martedì 24 aprile 2018 17:58
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Stignano. Maltrattava la moglie da anni, arrestato dai Carabinieri

Stignano (Reggio Calabria). Nella tarda serata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di maltrattamenti in famiglia un 54enne, lavoratore socialmente utile. In particolare, a seguito di richiesta di aiuto pervenuta al 112 da parte di sua moglie, una casalinga 49enne del luogo, vittima delle angherie dell’uomo, i militari hanno constatato la presenza di quest’ultimo in evidente stato di ebbrezza, il quale, incurante della presenza dei Carabinieri, continuava a inveire e minacciare di morte la coniuge.
I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di rinvenire e sequestrare un grosso coltello da cucina in camera da letto, riposto all’interno del comodino del 54enne, e di accertare che la donna dal 2007 subiva da marito ripetute minacce, percosse e lesioni, mai denunciate però, nella speranza di evitare la rottura del rapporto coniugale. Considerato quanto emerso, i Carabinieri hanno tratto in arresto l’uomo, che, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso il carcere di Locri, come disposto dal pm di turno, Rosanna Sgueglia, mentre la donna ha raggiunto alcuni parenti fuori provincia.
È quello della Legge 15.10.2013, n. 119, recante “disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere”, un formidabile strumento apprestato dall’Ordinamento che garantisce maggiore protezione alle donne e contrasta, e se possibile previene, un fenomeno odioso e intollerabile. Infatti, al di là dell’inasprimento delle pene di 1/3 [se alla violenza assiste un minore e/o se la vittima è in stato di gravidanza e/o se la violenza è commessa dal coniuge (anche se separato) e dal compagno (anche se non convivente)], la legge prevede, tra l’altro, l’“arresto obbligatorio” in caso di flagranza per reati di maltrattamento familiare e stalking, nonché l’“allontanamento del coniuge violento dalla casa familiare” (che potrà essere controllato attraverso il braccialetto elettronico), l’“irrevocabilità” della querela per violenza e maltrattamenti (sottraendo, di fatto, la vittima dal rischio di una nuova intimidazione tendente a fargliela ritirare) e il “patrocinio legale gratuito” per le vittime che non si possono permettere un avvocato.

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