venerdì 20 aprile 2018 09:00
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A tu per tu con i candidati sindaco. L’intervista a Giuseppe Musarella

Reggio Calabria. “Un percorso politico non si inventa qualche anno o addirittura qualche mese prima delle elezioni, ma si costruisce nel tempo e con la collaborazione dei cittadini”. Giuseppe Musarella – 40 anni, poliziotto – presenta così il proprio progetto politico, nato nel dicembre 2006 con l’associazione socio-culturale Ethos (di cui è presidente) e che oggi trova una compiuta realizzazione in Coalizione Reggina, di cui è il candidato sindaco. Musarella non ha mai ricoperto in passato ruoli politico-istituzionali, ma presenta tuttavia una lunga esperienza nell’ambito sindacale soprattutto nel Siap e nella Uilps.

Crisi reggina: quali le cause e quali gli artefici.
I problemi che affliggono il Mezzogiorno d’Italia sono atavici e le loro molteplici cause non possono essere trattate in modo superficiale. Ma Reggio, purtroppo, è diventata, negli ultimi dodici anni, il simbolo del problema meridionale all’interno del problema stesso; stiamo vivendo un periodo di degrado che non ha precedenti dal dopo guerra ad oggi. Alle nostre latitudini, lo scioglimento del comune per contiguità con la ndrangheta, il pre-dissesto economico certificato da più e diverse commissioni d’inchiesta, le numerose indagini che hanno messo in evidenza uno spaccato sociale dai contorni devastanti, l’incompetenza e, in tanti casi, anche il totale asservimento alla logica del guadagno e del malaffare della classe dirigente reggina ritengo siano fatti che non offrono spazio a molti dubbi circa responsabili e metodi da questi usati. Ben noti politici di destra, di centro e di sinistra, alcuni dei quali continuano spavaldamente a riproporsi e ricandidarsi mimetizzati e sparsi in tante liste, insieme a dirigenti comunali compiacenti, funzionari ed impiegati pubblici collusi, preti corrotti, massoni deviati, imprenditori ed accademici senza scrupoli e senza vergogna sono i responsabili di questo scempio, insieme a tutti coloro che, pur avendo “l’obbligo di intervenire”, nella migliore delle ipotesi sono rimasti indifferenti. Certo, le responsabilità sono diverse in ordine ai ruoli ricoperti ed alle mansioni svolte, ma tali restano e sono gravissime. L’incredibile e sfrontato paradosso è che, ancora oggi, qualcuno tenta di giustificare quel presunto “modello Reggio”, senza vergogna o pudore, addirittura riproponendosi come soluzione al problema che ha contribuito a creare.

Società miste: quale futuro per le società stesse e quale futuro per i loro dipendenti?
Le società miste sono lo specchio emblematico di quel degrado e di quella mescolanza tra dirigenti, politici, ‘ndranghetisti e massoni deviati di cui parlavo prima. La soluzione deve dunque essere radicale e chiara nelle sue linee guida, nel rispetto di quel sentimento di pulizia morale e amministrativa che tutta la città richiede. Formazione di una, o più società miste che prevedano una quota societaria di maggioranza pubblica, da parte del comune, una quota di capitale privato ed una quota da destinare al c.d. azionariato diffuso o popolare, cioè una società per azioni pubblica, ad azionariato diffuso, simile, ma non uguale, alla public company. Adozione del bilancio sociale ed assunzioni attraverso meccanismi di evidenza pubblica che prevedano particolari e determinati requisiti circa per i partecipanti. Vorrei qui evidenziare un passaggio fondamentale che più volte è stato messo in evidenza in queste settimane di campagna elettorale e che riguarda una presunta ed ideologica supremazia della gestione da parte del pubblico rispetto al privato: questa affermazione è semplicemente falsa. Per non dilungarmi oltre vorrei solo ricordare che Alitalia è fallita pur essendo gestita dallo Stato ed è fallita quando è stata gestita dai privati, a dimostrazione che esistono solo buone o pessime gestioni e non ideologiche presunte supremazie. Vorrei inoltre ricordare che il comune non ha risorse finanziarie sufficienti per poter affrontare piani d’investimento di considerevole portata.

