di contenitori in polistirolo. I Carabinieri hanno anche recuperato un barattolo in vetro, al cui interno erano stati riposti 440 semi di piante di cannabis, pronti per essere utilizzati per altre coltivazioni.
All’uomo è stato contestato anche il reato di furto aggravato di energia elettrica, poiché tramite un bypass al contatore di energia elettrica avrebbe alimentato il capannone, e la detenzione abusiva di un caricatore e 6 munizioni cal. 6.35, regolarmente denunciate ma detenute in località diversa da quella comunicata.
L’arrestato, dopo le formalità di rito è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, in attesa dell’udienza di convalida dinanzi al gip che avverrà nelle prossime ore. La piante di marijuana, previa campionatura per le analisi di laboratorio, sono state estirpate e distrutte dai militari operanti.

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