lunedì 23 aprile 2018 07:46
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Catanzaro. La Polizia recupera un ciclomotore rubato da poche ore

Catanzaro. Il furto aggravato era avvenuto qualche ora prima, quando alle 4:00 di ieri gli agenti della Squadra Volante, impegnati su viale De Filippis in un servizio di controllo del territorio mirato al contrasto dei reati contro il patrimonio, hanno intercettato un ciclomotore Yamaha Mbk di colore nero con alla guida l’autore dello stesso furto e altro passeggero. Intimato l’Alt, i sospetti degli agenti hanno trovato conferma e, dal controllo è emerso che il ciclomotore presentava segni di effrazione sul cilindretto di accensione, sulla carena anteriore ove tra l’altro erano stati collegati direttamente i due fili del contatto di accensione ed il blocco del manubrio rotto.
Ancorché privo di documenti d’identità, i componenti della pattuglia della Volante, hanno riconosciuto nel guidatore D.S. di 19 anni e, nel passeggero, un minorenne. La perquisizione personale eseguita sul guidatore, e sul passeggero minorenne, ha permesso di rinvenire un cacciavite a taglio ed un coltello da cucina con la lama modificata a mo’ di spadino. Arnesi compatibili con i segni di forzatura del ciclomotore, sono stati posti in sequestro.
In tale circostanza i due hanno ammesso di avere appena rubato il ciclomotore sul quale viaggiavano nel vicino quartiere Mater Domini, a circa 1 Km dal luogo in cui erano stati bloccati dalla pattuglia della Polizia. Da ulteriori accertamenti si è che il contrassegno identificativo affisso sul porta targa, apparteneva ad altro ciclomotore rubato circa dieci anni addietro su Via Daniele.
Per i fatti accertati, in considerazione che il 19enne risulta gravato da precedenti penali per reati contro il patrimonio e considerati i fondati motivi di ritenere che potesse reiterare nello stesso reato, il fermato è stato tratto in arresto per il reato di furto aggravato di ciclomotore e ricettazione del contrassegno identificativo di ciclomotore (targhino). Il pm di turno, informato dagli agenti dell’avvenuto, ha disposto che il maggiorenne venisse sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione per rimanervi a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente sino al rito della “Direttissima”. Mentre il minorenne è stato denunciato a piede libero ed affidato alla propria famiglia. Il ciclomotore e il contrassegno identificativo, dopo i necessari adempimenti, sono stato rispettivamente restituiti ai legittimi proprietari.

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