Rifiuti e acqua: soluzioni per fronteggiare i problemi.
Partendo dal presupposto che le casse comunali sono vuote e ci sono tantissimi debiti, le soluzioni a questi due problemi partono dalla consapevolezza di ciò che già esiste a Reggio e dalla necessità di individuare soluzioni che prevedano un coinvolgimento della Regione il più limitato possibile, visto la storica inefficienza della classe dirigente regionale in Calabria, che non ha mai approntato un serio piano di raccolta e smaltimento, per un verso, ne è riuscita a terminare, nonostante i corposi finanziamenti, i lavori della diga sul Menta.
Da qualche settimana, non in Svizzera, ma nella nostra Bocale, sono stati ritirati i cassonetti della spazzatura e la raccolta differenziata porta a porta a raggiunto, in soli quattro anni, il 50%. Appare perciò necessario, almeno per la raccolta dei rifiuti, approntare un piano comunale autonomo rispetto a quello regionale. Concretamente questo piano deve prevedere: la raccolta differenziata spinta, la creazione di un’isola ecologica per ogni circoscrizione (con annesso riconoscimento di un bonus a chi conferisce, da scontarsi sulla tariffazione della tari) una politica attiva verso il compostaggio relativo “all’umido”, con la previsione di utilizzare il c.d. “disidratatore” (il cui costo è di poche decine di euro) in tutte le mense ed i punti di ristoro pubblici o presenti all’interno degli edifici pubblici strutture, con riduzione della tari per ristoranti ed altri esercizi commerciali privati che lo utilizzassero. Una filiera completa di riciclaggio attiva ed economicamente sostenibile. Per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico, considerato che la nostra è una terra ricchissima d’acqua, sembra indispensabile il rifacimento delle condutture, visto che le stesse disperdono circa il 40% dell’acqua immessa. I fondi potrebbero reperirsi istallando, in diverse zone strategiche della Città, le c.d. “Case dell’Acqua”, fontane pubbliche allacciate alla rete idrica comunale, in grado di dispensare, al costo di 0.05 euro al litro, acqua minerale naturale, con tanto di certificazione. Questo abbatterebbe i costi annui che una famiglia affronta per acquistare acqua minerale in bottiglie di plastica, ridurrebbe del 15% i conferimenti di PET nelle discariche e farebbe risparmiare ad un Comune come Reggio circa un milione e mezzo di euro l’anno di costi legati allo smaltimento o riciclaggio delle bottiglie di plastica. I proventi della Casa dell’Acqua Comunale ed i risparmi da smaltimento PET, concorrerebbero alla copertura dei costi di rifacimento e manutenzione della rete idrica. Ovviamente l’obiettivo è quello di portare l’acqua potabile all’interno di tutte le case della Città.

Infrastrutture e opere pubbliche incompiute: cosa è accaduto in questi anni e come lavorerà la giunta Musarella per riaprire i cantieri?
Se vogliamo rilanciare in parte l’economia reggina, ci appare indispensabile far ripartire la macchina dei lavori pubblici, il che vuol dire nuove assunzioni, maggiore domanda interna, migliori servizi. Sappiamo che il numero delle cosiddette incompiute è elevato, ma non sappiamo bene il perché. Perché il decreto Reggio è bloccato? Perché sono fermi i lavori dell’Arena Lido o del Parco Lineare Sud? Perché non riparte la costruzione del Palazzo di Giustizia? Perché non si riesce a sbloccare l’appalto del Lido Comunale? Incompetenze, lungaggini burocratiche, interessi economici e quant’altro pensiamo siano le cause di tutto questo. Sarà necessario compiere una seria e condivisa attività di verifica per appurare tutto quello che non ha funzionato e che ancora non funziona, non appena si insedierà il nuovo Consiglio Comunale.

‘Ndrangheta: quali incentivi per chi denuncia?
Abbiamo proposto nel nostro programma che il Comune di Reggio faccia transitare tutte le procedure d’appalto superiori ai centomila euro attraverso la S.U.A.; abbiamo anche proposto una white list per tutti gli appalti che siano sotto tale soglia; pensiamo ad un aggiuntiva premialità all’interno della white list per coloro che denunciano e si oppongono al racket delle estorsioni. Si potrebbe anche prevedere una fiscalità agevolata per i tributi comunali e ad eventuali fideiussioni da parte del Comune per l’acquisto o il leasing di attrezzature eventualmente andate distrutte in seguito ad attentati dinamitardi o di altra natura.

Nessun vincitore al primo turno, si va al ballottaggio e voi ne rimanete esclusi. Chi sosterrete?
Se si dovesse andare al secondo turno e noi non ci dovessimo trovare nelle condizione di poterlo disputare, posso sin da oggi affermare che non daremmo alcun sostegno a nessuno dei candidati che si troveranno a contendersi la sindacatura reggina. Noi abbiamo contribuito alla nascita della “Coalizione Reggina” partendo dal presupposto, giusto o sbagliato che sia, che i partiti, nella loro espressione locale, non siano in grado di esprimere una classe dirigente all’altezza di poter governare seriamente questa Città. Questa nostra analisi è stata avallata dalla composizione delle liste e dei nominativi presenti all’interno delle stesse. Anche dovessero vincere oggi, perderebbero sicuramente domani, tali e tante sono state le cambiali in bianco firmate. Noi eravamo liberi ieri e lo saremo anche dopo le elezioni, senza se e senza ma. Non ci interessa barattare il nostro percorso politico iniziato nel duemilasei, per un posticino al sole.

Perché andare a votare, vista la poca credibilità che il mondo politico in generale suscita, è perché votare Coalizione Reggina per Musarella Sindaco?
La domanda è pertinente ed è la stessa domanda che mi farei anch’io se non fossi candidato. Provo a rispondere senza retorica ed in modo chiaro, lasciando da parte i soliti discorsi sulla politica “alta e nobile”, visto che di nobile e di alto in questi anni non si è visto quasi nulla, a Reggio come altrove. Quando si esprime un voto, si esprimono nello stesso tempo due valutazioni diverse, una riguarda l’approvazione o la disapprovazione sulla classe dirigente che fino a qualche tempo prima ha governato la città, l’altra che ne è diretta conseguenza. Pensiamo che la classe dirigente che ha governato la nostra Città negli ultimi anni lo abbia fatto nell’interesse del bene comune? Pensiamo che le tasse insostenibili, la mancanza d’acqua potabile, la mancanza della raccolta dei rifiuti, i trasporti inesistenti ed il cumulo di macerie lasciatoci in eredità dal “modello Reggio” siano sinonimi di buona amministrazione? Si? E allora rivotiamoli, perché perdere l’opportunità di essere amministrati così bene. Potremmo non andare a votare, per dimostrare ed esternare tutto il nostro dissenso, però così si favorirebbero coloro che hanno i pacchetti di voto e che, in Città, coincidono con coloro che ci hanno “governato” fino ad oggi. Pensiamo, al contrario, che un’intera classe dirigente/politica locale sia inadeguata e debba essere mandata a casa? E allora votiamo per chi si pone come loro alternativa, per chi ha dimostrato, nel corso degli anni, di avere un’idea nuova e diversa di Città e, soprattutto, di politica; votiamo per chi, da persona libera tra persone libere, ha intenzione di caciare dal Comune tutta la feccia presente e di gratificare le tante persone perbene che ogni giorno, con serietà, competenza, dedizione e lealtà si adoperano per il bene dell’Amministrazione Comunale e della collettività. Qui non si tratta più di avere fiducia o no nella politica, ma si tratta di decidere il nostro futuro e quello dei nostri figli. Infine perché votare “Coalizione Reggina” per Musarella Sindaco? Non solo per le proposte contenute nel nostro programma e per l’idea che abbiamo della Reggio del domani, ma anche e soprattutto per l’indipendenza e l’autonomia da qualunque sistema di potere deviato presente in Città, sia esso partitico o filo massonico, ndranghetistico o di casta, come dimostrano tutte le denunce e le proposte che dal duemilasei facciamo. Un percorso politico non si inventa qualche anno o addirittura qualche mese prima delle elezioni, ma si costruisce nel tempo e con la collaborazione dei cittadini. Noi pensiamo di averlo fatto. Vorrei solo aggiungere come ultima, ma credo non banale informazione, che la mia campagna elettorale verrà a costare cento euro.

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