mercoledì 25 aprile 2018 21:43
default-logo

La Dia sequestra beni per 2 milioni di euro a imprenditore

Reggio Calabria. La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria – a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal Direttore della Dia – ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro beni, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, presieduto da Ornella Pastore, nei confronti di D.B., 57enne, imprenditore reggino, operante già dalla metà degli anni ’80, nel settore dell’edilizia, in atto detenuto e ritenuto dagli inquirenti presunto “componente della cosca Buda-Imerti”, egemone nel territorio ricadente nei comuni di Villa San Giovanni, Fiumara di Muro e territori vicini.
Le determinazioni della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria sono scaturite da una articolata ed esaustiva attività di indagine patrimoniale, condotta dal Centro Operativo Dia di Reggio Calabria (nella foto in alto la sede), volta a verificare le modalità di acquisizione dell’ingente patrimonio societario riconducibile a D.B..
Il Collegio, tenuto conto degli elementi di indagine, ha ritenuto allo stato il proposto “soggetto portatore di pericolosità sociale qualificata”, affermando, sotto il profilo patrimoniale, che “la richiesta di sequestro appare supportata da elementi idonei ad esprimere la pericolosità sociale del proposto ed è dunque meritevole di accoglimento”.
Con il provvedimento adottato a carico di D.B. è stato disposto il sequestro del patrimonio riconducibile al medesimo, stimato in circa 2 milioni di euro, consistenti in quattro immobili siti in Villa San Giovanni; le quote di otto terreni nella frazione di Catona, Reggio Calabria, nonché rapporti finanziari in fase di quantificazione, intestati e comunque riconducibili sia al proposto sia ai componenti il nucleo familiare del medesimo.

sequestro-domenico-barbieri-appartamenti-villa-san-giovanni

Gli appartamenti di Villa San Giovanni

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo