venerdì 20 aprile 2018 02:49
default-logo

Guardia di Finanza sequestra Confidi per un valore di 30 milioni di euro

Reggio Calabria. I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti del Confidi Fidart Calabria S.c.a.r.l., con sede a Marcellinara, nel catanzarese, esercente l’attività di “Confidi” (acronimo di “consorzio di garanzia collettiva dei fidi”) ossia attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati alle attività economiche e produttive.
Fidart Calabria S.c.a.r.l. è un’associazione di artigiani che svolge la sua attività, senza scopo di lucro al fine di favorire l’accesso al credito delle P.M.I. (piccole e medie imprese) associate, garantendo una quota parte dei finanziamenti che gli istituti di credito convenzionati, dopo le verifiche del caso, erogano.
Denunciate a piede libero due persone. Il consorzio, che svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare artigiani e Piccole Medie Imprese nell’accesso ai finanziamenti di alcuni istituti di credito convenzionati, ha un valore patrimoniale di circa 30 milioni di euro.
Le articolate indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito di rilevare che il Confidi ha indebitamente concesso garanzie, utili al conseguimento di finanziamenti da parte di alcuni Istituti di credito, a diversi artigiani e piccoli imprenditori, tutti privi della necessaria qualità di socio della stessa, così come previsto dal TULB – Testo Unico delle Leggi Bancarie, per il tramite di un mediatore finanziario abusivo.
In particolare dalle indagini è emerso che T.D. ha contattato, procacciato, raccolto la documentazione ed illustrato i prodotti ai potenziali clienti, per conto del citato confidi, svolgendo abusivamente l’attività di agente in attività finanziarie.
La normativa di riferimento è il Testo Unico Bancario, ove è stabilito, tra l’altro, che per poter svolgere l’attività di mediatore creditizio o agente in attività finanziarie, occorre essere iscritti negli appositi elenchi detenuti dall’O.A.M. (Organismo degli Agenti e dei Mediatori). Per quanto riguarda i confidi, iscritti negli elenchi detenuti dalla Banca d’Italia, possono svolgere la loro attività esclusivamente nei confronti dei loro associati. E’ loro vietata ogni forma di servizio finanziario nei confronti del pubblico. Ne deriva che per godere dei servizi di un confidi è necessario iscriversi in qualità di socio e, solo dopo tale passaggio, richiedere finanziamenti o garanzie. Dalle numerose persone escusse e dai documenti acquisiti in sede di indagine, è invece emerso che T.D. avvicinava e contattava direttamente i potenziali clienti e curava direttamente il rapporto con gli stessi senza esserne abilitato. Tutti i clienti intervistati dalla Guardia di Finanza hanno riferito di non essersi mai recati presso gli uffici Fidart o addirittura di non conoscere il confidi presso cui si erano associati.
Tenuto conto delle continue e numerose irregolarità nella gestione di Fidart Calabria S.c.a.r.l., accertate dai finanzieri del Gruppo di Reggio Calabria , la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, accogliendo la proposta avanzata dalle Fiamme Gialle Reggine, ha disposto il sequestro preventivo del confidi affidandolo ad un amministratore giudiziario che ne curerà l’operatività.
Dall’ultimo bilancio depositato da Fidart Calabria S.c.a.r.l. è stato possibile ricavare che il suo valore (tenendo conto dei beni strumentali, immobilizzazioni e fondi) si aggira intorno ai 30 milioni di euro.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo