mercoledì 25 aprile 2018 21:57
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Ferruzzano accoglie i resti del soldato Francesco Manglaviti, sepolto per 70 anni nel cimitero di Francoforte sul Meno

Ferruzzano (Reggio Calabria). Rientrate in Patria, nel suo paese natale di Ferruzzano, le spoglie mortali del soldato-eroe della Seconda Guerra Mondiale, Francesco Manglaviti, nato a Ferruzzano il 15 dicembre 1917 e morto in Germania il 15 luglio 1944, sepolto per 70 anni a Francoforte sul Meno nel Cimitero Militare Italiano d’Onore (nella foto in alto). Il rientro in Italia dei resti mortali del soldato è stato possibile grazie all’interessamento del figlio Giovanni, che da una vita si batte per questa causa. Quindi, il Comune di Ferruzzano, per riconoscere “il significato pregnante del suo servizio alla Patria – si legge nel manifesto fatto affiggere per le vie del paese – e della sua vita persa per dare corpo ad alcuni valori senza tempo, quali la libertà, l’identità nazionale e la liberazione da ogni dittatura spregevole della dignità della persona, le spoglie mortali del nostro eroe saranno accolte con orgoglio nella Sala Consiliare della casa Comunale per tributargli l’ultimo saluto di riconoscenza e di gratitudine”.
Dopo la cerimonia è seguito il rito religioso officiato da Padre Ulrich Angogna nella Parrocchia “San Giuseppe” al Borgo antico di Ferruzzano. Ad imprimere all’evento il crisma dell’ufficialità ci ha pensato il Sindaco Maria Romeo il quale, con un intervento sentito e partecipato, ha commemorato il soldato­-eroe immolatosi sull’Altare della Patria. “In questa società, ­ ha detto il Sindaco – nella quale si ha la presunzione di conoscere il prezzo di tutto e il valore di niente, coinvolti tutti nella folle corsa del progresso, quando qualcuno viene a mancare, quasi non ci accorgiamo. Buttiamo facilmente via i sogni, pur sapendo che soltanto i sognatori realizzano azioni concrete e continuiamo a vivere di rimpianti, di rimorsi e promesse non mantenute, come se la vita fosse fatta per pentirsi. Forse, i più, almeno credo, abbiamo acquisito consapevolezza che se vogliamo non calpestare gli ideali e realizzare i sogni non possiamo tenerli rinchiusi nel cassetto. Lo dobbiamo aprire, invece, e correre il rischio…..rischio che rende gli uomini grandi, eroi appunto, come il nostro soldato Francesco Manglaviti, immolatosi per la Patria”. Il Sindaco, citando, poi, una frase latina ha detto ancora: “I latini insegnano: Talis pater, talis filius” e qui abbiamo la testimonianza concreta, il Manglaiviti figlio, che male ha vissuto il suo percorso di vita, privo di un luogo fisico di sepoltura del padre, dove andare a deporre un fiore o versare una lacrima. Il figlio che non ha mai goduto dell’abbraccio del padre; il figlio che non ha mai conosciuto la voce del padre, quel giovane padre, che del suo figlioletto non ha mai conosciuto un sorriso né un pianto. Oggi, di quel giovane padre, che ha combattuto, in quella truce guerra, fianco a fianco con Italiani di ogni parte del Nord, del centro, del Sud e delle isole, uniti da un unico ideale: la Patria, accogliamo i Resti. Li accogliamo in doveroso silenzio e con grande devozione, grazie al figlio Giovanni, che non si è rassegnato a lasciare le spoglie mortali di suo padre, sotto lo sguardo impietoso dei tedeschi. Da anni, ha iniziato la trafila per ricongiungerlo ai suoi affetti e restituirlo alla terra che gli ha dato i natali. Oggi, rientra a casa, il nostro eroe, nato proprio a Ferruzzano, nel vicolo “Largo Pioppo”, l’uomo-­eroe che, con il suo sacrificio, ha reso imperituri i valori vissuti, valori che la civiltà contemporanea tende a disconoscere, preoccupata com’è soltanto del presente”.
Concludendo il suo intervento, il primo cittadino ha ringraziato Dio “per aver dato la forza a Giovanni di portare avanti la sua battaglia, dando a noi l’opportunità di rivivere, almeno dentro la nostra coscienza, la Storia, facendola rivivere soprattutto alle generazioni lontane da quell’epoca di morte”.

Agostino Belcastro

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